“Siamo atterrati finalmente, con qualche scossa è vero, ma via, senza neanche sfracellarci al suolo, non ci sono stati dirottamenti aerei, è caduta una valigia ma non è esplosa nessuna bomba, fuori il tempo appare normalmente nuvoloso, non fa neanche tanto freddo qua fuori”
Cosa volete, nonno Talpone si felicita con sé stesso per queste piccole cose, ad altri parrebbero forse normali e quotidiane, ma per lui, catastrofista congenito, queste rappresentano una novità piacevole, quelle piccole cose che rendono la vita una gradevole parentesi tra la nascita e la morte.
Squilla subito il cellulare, è il Martello deus, vuole sapere come stanno i due vecchietti e se tutto va bene.
Certo che va bene, non si capisce perché questi giovani sono così apprensivi e preoccupati per un nonnulla.
Talpone chiede sbrigativo se c’è un treno per questo sobborgo di Brighton dove si sono trasferiti gli sposini, lasciando quel bellissimo appartamento sul Tamigi che avevano arredato con cura alla periferia di Londra.
Il figlio dà indicazioni vaghe, dice di aspettare a comperare i biglietti, ma fornisce l’orario dei due prossimi treni, tra dieci e tra venticinque minuti.
Sui nastri arrivano inspiegabilmente tutte e due le loro valige, si avviano all’uscita e poco prima avviene un piccolo litigio con la moglie Istrice, che, non contenta di aver acquistato liquori e scatole di cioccolatini al Duty Free Shop di Linate per il nuoro, insomma per il Tasso irlandese, vorrebbe accaparrare altre bottiglie di liquori per eventuali regali.
Già loro trascinano due valigioni trolley contenenti 30 pacchetti di pan pepati da lei cucinati e confezionati, torrroni vari, bottiglie di grappa per l’irlandese, dolcetti casalinghi alle mandorle, tartufi in vasetto del nipote cacciatore, pezzi di parmigiano, lunghi salami di Felino, oltre ad una latta di cinque litri di olio extravergine “ nostrale “ dell’alta Valnerina.
Casualmente questa volta hanno dimenticato il solito filone di pane sciapo da due chili di Collepizzuto o di Stroncone.
Escono finalmente dai portoni automatici e mentre sono in fila alla biglietteria li sorprende il gioioso Martello deus, che li abbraccia, li coccola e si accolla tutti i bagagli mentre li guida all’uscita verso la stazione.
Che gentile sorpresa, povero piccolo!
Tra la folla vedono due tizi travestiti da renne artiche che cercano gli amici.
Talpone ironizza, ma il Martello tiene a precisare che mentre lui aspettava, poteva riconoscere gli italiani in arrivo, prima ancora che si mettessero a gridare come il solito, perché erano vestiti con gran giubbotti imbottiti, scarponi, guanti e occhiali da sole, come sciatori che fossero venuti a cercare i loro attrezzi sportivi prima della discesa.
Che esagerato di figlio !
Casualmente nonno Talpone guarda prima la moglie, poi si vede in una vetrina.
Caspita, è vero, occhiali da sole a parte, sono italiani anche loro.
Fuori scoprono che la temperatura è di sei, otto gradi più alta di Milano, ma andando al nord tutti si aspettano prudentemente sempre il peggio.
Nonno Talpone non osa confessare che nella valigia, prima della partenza, ha furtivamente nascosto oltre ad una scorta di quattro cellulari, cinque penne, due computer, anche un paio di mutandoni lunghi da sci, guantoni imbottiti, un berretto di emergenza di lana pesante di colore rosso con pon-pon ed un paio di ghette da apporre agli scarponi in caso di grandi nevicate.
Saturday, 24 December 2011
Wednesday, 21 December 2011
BENVENUTO !
Ieri sera tardi, davanti al suo foglietto bianco, nonno Talpone improvvisamente mi ha chiesto “ Ma io chi sono ?”
Certe volte lui mi sorprende, nonostante l’abitudine alle sue eccentricità, che ho acquisito in seguito ad una lunga convivenza.
Che domanda, sarà l’effetto degli smilzi volumetti di filosofia raccontata dai filosofi, quelli da un euro che l’edicolante gli consegna insieme al suo giornale quotidiano ?
Sarà forse la recente ricorrenza annuale del conto dei suoi anni, cifra notevole, ma non eccessiva ?
Certo non è più il ragazzo che si pone domande esistenziali sul significato della vita, quel periodo giovanile tormentato e magico in cui si scopre e si cerca di decifrare il mondo esterno.
Forse il fatto di non essere più impegnato in una occupazione con orari , tempi e compiti vincolanti, l’avere i figli ormai cresciuti e fuori di casa, un’insieme di fattori gli lasciano ora ampi spazi disponibili di tempo libero.
No, secondo me questa creatura di incerta natura, animale ed umana, questo essere che non sa scegliere a quale generazione appartenere, che si immedesima gioioso con i bambini, ma si unisce con aria sbarazzina e incosciente con i giovani e si intende con le persone più mature e talvolta interloquisce anche con gli anziani, questa maschera nata per caso e per gioco otto mesi fa dall’idea di un figlio martellante e fantasioso, nonno Talpone insomma, sta forse muovendosi ed emergendo dalle righe scritte.
Che stia cercando una vita propria, come quei mostri, quelle creature fantastiche che escono dalla digitalizzazione computerizzata del figlio lontano ?
Benvenuto allora, caro nonno Talpone, hai però scelto un periodo molto difficile, amaro e competitivo per nascere.
Volgarità, miseria, ingiustizia sociale, fantasmi di odio e di razzismo che pensavamo scomparsi, intolleranza acuta verso i diversi.
Cosa rispondergli ?
“ Sei quello che sei, accontentati e sii felice se puoi, non farti troppe domande, guardati dentro se vuoi, compatisci e ama gli altri, accettati, è la cosa più difficile, sii sereno “
“ Ma io vorrei solo ascoltare te e gli altri, cercare di capire, provare a sorridere, mi accontento di vivere momentaneamente e di lasciare, se posso, una piccola luce di comprensione” mi ha risposto con aria mite.
“ Allora sii benvenuto tra noi nonno Talpone, sii lieve e lasciaci una speranza, per ora un buon Natale a te e a tutti i tuoi lettori, è il solstizio d’inverno, poi ritornerà la luce, domani è la partenza per le lontane spiagge di Brighton, non farti venire la solita tremarella da viaggio “
“ Ma non si poteva andare in mari più caldi, come Goa, Hurgada o Pucket ?”
“ Ma vuoi sfidare le ire del tuo amato e terribile Martello di dio ? Poi dimentichi che la tredicesima è stata gentilmente versata come anticipo al dentista veneto, con ricevuta beninteso, non brontolare, vola e siate felici se potete”.
Certe volte lui mi sorprende, nonostante l’abitudine alle sue eccentricità, che ho acquisito in seguito ad una lunga convivenza.
Che domanda, sarà l’effetto degli smilzi volumetti di filosofia raccontata dai filosofi, quelli da un euro che l’edicolante gli consegna insieme al suo giornale quotidiano ?
Sarà forse la recente ricorrenza annuale del conto dei suoi anni, cifra notevole, ma non eccessiva ?
Certo non è più il ragazzo che si pone domande esistenziali sul significato della vita, quel periodo giovanile tormentato e magico in cui si scopre e si cerca di decifrare il mondo esterno.
Forse il fatto di non essere più impegnato in una occupazione con orari , tempi e compiti vincolanti, l’avere i figli ormai cresciuti e fuori di casa, un’insieme di fattori gli lasciano ora ampi spazi disponibili di tempo libero.
No, secondo me questa creatura di incerta natura, animale ed umana, questo essere che non sa scegliere a quale generazione appartenere, che si immedesima gioioso con i bambini, ma si unisce con aria sbarazzina e incosciente con i giovani e si intende con le persone più mature e talvolta interloquisce anche con gli anziani, questa maschera nata per caso e per gioco otto mesi fa dall’idea di un figlio martellante e fantasioso, nonno Talpone insomma, sta forse muovendosi ed emergendo dalle righe scritte.
Che stia cercando una vita propria, come quei mostri, quelle creature fantastiche che escono dalla digitalizzazione computerizzata del figlio lontano ?
Benvenuto allora, caro nonno Talpone, hai però scelto un periodo molto difficile, amaro e competitivo per nascere.
Volgarità, miseria, ingiustizia sociale, fantasmi di odio e di razzismo che pensavamo scomparsi, intolleranza acuta verso i diversi.
Cosa rispondergli ?
“ Sei quello che sei, accontentati e sii felice se puoi, non farti troppe domande, guardati dentro se vuoi, compatisci e ama gli altri, accettati, è la cosa più difficile, sii sereno “
“ Ma io vorrei solo ascoltare te e gli altri, cercare di capire, provare a sorridere, mi accontento di vivere momentaneamente e di lasciare, se posso, una piccola luce di comprensione” mi ha risposto con aria mite.
“ Allora sii benvenuto tra noi nonno Talpone, sii lieve e lasciaci una speranza, per ora un buon Natale a te e a tutti i tuoi lettori, è il solstizio d’inverno, poi ritornerà la luce, domani è la partenza per le lontane spiagge di Brighton, non farti venire la solita tremarella da viaggio “
“ Ma non si poteva andare in mari più caldi, come Goa, Hurgada o Pucket ?”
“ Ma vuoi sfidare le ire del tuo amato e terribile Martello di dio ? Poi dimentichi che la tredicesima è stata gentilmente versata come anticipo al dentista veneto, con ricevuta beninteso, non brontolare, vola e siate felici se potete”.
Tuesday, 20 December 2011
BIANCANEVE VA ALL’ASILO
I nonni, si sa, sono come i Pompieri o il Pronto Intervento.
Per le mamme e i papà che lavorano, in caso di necessità, i genitori o i suoceri, i nonni insomma, quando fortunatamente ci sono e sono disponibili, diventano il riferimento obbligato, facile e gratuito.
Inoltre i nonni attuali, quelli giunti fortunosamente in pensione, una razza in via di estinzione come i panda e le tigri siberiane, sono ben felici di correre in aiuto ed assistere gli amati nipotini.
Per esempio nonna Istrice si scioglie subito, con voce dolce panna, per correre a giocare il più a lungo possibile con i pargoletti, quelli che gli ricordano i suoi figli quando avevano la loro età, ringiovanendo subito di trent’anni, senza lifting, massaggi o percorsi benessere.
Nonno Talpone invece ha una dignità da mantenere, per cui quando ne è richiesto, lui brontola, puntualizza, solleva cavilli e condizioni.
Nel frattempo si affanna ad allacciarsi le scarpe con le stringhe che si arrotolano come vipere, cerca gli occhiali, controlla il livello della scatoletta magica delle caramelle e coca coline, per precipitarsi fuori ansimando, come appunto i pompieri chiamati in azione.
Se potesse lui disporrebbe una pertica per scivolare a terra più in fretta, azione sconsiderata, calcolando sia la sua dubbia preparazione atletica, sia il fatto incontrovertibile di abitare al terzo piano del suo vecchio fabbricato.
Ieri mattina vi era stata una chiamata in servizio urgente.
La dolce avvocato Tuttopiede usciva alle 7 per correre in stazione verso una riunione urgente in una lontana città, il figlio promettente avvocato doveva essere fuori casa mezz’ora dopo per una riunione urgente.
Situazione ideale per nonno Talpone, lui era finalmente necessario, utile, quasi indispensabile.
Ha imposto alla moglie di rimanere a letto a dormire, si è alzato di corsa alle 6, unoyogurt veloce al caffè per darsi energia e poi fuori di corsa a piedi verso il villaggio residence di Wisteria Lane.
“ Ma quale macchina, quali mezzi pubblici, si va a piedi !”Si è detto con piglio mascolino da capitano coraggioso.
Avrebbe portato anche il campanellino con il manico di legno, comperato in una fiera 20 anni fa, tanto per segnalare in strada l’urgenza dell’intervento richiesto.
Le strade erano però quasi vuote e con un improvviso guizzo di lucidità aveva realizzato che qualche autoambulanza di passaggio avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni e portarlo in un’altra destinazione non voluta.
Arrivato trafelato nell’appartamento dei piccoli, li ha trovati tutti beatamente a fare colazione con latte e biscotti.
Nonno Talpone ha imposto al figlio di uscire subito per andare al lavoro e lasciargli libero il campo.
Nonno e nipotini tutti soli, che bellezza!
“ Piovretta mangia il tuo dolcetto, le camilline sono così buone ( falso, ma pazienza, non tutti amano i taralli al finocchietto)”
“No, non voio più, voio cartoni ‘nimati, quello coi gatti”
“Piccolo mio, vuoi diventare grande come il nonno ?”
“Si, voio grande, ma camillina no !”
“Piovretta, se vuoi diventare grande devi mangiare la Camillina. Altrimenti la Camillina mangia te ed è lei che diventa grande. Ti faccio il disegno con il biscotto che ti mangia e diventa grande lui?”
“ No, mangio io, ma poi cartoni !”
“ Vedremo, tu Scoiattolino vuoi ancora della Nutella sul pane? No, con la fetta di pane, non in bocca a cucchiaiate !”
Incitamenti e storie, pulire, spalmare, far indossare sciarpe, cappotti, cappelli.
Al momento di uscire la Piovretta si butta in terra e strilla con le lacrime agli occhi “ No, non vado alla casa dei giochi, voio a casa con nonno!”
Crisi diplomatica, per fortuna vi è solo un ribelle da convincere.
Brillante idea talponiana “ Piovretta, hai presente Biancaneve e i sette nani ? Bene usciamo fuori, voi fate i nanetti e si canta in coro. Andiam, andiam , andiamo a lavorar, ta , ta, ta…”
Lo strattagemma funzione alla perfezione: in fila indiana nonno Talpone ( o Biancaneve ?), seguito dai due nanetti intabarrati, marcia con passo cadenzato verso l’asilo comunale cantando la strofetta magica.
All’arrivo madri assonnate e affannate, che poi devono correre al lavoro.
Ragazze, lasciate fare a noi nonni !
Per le mamme e i papà che lavorano, in caso di necessità, i genitori o i suoceri, i nonni insomma, quando fortunatamente ci sono e sono disponibili, diventano il riferimento obbligato, facile e gratuito.
Inoltre i nonni attuali, quelli giunti fortunosamente in pensione, una razza in via di estinzione come i panda e le tigri siberiane, sono ben felici di correre in aiuto ed assistere gli amati nipotini.
Per esempio nonna Istrice si scioglie subito, con voce dolce panna, per correre a giocare il più a lungo possibile con i pargoletti, quelli che gli ricordano i suoi figli quando avevano la loro età, ringiovanendo subito di trent’anni, senza lifting, massaggi o percorsi benessere.
Nonno Talpone invece ha una dignità da mantenere, per cui quando ne è richiesto, lui brontola, puntualizza, solleva cavilli e condizioni.
Nel frattempo si affanna ad allacciarsi le scarpe con le stringhe che si arrotolano come vipere, cerca gli occhiali, controlla il livello della scatoletta magica delle caramelle e coca coline, per precipitarsi fuori ansimando, come appunto i pompieri chiamati in azione.
Se potesse lui disporrebbe una pertica per scivolare a terra più in fretta, azione sconsiderata, calcolando sia la sua dubbia preparazione atletica, sia il fatto incontrovertibile di abitare al terzo piano del suo vecchio fabbricato.
Ieri mattina vi era stata una chiamata in servizio urgente.
La dolce avvocato Tuttopiede usciva alle 7 per correre in stazione verso una riunione urgente in una lontana città, il figlio promettente avvocato doveva essere fuori casa mezz’ora dopo per una riunione urgente.
Situazione ideale per nonno Talpone, lui era finalmente necessario, utile, quasi indispensabile.
Ha imposto alla moglie di rimanere a letto a dormire, si è alzato di corsa alle 6, unoyogurt veloce al caffè per darsi energia e poi fuori di corsa a piedi verso il villaggio residence di Wisteria Lane.
“ Ma quale macchina, quali mezzi pubblici, si va a piedi !”Si è detto con piglio mascolino da capitano coraggioso.
Avrebbe portato anche il campanellino con il manico di legno, comperato in una fiera 20 anni fa, tanto per segnalare in strada l’urgenza dell’intervento richiesto.
Le strade erano però quasi vuote e con un improvviso guizzo di lucidità aveva realizzato che qualche autoambulanza di passaggio avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni e portarlo in un’altra destinazione non voluta.
Arrivato trafelato nell’appartamento dei piccoli, li ha trovati tutti beatamente a fare colazione con latte e biscotti.
Nonno Talpone ha imposto al figlio di uscire subito per andare al lavoro e lasciargli libero il campo.
Nonno e nipotini tutti soli, che bellezza!
“ Piovretta mangia il tuo dolcetto, le camilline sono così buone ( falso, ma pazienza, non tutti amano i taralli al finocchietto)”
“No, non voio più, voio cartoni ‘nimati, quello coi gatti”
“Piccolo mio, vuoi diventare grande come il nonno ?”
“Si, voio grande, ma camillina no !”
“Piovretta, se vuoi diventare grande devi mangiare la Camillina. Altrimenti la Camillina mangia te ed è lei che diventa grande. Ti faccio il disegno con il biscotto che ti mangia e diventa grande lui?”
“ No, mangio io, ma poi cartoni !”
“ Vedremo, tu Scoiattolino vuoi ancora della Nutella sul pane? No, con la fetta di pane, non in bocca a cucchiaiate !”
Incitamenti e storie, pulire, spalmare, far indossare sciarpe, cappotti, cappelli.
Al momento di uscire la Piovretta si butta in terra e strilla con le lacrime agli occhi “ No, non vado alla casa dei giochi, voio a casa con nonno!”
Crisi diplomatica, per fortuna vi è solo un ribelle da convincere.
Brillante idea talponiana “ Piovretta, hai presente Biancaneve e i sette nani ? Bene usciamo fuori, voi fate i nanetti e si canta in coro. Andiam, andiam , andiamo a lavorar, ta , ta, ta…”
Lo strattagemma funzione alla perfezione: in fila indiana nonno Talpone ( o Biancaneve ?), seguito dai due nanetti intabarrati, marcia con passo cadenzato verso l’asilo comunale cantando la strofetta magica.
All’arrivo madri assonnate e affannate, che poi devono correre al lavoro.
Ragazze, lasciate fare a noi nonni !
Monday, 19 December 2011
IN METROPOLITANA
A Milano nella metropolitana capita a volte di incontrare tipi curiosi che animano la noia del nostro viaggio.
Non parlo tanto delle solite zingare lamentose che chiedono soldi mostrando bicchierini sporchi di Coca Cola o dei musicisti improvvisati che per lo stesso motivo salgono tra una fermata e l’altra per una veloce strimpellata con violino o fisarmonica.
Intendo il signore che improvvisamente si mette a parlare e a discutere ad alta voce, pensi che sia impazzito, salvo accorgerti poi di un sottile filo bianco che scende dal suo orecchio, ove è nascosto un minuscolo auricolare, per perdersi nei risvolti del suo giaccone fino al cellulare.
Inoltre c’è l’agitato che cammina avanti e indietro con rapidi passi, agitando le braccia e guardando fissamente le sue scarpe mentre mormora frasi sibilline.
Talvolta si può ancora ammirare una coppia di ragazzi, incollati insieme con l’UHU, che si guardano negli occhi, si sussurrano le solite dolci parole, le eterne promesse, dimentichi del mondo loro intorno.
Nonno Talpone si compiace sopratutto quando salgono le mamme con i bimbetti gioiosi, quelli che prendono l’asta di sostegno per una giostra o si issano sul sedile in ginocchio, per ammirare estasiati il veloce scorrere del treno tra buie gallerie e formicolanti banchine illuminate.
Una volta ha ammirato e invidiato un vecchio barbone con la chitarra, seduto tranquillo tra la gente, che suonava il suo strumento con grande concentrazione, senza chiedere niente ad alcuno, felicemente perso nei suoi gradevoli accordi, ignaro delle fermate e del salire e scendere dei passeggeri.
Da quando si reca quasi giornalmente in ospedale per la sua riabilitazione nonno Talpone ormai conosce gli habitué della linea verde, sa a quali sono le fermate affollate, dove si vedono gli zingari o i musicisti.
In genere è una rotazione ben regolamentata, solo poche volte si sbagliano e salgono sulla stessa vettura da due porte differenti i concorrenti dell’elemosina, non appena se ne accorgono smettono subito la loro recita, si salutano e scendono alla prossima fermata.
Nonno Talpone quando non c’è spettacolo ripassa i suoi esercizi con la mano, le sue terapiste sono molto esigenti, ad ogni visita lo controllano e gli domandano quante volte si è esercitato.
Così il nostro comincia diligentemente a muovere le due mani: 10 volte le dita unite piegate a 90 gradi come un tettuccio, 10 piegate ad artiglio, 10 a formare anelli tra il pollice e le dita, forzatura delle giunture, tensione ad artiglio dell’ultima falange, piegamenti all’insù, forzatura delle dita a preghiera.
Il tempo passa velocemente anche se i movimenti gli strappano smorfie di dolore, ma quando ha terminato un sorriso di beatitudine gli affiora sul volto e con uno sguardo mite e compiaciuto si guarda finalmente intorno.
Non so se ingenuamente si aspetta applausi o complimenti per la sua diligenza, stranamente gli altri gli rispondono con un’aria sospettosa di disapprovazione o evitano il suo sguardo, non si capisce per quale motivo.
Se è in piedi, c’è qualche giovane studente che si alza per cedergli il posto e gli chiede premurosamente se tutto va bene.
Certamente, tutto va per il meglio, il blocco delle dita ad artiglio forse si stempererà, forse tornerà normale, quasi umano.
Bisogna esercitarsi, ahimè, gli esami non finiscono mai.
Una buona notizia finale : nonno Talpone oggi compie gli anni ed ha scoperto stupito che ora ne ha solo sessantotto, lui credeva di avere da tempo superato i settanta, che bello, si sente più giovane.
Non parlo tanto delle solite zingare lamentose che chiedono soldi mostrando bicchierini sporchi di Coca Cola o dei musicisti improvvisati che per lo stesso motivo salgono tra una fermata e l’altra per una veloce strimpellata con violino o fisarmonica.
Intendo il signore che improvvisamente si mette a parlare e a discutere ad alta voce, pensi che sia impazzito, salvo accorgerti poi di un sottile filo bianco che scende dal suo orecchio, ove è nascosto un minuscolo auricolare, per perdersi nei risvolti del suo giaccone fino al cellulare.
Inoltre c’è l’agitato che cammina avanti e indietro con rapidi passi, agitando le braccia e guardando fissamente le sue scarpe mentre mormora frasi sibilline.
Talvolta si può ancora ammirare una coppia di ragazzi, incollati insieme con l’UHU, che si guardano negli occhi, si sussurrano le solite dolci parole, le eterne promesse, dimentichi del mondo loro intorno.
Nonno Talpone si compiace sopratutto quando salgono le mamme con i bimbetti gioiosi, quelli che prendono l’asta di sostegno per una giostra o si issano sul sedile in ginocchio, per ammirare estasiati il veloce scorrere del treno tra buie gallerie e formicolanti banchine illuminate.
Una volta ha ammirato e invidiato un vecchio barbone con la chitarra, seduto tranquillo tra la gente, che suonava il suo strumento con grande concentrazione, senza chiedere niente ad alcuno, felicemente perso nei suoi gradevoli accordi, ignaro delle fermate e del salire e scendere dei passeggeri.
Da quando si reca quasi giornalmente in ospedale per la sua riabilitazione nonno Talpone ormai conosce gli habitué della linea verde, sa a quali sono le fermate affollate, dove si vedono gli zingari o i musicisti.
In genere è una rotazione ben regolamentata, solo poche volte si sbagliano e salgono sulla stessa vettura da due porte differenti i concorrenti dell’elemosina, non appena se ne accorgono smettono subito la loro recita, si salutano e scendono alla prossima fermata.
Nonno Talpone quando non c’è spettacolo ripassa i suoi esercizi con la mano, le sue terapiste sono molto esigenti, ad ogni visita lo controllano e gli domandano quante volte si è esercitato.
Così il nostro comincia diligentemente a muovere le due mani: 10 volte le dita unite piegate a 90 gradi come un tettuccio, 10 piegate ad artiglio, 10 a formare anelli tra il pollice e le dita, forzatura delle giunture, tensione ad artiglio dell’ultima falange, piegamenti all’insù, forzatura delle dita a preghiera.
Il tempo passa velocemente anche se i movimenti gli strappano smorfie di dolore, ma quando ha terminato un sorriso di beatitudine gli affiora sul volto e con uno sguardo mite e compiaciuto si guarda finalmente intorno.
Non so se ingenuamente si aspetta applausi o complimenti per la sua diligenza, stranamente gli altri gli rispondono con un’aria sospettosa di disapprovazione o evitano il suo sguardo, non si capisce per quale motivo.
Se è in piedi, c’è qualche giovane studente che si alza per cedergli il posto e gli chiede premurosamente se tutto va bene.
Certamente, tutto va per il meglio, il blocco delle dita ad artiglio forse si stempererà, forse tornerà normale, quasi umano.
Bisogna esercitarsi, ahimè, gli esami non finiscono mai.
Una buona notizia finale : nonno Talpone oggi compie gli anni ed ha scoperto stupito che ora ne ha solo sessantotto, lui credeva di avere da tempo superato i settanta, che bello, si sente più giovane.
Wednesday, 14 December 2011
UN’INSENSATA ALLEGRIA
“ Ma che bella giornata !”
Questo si dice compiaciuto nonno Talpone mentre ritorna verso casa, la sua piccola vecchia tana, abbarbicata sopra i fumi e i rumori di piazzale Loreto, allietato dalla prospettiva di un buon tè verde e miele.
Ad essere sinceri lì fuori cade una pioggerella acida che cerca di combattere smog e polveri sottili della strade e lui sta tornando dopo un “intrattenimento veloce “ del suo loquace dentista veneto.
Stamattina il commercialista gli ha consegnato i moduli dell’ ICI da pagare, sono un acconto delle future tasse che, essendo lui magari onorato ma non onorevole, dovrà pagare con la sua tredicesima, lasciandogli magari i soli spiccioli.
Per posta gli è pervenuta la radiografia e il costoso preventivo per i lavori urgenti alla splendida dentatura della sua amata istriciotta.
Un rapido pranzo è stato in ospedale per farsi strizzare ossa e legamenti della mano sinistrata, anche se all’arrivo lui è stato accolto dalle giovani terapiste che si sussurravano “ Sai chi è il signore ?” ( cioè Talpone)
“ E’ il marito della mitica professoressa !”
E mentre lui arrossiva e voleva scappar via, loro si mettevano con gran impegno a torturarlo, con implacabile forza e certo per il suo bene, forse ripensando alla severa competenza della loro insegnante.
Prima di sera non si sa cos’altro potrà accadere.
Ma intanto nonno Talpone si sente stupidamente felice, non sa di cosa, però si trova in uno stato speciale di grazia, senza aver bevuto bevande alcoliche o aver fumato sigarette “ aromatizzate”.
Nella vettura della metropolitana si era trovato a sorridere ingenuamente a tutti, ricevendo sguardi corrucciati e infastiditi, ha anche subito stoicamente la vicinanza di un professore di economia, taglia extra large, che spiegava il Sole 24 ore ficcandogli i gomiti grassocci nelle sue costole, forse per sottolineare la gravità della situazione economica mondiale.
Cosa sta accadendo a nonno Talpone ?
Qualche fatina deve avergli spruzzato una polvere magica sul testone pelato, chi mai lo può sapere ?
Ormai nonno Talpone sopporta tutto, anche l’improvvisa, insensata, sciocca allegria di questa piovigginosa giornata invernale milanese.
Questo si dice compiaciuto nonno Talpone mentre ritorna verso casa, la sua piccola vecchia tana, abbarbicata sopra i fumi e i rumori di piazzale Loreto, allietato dalla prospettiva di un buon tè verde e miele.
Ad essere sinceri lì fuori cade una pioggerella acida che cerca di combattere smog e polveri sottili della strade e lui sta tornando dopo un “intrattenimento veloce “ del suo loquace dentista veneto.
Stamattina il commercialista gli ha consegnato i moduli dell’ ICI da pagare, sono un acconto delle future tasse che, essendo lui magari onorato ma non onorevole, dovrà pagare con la sua tredicesima, lasciandogli magari i soli spiccioli.
Per posta gli è pervenuta la radiografia e il costoso preventivo per i lavori urgenti alla splendida dentatura della sua amata istriciotta.
Un rapido pranzo è stato in ospedale per farsi strizzare ossa e legamenti della mano sinistrata, anche se all’arrivo lui è stato accolto dalle giovani terapiste che si sussurravano “ Sai chi è il signore ?” ( cioè Talpone)
“ E’ il marito della mitica professoressa !”
E mentre lui arrossiva e voleva scappar via, loro si mettevano con gran impegno a torturarlo, con implacabile forza e certo per il suo bene, forse ripensando alla severa competenza della loro insegnante.
Prima di sera non si sa cos’altro potrà accadere.
Ma intanto nonno Talpone si sente stupidamente felice, non sa di cosa, però si trova in uno stato speciale di grazia, senza aver bevuto bevande alcoliche o aver fumato sigarette “ aromatizzate”.
Nella vettura della metropolitana si era trovato a sorridere ingenuamente a tutti, ricevendo sguardi corrucciati e infastiditi, ha anche subito stoicamente la vicinanza di un professore di economia, taglia extra large, che spiegava il Sole 24 ore ficcandogli i gomiti grassocci nelle sue costole, forse per sottolineare la gravità della situazione economica mondiale.
Cosa sta accadendo a nonno Talpone ?
Qualche fatina deve avergli spruzzato una polvere magica sul testone pelato, chi mai lo può sapere ?
Ormai nonno Talpone sopporta tutto, anche l’improvvisa, insensata, sciocca allegria di questa piovigginosa giornata invernale milanese.
Monday, 12 December 2011
GAMBADILEGNO
Con una flemma e una noncuranza tutta inglese il Martello di dio si è alzato alle sei del mattino, da un’ora il frenetico genitore, nonno Talpone appunto, lo incalzava, saltellando, accendendo le luci, le radio per svegliarlo e farlo correre all’aereo che doveva ricondurlo ai suoi lidi abituali.
Con una calma e incosciente sicurezza che il cielo benigno tutto gli dovesse garantire, l’inglesino si è mosso lentamente, tra starnuti e sbadigli slogamascelle, mentre il padre sempre più agitato lo incitava in continuazione, controllando frenetico dalla finestra l’esiguo numero di taxi parcheggiati nella via sottostante.
Lui è da sempre abituato a salire per ultimo sull’aereo, magari dopo che lo hanno ripetutamente chiamato all’altoparlante con voci sempre più imperative e disperate.
Alla fine, dopo gli ultimi abbracci, è sceso saltellante dalle scale, poi, sotto l’occhio angosciato dei genitori, è riuscito a tuffarsi nell’ultimo taxi disponibile.
In seguito hanno ricevuto il rassicurante messaggio “ Tutto OK, arrivato in tempo “.
Video Skipe serale con i genitori “Uffi ! …Sono tremendamente raffreddato … etci ! Ho sonno, ho fame … ma perché questo specchio è storto ?”
Crash !!!
Si sente un pesante tonfo, colorite espressioni, rabbiosi accidenti lanciati al cielo.
Talpone chiede ansioso “ Cosa ti è successo ? Ti sei fatto male ?”
Ripresa video, un viso enorme, gonfio e lacrimoso “ Aiuto, mi è caduto lo specchio grande, che male boia, ho il pollice con il sangue “
“ Fammi vedere, poverino … ma quello è un piede, allora ti ha colpito l’alluce !”
“ Ma no, è il pollice, dai.. oh, ma tu dici che si chiama alluce ?”
Poverino, oltre che tremendamente imbranato come il padre, il buon Martello ha imparato benissimo l’inglese in questi 18 anni di lontananza, parlandolo ormai curiosamente con un marcato accento irlandese, ma sta rapidamente dimenticando la lingua materna.
Per non parlare di quando si azzarda a citare scampoli di parole milanesi come “ barlafuss “ o “ scarliga merluss “ con un ibrido e orrendo accento umbro-irlandese-lombardo che fa stridere i delicati condotti uditivi di nonno Talpone.
Bisogna comunque consolare il povero infortunato “ Su, non è niente, se tuo padre gira con l’uncino alla mano,” ti te podet fa el gamba de legn “, puoi mostrarti con la gamba di legno, “ te par no ? “, non ti pare ?
Con una calma e incosciente sicurezza che il cielo benigno tutto gli dovesse garantire, l’inglesino si è mosso lentamente, tra starnuti e sbadigli slogamascelle, mentre il padre sempre più agitato lo incitava in continuazione, controllando frenetico dalla finestra l’esiguo numero di taxi parcheggiati nella via sottostante.
Lui è da sempre abituato a salire per ultimo sull’aereo, magari dopo che lo hanno ripetutamente chiamato all’altoparlante con voci sempre più imperative e disperate.
Alla fine, dopo gli ultimi abbracci, è sceso saltellante dalle scale, poi, sotto l’occhio angosciato dei genitori, è riuscito a tuffarsi nell’ultimo taxi disponibile.
In seguito hanno ricevuto il rassicurante messaggio “ Tutto OK, arrivato in tempo “.
Video Skipe serale con i genitori “Uffi ! …Sono tremendamente raffreddato … etci ! Ho sonno, ho fame … ma perché questo specchio è storto ?”
Crash !!!
Si sente un pesante tonfo, colorite espressioni, rabbiosi accidenti lanciati al cielo.
Talpone chiede ansioso “ Cosa ti è successo ? Ti sei fatto male ?”
Ripresa video, un viso enorme, gonfio e lacrimoso “ Aiuto, mi è caduto lo specchio grande, che male boia, ho il pollice con il sangue “
“ Fammi vedere, poverino … ma quello è un piede, allora ti ha colpito l’alluce !”
“ Ma no, è il pollice, dai.. oh, ma tu dici che si chiama alluce ?”
Poverino, oltre che tremendamente imbranato come il padre, il buon Martello ha imparato benissimo l’inglese in questi 18 anni di lontananza, parlandolo ormai curiosamente con un marcato accento irlandese, ma sta rapidamente dimenticando la lingua materna.
Per non parlare di quando si azzarda a citare scampoli di parole milanesi come “ barlafuss “ o “ scarliga merluss “ con un ibrido e orrendo accento umbro-irlandese-lombardo che fa stridere i delicati condotti uditivi di nonno Talpone.
Bisogna comunque consolare il povero infortunato “ Su, non è niente, se tuo padre gira con l’uncino alla mano,” ti te podet fa el gamba de legn “, puoi mostrarti con la gamba di legno, “ te par no ? “, non ti pare ?
Sunday, 11 December 2011
DI' SEMPRE DI NO !
E’ inutile scusarsi, scrivere che nonno Talpone è dispiaciuto, che è stato assente per forza maggiore, che era impegnato, sofferente per dolori alla sua mano o che era influenzato.
Non è vero, ammettiamolo sinceramente.
Come si fa a sorridere di sé e degli altri quando ti viene da digrignare i denti per una rabbia sorda, rancorosa, furente, alternata ad una forma di stanchezza rassegnata e dolorosa.
Certo la campagna umbra, quando non pioveva, era uno sfolgorio di colori tardo autunnali quasi miracolosa.
Vero anche che al suo ritorno i nipotini sono stati di una gioia reciproca deliziosa.
Ma poi, di fronte al foglio bianco come essere lievi, lieti, ironici ?
Ci mancava anche il blog di Splinder in fase di chiusura per mettere Talpone in imbarazzo.
Problemi tecnici che lui, nel suo stato mentale attuale, non riesce a discernere con necessaria lucidità e che gli lasciano l’amaro in bocca.
Però stasera gli è tornata in mente una scena di circa sei anni fa, quando, al pranzo di matrimonio della figlia di un suo amico, aveva incontrato un tipo veramente singolare.
Il grande tavolo rotondo a cui era seduto insieme alla moglie con una decina di invitati subiva il consueto servizio indolente dei camerieri con vassoi di antipasti.
Sembrava che si dovesse ripetere il solito refrain di quel tipo di avvenimenti, quando nonno Talpone si accorse che le pietanze erano accaparrate in gran parte da una coppia anziana, più che ottantenne, becera e voracissima.
Lei matronale e grassoccia si accompagnava ad un tipetto vispo e mingherlino, dalla voce potente, con uno spiccato accento milanese da osteria, il quale, non contento di aver svuotato i vassoi e le quattro bottiglie di vino disponibili nel suo raggio di azione, aveva osato chiedere che gli fosse passata anche quella posta davanti al nostro eroe.
Ora nonno Talpone è notoriamente un tipo timido, remissivo e paziente, ma tutto ha un limite e per una bottiglia di troppo è capace di entrare in guerra con una furia da cavaliere mongolo dei tempi andati.
“ Eh no ! caro mio, lei svuota i vassoi e adesso mi vuole togliere anche la bottiglia di Grignolino ? Adesso basta, portate alla pari per tutti e il vino lo chieda al cameriere !”
Il tipetto anzianotto si scusò, chiese ai camerieri con voce tonante un cospicuo rifornimento enologico, poi si brindò insieme con calici pieni, si rise, si raccontarono un paio di storielle e , complici le libagioni e una fraterna divisione delle pietanze, si arrivò ad un ilare e gioioso cameratismo festaiolo.
Ad un certo punto il tipetto si fece sotto e gli sussurrò con voce chioccia in dialetto milanese:
“Ma te, se ti chiedono se saresti contento di arrivare a settant’anni suonati, cosa risponderesti ?”
“ Direi di sì, sarei contento “
“ Sbagliato, tu devi dire di no. Se poi ti chiedono ancora, per te vanno bene gli ottant’anni ?”
“ Certo che sarei ben felice, sì senz’altro “
“ Sbagliatissimo, non capisci niente. Devi dire sempre di no, altrimenti sei fregato, lo capisci ? Se dicono, vuoi arrivare a novant’anni ?”
“ Accidenti, è tantissimo, cavolo, farei subito la firma. “
“ Allora sei proprio un ciula. Devi dire di no, sempre di no, noo ! Così freghi la Morte, rinvia, rinvia, rinvia sempre, mangia, bevi, fai i comodi tuoi e mi raccomando, di semper de no !”
Nonno Talpone non capiva molto, forse le bottiglie di vino erano state tante, ma finì che prima lui, poi tutti gli altri commensali con ritmo cadenzato si alzassero in piedi e brindando con il calice pieno gridassero in coro “ NO, di semper de no !”
Gli altri li guardavano stupiti, si avvicinavano al tavolo e si informavano, poi si univano al coro e ai brindisi, tanto gli sposi avevano già detto il loro si in chiesa e non c’era pericolo che si sbagliassero alla cerimonia.
Adesso, ripensando alla scena lontana, nonno Talpone finalmente sorride.
Ma si, stappiamo una bottiglia di Pinot Nero e beviamoci sopra, brindiamo gridando : “ NO, dico di no, sempre no !”
No a tutti quelli che ci fanno soffrire e immalinconire.
Al Diavolo!
Salute a noi.
Non è vero, ammettiamolo sinceramente.
Come si fa a sorridere di sé e degli altri quando ti viene da digrignare i denti per una rabbia sorda, rancorosa, furente, alternata ad una forma di stanchezza rassegnata e dolorosa.
Certo la campagna umbra, quando non pioveva, era uno sfolgorio di colori tardo autunnali quasi miracolosa.
Vero anche che al suo ritorno i nipotini sono stati di una gioia reciproca deliziosa.
Ma poi, di fronte al foglio bianco come essere lievi, lieti, ironici ?
Ci mancava anche il blog di Splinder in fase di chiusura per mettere Talpone in imbarazzo.
Problemi tecnici che lui, nel suo stato mentale attuale, non riesce a discernere con necessaria lucidità e che gli lasciano l’amaro in bocca.
Però stasera gli è tornata in mente una scena di circa sei anni fa, quando, al pranzo di matrimonio della figlia di un suo amico, aveva incontrato un tipo veramente singolare.
Il grande tavolo rotondo a cui era seduto insieme alla moglie con una decina di invitati subiva il consueto servizio indolente dei camerieri con vassoi di antipasti.
Sembrava che si dovesse ripetere il solito refrain di quel tipo di avvenimenti, quando nonno Talpone si accorse che le pietanze erano accaparrate in gran parte da una coppia anziana, più che ottantenne, becera e voracissima.
Lei matronale e grassoccia si accompagnava ad un tipetto vispo e mingherlino, dalla voce potente, con uno spiccato accento milanese da osteria, il quale, non contento di aver svuotato i vassoi e le quattro bottiglie di vino disponibili nel suo raggio di azione, aveva osato chiedere che gli fosse passata anche quella posta davanti al nostro eroe.
Ora nonno Talpone è notoriamente un tipo timido, remissivo e paziente, ma tutto ha un limite e per una bottiglia di troppo è capace di entrare in guerra con una furia da cavaliere mongolo dei tempi andati.
“ Eh no ! caro mio, lei svuota i vassoi e adesso mi vuole togliere anche la bottiglia di Grignolino ? Adesso basta, portate alla pari per tutti e il vino lo chieda al cameriere !”
Il tipetto anzianotto si scusò, chiese ai camerieri con voce tonante un cospicuo rifornimento enologico, poi si brindò insieme con calici pieni, si rise, si raccontarono un paio di storielle e , complici le libagioni e una fraterna divisione delle pietanze, si arrivò ad un ilare e gioioso cameratismo festaiolo.
Ad un certo punto il tipetto si fece sotto e gli sussurrò con voce chioccia in dialetto milanese:
“Ma te, se ti chiedono se saresti contento di arrivare a settant’anni suonati, cosa risponderesti ?”
“ Direi di sì, sarei contento “
“ Sbagliato, tu devi dire di no. Se poi ti chiedono ancora, per te vanno bene gli ottant’anni ?”
“ Certo che sarei ben felice, sì senz’altro “
“ Sbagliatissimo, non capisci niente. Devi dire sempre di no, altrimenti sei fregato, lo capisci ? Se dicono, vuoi arrivare a novant’anni ?”
“ Accidenti, è tantissimo, cavolo, farei subito la firma. “
“ Allora sei proprio un ciula. Devi dire di no, sempre di no, noo ! Così freghi la Morte, rinvia, rinvia, rinvia sempre, mangia, bevi, fai i comodi tuoi e mi raccomando, di semper de no !”
Nonno Talpone non capiva molto, forse le bottiglie di vino erano state tante, ma finì che prima lui, poi tutti gli altri commensali con ritmo cadenzato si alzassero in piedi e brindando con il calice pieno gridassero in coro “ NO, di semper de no !”
Gli altri li guardavano stupiti, si avvicinavano al tavolo e si informavano, poi si univano al coro e ai brindisi, tanto gli sposi avevano già detto il loro si in chiesa e non c’era pericolo che si sbagliassero alla cerimonia.
Adesso, ripensando alla scena lontana, nonno Talpone finalmente sorride.
Ma si, stappiamo una bottiglia di Pinot Nero e beviamoci sopra, brindiamo gridando : “ NO, dico di no, sempre no !”
No a tutti quelli che ci fanno soffrire e immalinconire.
Al Diavolo!
Salute a noi.
Tuesday, 6 December 2011
IL CONTO DA PAGARE
Da qualche giorno nonno Talpone è lontano dal suo blog, anche se per la verità lui scrive ancora le sue piccole osservazioni su fogli di carta riciclata che poi non riesce a copiare sul computer e metterle in rete.
E’ spaventato, ansioso, corrucciato, come milioni di altri italiani per la situazione in cui viviamo in questi giorni.
Non solo da pensionato si ritrova più povero, con minor potere d’acquisto, con gravose tasse da pagare, con risparmi sbriciolati,, ma è la prospettiva futura e la sensazione generale di disperazione dei più deboli che lo paralizza.
Si può sorridere quando tutto intorno è buio ?
Unica amara soddisfazione : finalmente dopo una serie di mascalzoni e buffoni della peggior specie, che hanno oscurato perfino le macchiette della più scalcinata commedia all’italiana, tipo cinepanettoni di Natale, ora ci sono al governo delle persone presentabili, nella maggior parte, ma che ci presentano provvedimenti amarissimi e necessariamente ingiusti.
La fretta estrema di fare qualcosa per salvarci dal baratro economico, i compromessi dovuti ai partiti che lo appoggiano, hanno forzato una prima serie di provvedimenti necessari ma che scontentano tutti.
Un’ultima osservazione : mentre stamattina nonno Talpone accartocciava dei vecchi giornali per accendere il fuoco nel camino umbro, gli cade l’occhio su un titolo del 1° settembre scorso, poco più di tre mesi fa “ Il premier assicura che tutta la situazione è sotto controllo, basta con pericolosi allarmismi “.
E già, lui vedeva i lussuosi ristoranti sempre pieni di avventori.
Per forza, il conto lo avremmo pagato in seguito noi poveretti.
E’ spaventato, ansioso, corrucciato, come milioni di altri italiani per la situazione in cui viviamo in questi giorni.
Non solo da pensionato si ritrova più povero, con minor potere d’acquisto, con gravose tasse da pagare, con risparmi sbriciolati,, ma è la prospettiva futura e la sensazione generale di disperazione dei più deboli che lo paralizza.
Si può sorridere quando tutto intorno è buio ?
Unica amara soddisfazione : finalmente dopo una serie di mascalzoni e buffoni della peggior specie, che hanno oscurato perfino le macchiette della più scalcinata commedia all’italiana, tipo cinepanettoni di Natale, ora ci sono al governo delle persone presentabili, nella maggior parte, ma che ci presentano provvedimenti amarissimi e necessariamente ingiusti.
La fretta estrema di fare qualcosa per salvarci dal baratro economico, i compromessi dovuti ai partiti che lo appoggiano, hanno forzato una prima serie di provvedimenti necessari ma che scontentano tutti.
Un’ultima osservazione : mentre stamattina nonno Talpone accartocciava dei vecchi giornali per accendere il fuoco nel camino umbro, gli cade l’occhio su un titolo del 1° settembre scorso, poco più di tre mesi fa “ Il premier assicura che tutta la situazione è sotto controllo, basta con pericolosi allarmismi “.
E già, lui vedeva i lussuosi ristoranti sempre pieni di avventori.
Per forza, il conto lo avremmo pagato in seguito noi poveretti.
Wednesday, 30 November 2011
IN FAMIGLIA
La sorpresa per i ragazzini era partita con il piede sbagliato.
A mezzanotte un infreddolito e affamato Martello Inglese si era intrufolato nella casa del fratello Promettente Avvocato, i piccoli dormivano ovviamente, non gli restava che assaltare il frigorifero della cucina per ingurgitare porzioni di carne, riso, prosciutto e pomodori.
Una delle cose antipatiche di questo figlio di nonno Talpone è che riesce ad essere sempre affamato, tipica la sua domanda ripetuta ed ossessiva “ quando si mangia ?” o “ Va bene, ma non c’è niente da mangiare qui?”.
Lui sgranocchia, assaggia, ti ruba volentieri dal piatto, ti chiede mellifuo “ questo non lo mangi, vero ?”, rimanendo inspiegabilmente sempre magro e asciutto come un’acciuga salata.
Non capisco perché essendo tutti alti uguali e longilinei ( permettetemi questa affermazione come ipotesi talponesca ) i tre maschi della famiglia abbiano pesi differenti : il padre sui teorici 93 chili, il figlio maggiore circa 83, il petulante minore, l’emigrato londinese veleggi invece tra i 67 e i 73 chili.
Vi sembra leale ?
Inoltre è l’unico esemplare ancora dotato di capelli, non solo presenti, il che rappresenta già una provocazione, ma li ha folti, riccioluti e lanosi come una pecora merinos.
Ma tornando ai fatti accaduti, la mattina seguente il Promettente Avvocato, quando alle sette si sono svegliati i suoi piccoli, ha esclamato con tono giulivo “ Bambini guardate chi c’è in sala !”
Tutti in coro hanno risposto “ Che bello è già arrivato Babbo Natale con i regali !”
Una lieve delusione nello scoprire invece che si trattava soltanto dello zio inglese, senza barba bianca, senza renne, anche se fortunatamente fornito di qualche regalo.
Ma poi è tornata la gioia, gli sono saltati addosso svegliandolo in modo rapido ed energico, si sono fatte comunque grandi feste, in seguito la previdente mamma Tuttopiede ha manda fuori tutti i maschi per organizzare le faccende di casa .
Nonna Istrice era parimente impegnata a cucinare e scrivere i suoi capitoli dell’ennesimo libro sulla demenza senile, così nonno Talpone, che già si sentiva escluso e abbandonato dal mondo, è stato richiamato a far parte della comitiva dei maschietti per un’escursione istruttiva al Museo della Scienza e della Tecnica.
Forse non è stata molto culturale, a parte l’attenzione esagerata verso il sacchetto delle pizzette e delle bibite, i due scatenati bambini si sono interessati soprattutto a cercare di far funzionare le locomotive in esposizione, il piccolo esemplare di Piovra è riuscito ad azionare di nascosto una serie di leve e pulsanti con funzioni sconosciute, sono anche riusciti ad entrare nella stiva del veliero cercando di mettere una palla nel cannone di bordo, senza essere scorti da nessun guardiano nei dintorni, ma facendo sudar freddo il buon nonno Talpone.
La serata si è conclusa con una cena di tipo indiano, arricchita dalle varie pietanze trasportate in valigia dal profugo londinese, oltre a crostini con humus e kimchi preparato in modo favoloso da un’amica coreana.
Nella casa dell’avvocato è stato giustamente apprezzato un vecchio Amarone e del frizzante Ortrugo bianco, tanto per creare un clima multietnico, dopo di che i figli hanno cominciato a scherzare, prendersi in giro e farsi i dispetti, come se avessero ancora l’età dei nipotini, che erano sì allegri, ma alquanto perplessi dei grandi che giocavano come fossero anche loro bambini.
Alla fine i lazzi sono stati dedicati al vecchio pater familias, quel severo nonno che inciampa sempre, batte la testa, si rompe e taglia le dita e vedendoci poco riesce a compiere gaffes indegne.
Benevolmente la dolce avvocato Tuttopiede ha cercato di osservare “Ma poverino, lui non si accorge degli ostacoli perchè è preso da alti pensieri ...”
“ Si così alti che sbatte sempre la testa contro gli stipiti delle porte !”hanno subito ribattuto i devoti figlioli.
La sua Istrice Prussiana ha naturalmente riso fino alle lacrime, poi il micidiale Martello di dio ha osservato acutamente “ Certo che semmai il papà dovesse cadere in modo catastrofico e morire, la mamma riuscirebbe a rotolare dalle risate nella fossa e così sarebbero insieme anche per il lungo sonno”.
Bello avere una famiglia allegra, in fondo cosa desiderare di più ?
Certo che se la giovane Istrice avesse accettato la geniale idea talponesca di avere cinque o più figli ...
A mezzanotte un infreddolito e affamato Martello Inglese si era intrufolato nella casa del fratello Promettente Avvocato, i piccoli dormivano ovviamente, non gli restava che assaltare il frigorifero della cucina per ingurgitare porzioni di carne, riso, prosciutto e pomodori.
Una delle cose antipatiche di questo figlio di nonno Talpone è che riesce ad essere sempre affamato, tipica la sua domanda ripetuta ed ossessiva “ quando si mangia ?” o “ Va bene, ma non c’è niente da mangiare qui?”.
Lui sgranocchia, assaggia, ti ruba volentieri dal piatto, ti chiede mellifuo “ questo non lo mangi, vero ?”, rimanendo inspiegabilmente sempre magro e asciutto come un’acciuga salata.
Non capisco perché essendo tutti alti uguali e longilinei ( permettetemi questa affermazione come ipotesi talponesca ) i tre maschi della famiglia abbiano pesi differenti : il padre sui teorici 93 chili, il figlio maggiore circa 83, il petulante minore, l’emigrato londinese veleggi invece tra i 67 e i 73 chili.
Vi sembra leale ?
Inoltre è l’unico esemplare ancora dotato di capelli, non solo presenti, il che rappresenta già una provocazione, ma li ha folti, riccioluti e lanosi come una pecora merinos.
Ma tornando ai fatti accaduti, la mattina seguente il Promettente Avvocato, quando alle sette si sono svegliati i suoi piccoli, ha esclamato con tono giulivo “ Bambini guardate chi c’è in sala !”
Tutti in coro hanno risposto “ Che bello è già arrivato Babbo Natale con i regali !”
Una lieve delusione nello scoprire invece che si trattava soltanto dello zio inglese, senza barba bianca, senza renne, anche se fortunatamente fornito di qualche regalo.
Ma poi è tornata la gioia, gli sono saltati addosso svegliandolo in modo rapido ed energico, si sono fatte comunque grandi feste, in seguito la previdente mamma Tuttopiede ha manda fuori tutti i maschi per organizzare le faccende di casa .
Nonna Istrice era parimente impegnata a cucinare e scrivere i suoi capitoli dell’ennesimo libro sulla demenza senile, così nonno Talpone, che già si sentiva escluso e abbandonato dal mondo, è stato richiamato a far parte della comitiva dei maschietti per un’escursione istruttiva al Museo della Scienza e della Tecnica.
Forse non è stata molto culturale, a parte l’attenzione esagerata verso il sacchetto delle pizzette e delle bibite, i due scatenati bambini si sono interessati soprattutto a cercare di far funzionare le locomotive in esposizione, il piccolo esemplare di Piovra è riuscito ad azionare di nascosto una serie di leve e pulsanti con funzioni sconosciute, sono anche riusciti ad entrare nella stiva del veliero cercando di mettere una palla nel cannone di bordo, senza essere scorti da nessun guardiano nei dintorni, ma facendo sudar freddo il buon nonno Talpone.
La serata si è conclusa con una cena di tipo indiano, arricchita dalle varie pietanze trasportate in valigia dal profugo londinese, oltre a crostini con humus e kimchi preparato in modo favoloso da un’amica coreana.
Nella casa dell’avvocato è stato giustamente apprezzato un vecchio Amarone e del frizzante Ortrugo bianco, tanto per creare un clima multietnico, dopo di che i figli hanno cominciato a scherzare, prendersi in giro e farsi i dispetti, come se avessero ancora l’età dei nipotini, che erano sì allegri, ma alquanto perplessi dei grandi che giocavano come fossero anche loro bambini.
Alla fine i lazzi sono stati dedicati al vecchio pater familias, quel severo nonno che inciampa sempre, batte la testa, si rompe e taglia le dita e vedendoci poco riesce a compiere gaffes indegne.
Benevolmente la dolce avvocato Tuttopiede ha cercato di osservare “Ma poverino, lui non si accorge degli ostacoli perchè è preso da alti pensieri ...”
“ Si così alti che sbatte sempre la testa contro gli stipiti delle porte !”hanno subito ribattuto i devoti figlioli.
La sua Istrice Prussiana ha naturalmente riso fino alle lacrime, poi il micidiale Martello di dio ha osservato acutamente “ Certo che semmai il papà dovesse cadere in modo catastrofico e morire, la mamma riuscirebbe a rotolare dalle risate nella fossa e così sarebbero insieme anche per il lungo sonno”.
Bello avere una famiglia allegra, in fondo cosa desiderare di più ?
Certo che se la giovane Istrice avesse accettato la geniale idea talponesca di avere cinque o più figli ...
Sunday, 27 November 2011
ANDARE SEMPRE AVANTI
A tarda notte, per godere un week end in famiglia, arriverà da Londra il famigerato Martello di dio, sì quell’essere bisbetico, pungente, polemico, esuberante, poliedrico figlio di nonno Talpone, che sbarcherà all’aeroporto di Linate, ma per la prima volta non passerà dalla sua vecchia casa.
Questa volta non vedrà i genitori, non dormirà nella sua cameretta, ancora arredata con i suoi disegni,, le sue fotografie, il pianoforte, i suoi numerosi scatoloni di ricordi.
Il fratello promettente avvocato lo aspetterà all’uscita passeggeri e se lo porterà direttamente a casa propria.
Domattina i piccoli nipotini avranno la sorpresa di scoprire in sala il famoso zio inglese, a completa disposizione per giocare, cantare, raccontare e fare mille pazzie.
Da settimane lo aspettavano con trepidazione, chiedendo di lui due o tre volte al giorno, hanno ormai logorato il calendario con una continua, frenetica consultazione.
Il Tasso irlandese non verrà questa volta, con gran dispiacere della piovretta, che sempre l’ha cercato.
Nonno Talpone, dal fiuto fino, pensa che non sia solo amore tra zio e nipotini, ma anche una rapida prova per vedere come si vive con bambini piccoli da crescere.
Ad ogni estate per una o due settimane si è unito in vacanza con nipotini e nonni per sperimentare la convivenza con i nipotini.
Da due anni o più, dopo una severa selezione e un apposito corso, il Martellante figliolo, sotto la burbera scorza con un cuore di ricotta fresca, assiste settimanalmente un ragazzo di dodici anni, dato troppe volte in affido a varie persone, proveniente da una famigli problematica e disastrata.
Lo segue assiduamente, gli parla come un padre o una madre vera, gli dà affetto, comprensione, consigli, tutto quello che la vita ha negato a quel fanciullo.
Non è solo altruismo e bontà d’animo, è anche un dovere morale che si è imposto per essere sicuro in un futuro non lontano di poter coronare, dopo il matrimonio, anche il sogno di poter adottare dei figli, per avere anche lui una famiglia completa e compiuta.
Purtroppo lontano dall’Italia.
Perché qua non solo non c’è lavoro, correttezza politica e certezza del diritto, anche le famiglie devono essere rigorosamente eterosessuali, magari amorevoli, sfasciate, violente, ma secondo i codici che autorità politiche e religiose corrotte e amorali hanno da tempo stabilito.
Benvenuto Martello di dio, hai sempre fatto scelte difficili, quasi impossibili, tuo padre, parlava, consigliava, ma tu sei sempre andato avanti, maturo e consapevole, ora nonno Talpone non può che essere orgogliosamente fiero di te.
Questa volta non vedrà i genitori, non dormirà nella sua cameretta, ancora arredata con i suoi disegni,, le sue fotografie, il pianoforte, i suoi numerosi scatoloni di ricordi.
Il fratello promettente avvocato lo aspetterà all’uscita passeggeri e se lo porterà direttamente a casa propria.
Domattina i piccoli nipotini avranno la sorpresa di scoprire in sala il famoso zio inglese, a completa disposizione per giocare, cantare, raccontare e fare mille pazzie.
Da settimane lo aspettavano con trepidazione, chiedendo di lui due o tre volte al giorno, hanno ormai logorato il calendario con una continua, frenetica consultazione.
Il Tasso irlandese non verrà questa volta, con gran dispiacere della piovretta, che sempre l’ha cercato.
Nonno Talpone, dal fiuto fino, pensa che non sia solo amore tra zio e nipotini, ma anche una rapida prova per vedere come si vive con bambini piccoli da crescere.
Ad ogni estate per una o due settimane si è unito in vacanza con nipotini e nonni per sperimentare la convivenza con i nipotini.
Da due anni o più, dopo una severa selezione e un apposito corso, il Martellante figliolo, sotto la burbera scorza con un cuore di ricotta fresca, assiste settimanalmente un ragazzo di dodici anni, dato troppe volte in affido a varie persone, proveniente da una famigli problematica e disastrata.
Lo segue assiduamente, gli parla come un padre o una madre vera, gli dà affetto, comprensione, consigli, tutto quello che la vita ha negato a quel fanciullo.
Non è solo altruismo e bontà d’animo, è anche un dovere morale che si è imposto per essere sicuro in un futuro non lontano di poter coronare, dopo il matrimonio, anche il sogno di poter adottare dei figli, per avere anche lui una famiglia completa e compiuta.
Purtroppo lontano dall’Italia.
Perché qua non solo non c’è lavoro, correttezza politica e certezza del diritto, anche le famiglie devono essere rigorosamente eterosessuali, magari amorevoli, sfasciate, violente, ma secondo i codici che autorità politiche e religiose corrotte e amorali hanno da tempo stabilito.
Benvenuto Martello di dio, hai sempre fatto scelte difficili, quasi impossibili, tuo padre, parlava, consigliava, ma tu sei sempre andato avanti, maturo e consapevole, ora nonno Talpone non può che essere orgogliosamente fiero di te.
Friday, 25 November 2011
SORRIDERE SENZA VERGOGNA
Nonno Talpone si è chiesto se non sia narcisistico lo scrivere delle proprie esperienze personali e un poco futile comunicare con questo post, quando intorno a noi avvengono fatti rilevanti e clamorosi a livello nazionale e mondiale.
Per esempio l’altra sera lui e sua moglie hanno assistito con viva emozione alle riprese in diretta delle dimissioni di uno svergognato primo ministro, che ha governato in modo deplorevole per 17 anni, sprofondando sempre più negli scandali di ogni tipo, corruzione, sprechi, collegamenti mafiosi, giri vorticosi di prostituzione, come mai era avvenuto nella storia d’Italia.
Il nostro sistema rappresentativo e la nazione stessa sono da tempo oggetto di scherno e di ignominia da parte di tutti i paesi democratici.
Eppure noi dobbiamo andare avanti ogni giorno con i nostri piccoli problemi quotidiani, possiamo solo esprimere la nostra volontà di voto, manifestare pubblicamente il nostro pensiero, anche se il potere politico non sembra voler capire la situazione generale del paese, attento solo al mantenimento dei propri privilegi, come gli aristocratici prima della rivoluzione francese.
Noi, gente comune, dobbiamo andare avanti, il lavoro,la salute, i figli, far quadrare i conti per arrivare a fine mese, con affanno maggiore del solito.
Ci arrabbiamo e siamo sconfortati, per questo nonno Talpone ritiene che il gestire la propria situazione personale sia un compito gravoso che meriti conforto, comprensione, comunione con gli altri.
Il litigio con la moglie o il marito, le preoccupazioni per una malattia, i problemi scolastici o di relazione con i propri figli, le grane economiche per saldare il conto con il dentista o il mutuo mensile, hanno un’influenza talvolta preponderante su di noi.
Prendiamoci quindi anche una pausa per calare il livello di pressione interna, abbiamo il diritto di ritagliarci un angolino di pace, cerchiamo di sorridere senza vergogna, per resistere e continuare la vita che ci attende, parlando e comunicando con altre donne e uomini come noi e non sentirci mai soli.
Per esempio l’altra sera lui e sua moglie hanno assistito con viva emozione alle riprese in diretta delle dimissioni di uno svergognato primo ministro, che ha governato in modo deplorevole per 17 anni, sprofondando sempre più negli scandali di ogni tipo, corruzione, sprechi, collegamenti mafiosi, giri vorticosi di prostituzione, come mai era avvenuto nella storia d’Italia.
Il nostro sistema rappresentativo e la nazione stessa sono da tempo oggetto di scherno e di ignominia da parte di tutti i paesi democratici.
Eppure noi dobbiamo andare avanti ogni giorno con i nostri piccoli problemi quotidiani, possiamo solo esprimere la nostra volontà di voto, manifestare pubblicamente il nostro pensiero, anche se il potere politico non sembra voler capire la situazione generale del paese, attento solo al mantenimento dei propri privilegi, come gli aristocratici prima della rivoluzione francese.
Noi, gente comune, dobbiamo andare avanti, il lavoro,la salute, i figli, far quadrare i conti per arrivare a fine mese, con affanno maggiore del solito.
Ci arrabbiamo e siamo sconfortati, per questo nonno Talpone ritiene che il gestire la propria situazione personale sia un compito gravoso che meriti conforto, comprensione, comunione con gli altri.
Il litigio con la moglie o il marito, le preoccupazioni per una malattia, i problemi scolastici o di relazione con i propri figli, le grane economiche per saldare il conto con il dentista o il mutuo mensile, hanno un’influenza talvolta preponderante su di noi.
Prendiamoci quindi anche una pausa per calare il livello di pressione interna, abbiamo il diritto di ritagliarci un angolino di pace, cerchiamo di sorridere senza vergogna, per resistere e continuare la vita che ci attende, parlando e comunicando con altre donne e uomini come noi e non sentirci mai soli.
AMORE E DIVORZIO
A piazzale Loreto come in Nevada : divorzio e poi matrimonio in meno di 24 ore.
Nonno Talpone, mentre era all’ipermercato a scegliere le vernici per far imbiancare casa dal muratore tuttofare Giorgiu, ha visto poco lontano un bancone colmo di piantine di orchidee bianche, rosa screziate e ha subito un impulso irrefrenabile.
Vi si è avvicinato ed ha acquistato immediatamente due vasi colmi di fiori e boccioli per la sua Istrice fascinosa.
Si è poi girato e glieli ha consegnati, scambiandosi due baci affettuosi, giurando eterno amore.
In conclusione, dopo circa 13 ore di pene e di decisa volontà di divorziare, nonno Talpone, coerentemente, ha avuto l’assoluta determinazione di sposarla ancora, una, due, cento, mille volte.
Ma non andate a dirlo al mio amore, mi farebbe una scenata, è molto pudica nei suoi sentimenti.
No, aspettate almeno un mese, vi prego.
P.S.
Oggi la mia ragazzina compie 65 anni, è un tenero fiore come quando l’ho conosciuta a vent’anni, un poco spinosa talvolta, come le rose.
Nonno Talpone, mentre era all’ipermercato a scegliere le vernici per far imbiancare casa dal muratore tuttofare Giorgiu, ha visto poco lontano un bancone colmo di piantine di orchidee bianche, rosa screziate e ha subito un impulso irrefrenabile.
Vi si è avvicinato ed ha acquistato immediatamente due vasi colmi di fiori e boccioli per la sua Istrice fascinosa.
Si è poi girato e glieli ha consegnati, scambiandosi due baci affettuosi, giurando eterno amore.
In conclusione, dopo circa 13 ore di pene e di decisa volontà di divorziare, nonno Talpone, coerentemente, ha avuto l’assoluta determinazione di sposarla ancora, una, due, cento, mille volte.
Ma non andate a dirlo al mio amore, mi farebbe una scenata, è molto pudica nei suoi sentimenti.
No, aspettate almeno un mese, vi prego.
P.S.
Oggi la mia ragazzina compie 65 anni, è un tenero fiore come quando l’ho conosciuta a vent’anni, un poco spinosa talvolta, come le rose.
Thursday, 24 November 2011
SENZA SPIEDINI
Alleluia!
Questa mattina una giovane fascinosa chirurgo biondo platino ha sfilato i due spiedini dalla mano di Nonno Talpone, che lo facevano sentire come un porcellino pronto per la graticola, dichiarando formalmente che le ossa si erano finalmente saldate dopo due mesi di frattura multipla dalla sua caduta.
Sento il dovere di precisare che Talpone è un vecchietto timido, per cui trovandosi di fronte ad un chirurgo così conturbante, dagli occhi azzurri ammiccanti, non sapeva dove guardare, era imbarazzatissimo, forse è anche arrossito.
Resta il fatto che, quando la dottoressa con piglio deciso ha strappato con le pinzette i due ferri, il nostro eroe non ha sentito la necessità di alcuna anestesia e non ha patito alcun dolore, anche se le ferite gli sanguinavano.
Da domani potrà iniziare a lavarsi le mani come gli altri umani, tra una settimana addirittura avrà la chance di ricominciare a bere l’acqua della piscina durante il suo corso di nuoto.
Gli restava soltanto il rammarico di non dover più subire il trattamento riabilitativo da parte del gruppo di giovani belle ragazze che, per il suo bene, lo martoriavano con prese e piegamenti dolorosi da Aikido, sempre con un gentile sorriso.
Invece no, con suo gran giubilo, gli hanno poi prescritto un’altra serie di dieci trattamenti di riabilitazione della mano.
Nonno Talpone è subito corso ad acquistare un alberello fiorito, un poster di Babbo Natale, cioccolatini Lindor, boeri e Turkish Delight per omaggiare le sue deliziose carnefici.
Nessuna paura, sono state quasi tutte allieve fedeli della sua Istrice Prussiana, in ogni caso le professionali ninfe potrebbero essere ampiamente le figlie del saltellante, euforico Nonno Talpone.
Questa mattina una giovane fascinosa chirurgo biondo platino ha sfilato i due spiedini dalla mano di Nonno Talpone, che lo facevano sentire come un porcellino pronto per la graticola, dichiarando formalmente che le ossa si erano finalmente saldate dopo due mesi di frattura multipla dalla sua caduta.
Sento il dovere di precisare che Talpone è un vecchietto timido, per cui trovandosi di fronte ad un chirurgo così conturbante, dagli occhi azzurri ammiccanti, non sapeva dove guardare, era imbarazzatissimo, forse è anche arrossito.
Resta il fatto che, quando la dottoressa con piglio deciso ha strappato con le pinzette i due ferri, il nostro eroe non ha sentito la necessità di alcuna anestesia e non ha patito alcun dolore, anche se le ferite gli sanguinavano.
Da domani potrà iniziare a lavarsi le mani come gli altri umani, tra una settimana addirittura avrà la chance di ricominciare a bere l’acqua della piscina durante il suo corso di nuoto.
Gli restava soltanto il rammarico di non dover più subire il trattamento riabilitativo da parte del gruppo di giovani belle ragazze che, per il suo bene, lo martoriavano con prese e piegamenti dolorosi da Aikido, sempre con un gentile sorriso.
Invece no, con suo gran giubilo, gli hanno poi prescritto un’altra serie di dieci trattamenti di riabilitazione della mano.
Nonno Talpone è subito corso ad acquistare un alberello fiorito, un poster di Babbo Natale, cioccolatini Lindor, boeri e Turkish Delight per omaggiare le sue deliziose carnefici.
Nessuna paura, sono state quasi tutte allieve fedeli della sua Istrice Prussiana, in ogni caso le professionali ninfe potrebbero essere ampiamente le figlie del saltellante, euforico Nonno Talpone.
Wednesday, 23 November 2011
MAMMA LI TURCHI
Illanguidito, balcanizzato, nonno Talpone è tornato da due giorni dalla fascinosa Istanbul, con gli occhi sognanti per i fascinosi tramonti sul Corno d’Oro, come se fosse ancora là, sdraiato sul canapè come un gattone appagato, la mano sui bicchierini di Raki a godersi lo spettacolo del sole che lentamente scompare tra i minareti della moschea di Solimano il Magnifico.
Dovete scusarlo se, animaletto tardo e pigro di natura, ancora non si rende conto di essere nella febbrile Milano.
Lui guarda fuori dalle finestre, invece di vedere le auto incolonnate su piazzale Loreto, cerca con lo sguardo appannato le acque movimentate del Bosforo, i battelli gremiti che traghettano le sponde animate del ponte di Galata, tra rumori, grida, odori pungenti di quel luogo magico.
Talpone assapora lentamente i dolci cubetti del Turkish Delight di Hazer Baba , li accompagna con sorsi di vino e sogna ancora le rive lontane.
Sa già che riprenderà in mano i libri di Orhan Pamuk per rivivere l’atmosfera magica dei luoghi, penso che ascolterà anche le recitazioni dei muezzin dalla cassetta che aveva acquistato tempo fa.
Si vergogna un poco ad ammetterlo, ma Talpone ha ancora l’apparecchio HI FI con lettore di cassette, come tiene ancora religiosamente l’apparecchio radiofonico di famiglia, marca Radio Marelli del 1939, con giradischi a puntina tipo armadietto.
Cosa dire in due parole dei Turchi ?
Che sono molto gentili, simili a noi Italiani ma poliglotti, cortesi e tolleranti con i turisti, che sopravvivono con umoristica rassegnazione alla loro classe politica, leggermente meno degradata della nostra, infatti ci compatiscono, anche loro, per il nanetto sbruffone che abbiamo avuto ( ma sarà vero ? ).
Sono inoltre fieri della loro nazione, anche se in città convivono più di sessanta gruppi etnici diversi, senza ridicoli padani dal colore verde marcio.
I califfi sono un ricordo del passato ?
Incredibilmente per lui rivivono nella moltitudine di gatti, placidi, sornioni, ben nutriti, che incontri ovunque, amichevoli ma contegnosi, serviti e ossequiati dalla popolazione con scodelle di acqua e cibo ovunque, perfino con tappetini fuori dai negozi.
Sono raramente infastiditi dai pochi cani presenti, con una pulizia delle strade e dei marciapiedi che noi possiamo solo sognare.
Mamma li turchi o mamma li cattolici ?
Dovete scusarlo se, animaletto tardo e pigro di natura, ancora non si rende conto di essere nella febbrile Milano.
Lui guarda fuori dalle finestre, invece di vedere le auto incolonnate su piazzale Loreto, cerca con lo sguardo appannato le acque movimentate del Bosforo, i battelli gremiti che traghettano le sponde animate del ponte di Galata, tra rumori, grida, odori pungenti di quel luogo magico.
Talpone assapora lentamente i dolci cubetti del Turkish Delight di Hazer Baba , li accompagna con sorsi di vino e sogna ancora le rive lontane.
Sa già che riprenderà in mano i libri di Orhan Pamuk per rivivere l’atmosfera magica dei luoghi, penso che ascolterà anche le recitazioni dei muezzin dalla cassetta che aveva acquistato tempo fa.
Si vergogna un poco ad ammetterlo, ma Talpone ha ancora l’apparecchio HI FI con lettore di cassette, come tiene ancora religiosamente l’apparecchio radiofonico di famiglia, marca Radio Marelli del 1939, con giradischi a puntina tipo armadietto.
Cosa dire in due parole dei Turchi ?
Che sono molto gentili, simili a noi Italiani ma poliglotti, cortesi e tolleranti con i turisti, che sopravvivono con umoristica rassegnazione alla loro classe politica, leggermente meno degradata della nostra, infatti ci compatiscono, anche loro, per il nanetto sbruffone che abbiamo avuto ( ma sarà vero ? ).
Sono inoltre fieri della loro nazione, anche se in città convivono più di sessanta gruppi etnici diversi, senza ridicoli padani dal colore verde marcio.
I califfi sono un ricordo del passato ?
Incredibilmente per lui rivivono nella moltitudine di gatti, placidi, sornioni, ben nutriti, che incontri ovunque, amichevoli ma contegnosi, serviti e ossequiati dalla popolazione con scodelle di acqua e cibo ovunque, perfino con tappetini fuori dai negozi.
Sono raramente infastiditi dai pochi cani presenti, con una pulizia delle strade e dei marciapiedi che noi possiamo solo sognare.
Mamma li turchi o mamma li cattolici ?
Wednesday, 16 November 2011
PANICO DA PARTENZA
Ma come ?
Appena terminate le pulizie ossessive, di perfezione teutonica del suo dolce amore, nonno Talpone sperava in un periodo di pace, riposo, riflessione, ozio benefico.
Aveva anche iniziato l’acquisto e la lettura dei primi volumetti della storia della filosofia raccontati da Repubblica, aveva immaginato un mese di riflessioni sulla nascita del pensiero greco.
Niente di tutto questo, l’Istrice ha tratto fuori le valige, stirato, piegato, organizzato tutto per la partenza, domattina si va a Istanbul.
Ebbene sì, la coppia Talponi parte per cinque giorni di viaggio turistico nella millenaria metropoli turca.
Vi assicuro che lui non era affatto preparato all’evento, anche se lo sapeva da mesi, anzi si era rotta la mano nel rincorrere l’autobus che lo doveva portare a rinnovare la carta d’Identità.
Il fatto è che non ha fatto tempo ad agitarsi nei dovuti modi, ad entrare nella fase del panico da viaggiatore, che diamine, alla sua età i tempi vanno rispettati.
Sì, lui è un viaggiatore nato, ama, conosce ed apprezza Chatwin, Byron e tanti altri avventurieri, ma di solito li apprezza meglio sdraiato nella sua comoda poltrona, con un buon bicchiere di rum al suo fianco.
Ora deve partire domani mattina, è semi emozionato, manco la pausa della crisi del viaggiatore gli permettono di sperimentare.
La sua Istrice invece ride felice, godendosi il solito programma televisivo di delitti no-stop, anzi annuncia garrula che lei parte in ogni caso, inoltre aggiunge con determinazione sadica che la prossima tappa sarà il tour della Cina e il Krughen Park in Africa.
Lo farà morire per l’emozione.
Intanto Talpone si è servito una dose doppia di rum Pampero, a scopo medicinale.
Cosa diranno i suoi pochi lettori per l’ennesima assenza, cosa fare, portare il notebook in Turchia, o forse preparare in anticipo i post per i prossimi giorni ?
Il problema, come al solito, non è il comporre i pezzi con la sua penna stilografica degli anni ’70 su fogli A4 rigorosamente riciclati, ma il trascrivere faticosamente con un solo dito sulla tastiera.
Gli ci vogliono tre ore di media, non potrebbe andare a dormire questa notte, già di per sé agitata.
Altro che corso di scrittura creativa, in futuro lui seguirà un corso di dattilografia, magari anche di stenografia, come sognato fin dagli anni della giovinezza.
Se poi gli viene in mente che si deve unire nella trasferta ad Istanbul al coro dell’Acqua Potabile di Milano, bravissimi e cari ragazzi, ma suvvia che nome spinoso.
Per favore cari lettori, mi potete offrire un altro doppio rum ?
Appena terminate le pulizie ossessive, di perfezione teutonica del suo dolce amore, nonno Talpone sperava in un periodo di pace, riposo, riflessione, ozio benefico.
Aveva anche iniziato l’acquisto e la lettura dei primi volumetti della storia della filosofia raccontati da Repubblica, aveva immaginato un mese di riflessioni sulla nascita del pensiero greco.
Niente di tutto questo, l’Istrice ha tratto fuori le valige, stirato, piegato, organizzato tutto per la partenza, domattina si va a Istanbul.
Ebbene sì, la coppia Talponi parte per cinque giorni di viaggio turistico nella millenaria metropoli turca.
Vi assicuro che lui non era affatto preparato all’evento, anche se lo sapeva da mesi, anzi si era rotta la mano nel rincorrere l’autobus che lo doveva portare a rinnovare la carta d’Identità.
Il fatto è che non ha fatto tempo ad agitarsi nei dovuti modi, ad entrare nella fase del panico da viaggiatore, che diamine, alla sua età i tempi vanno rispettati.
Sì, lui è un viaggiatore nato, ama, conosce ed apprezza Chatwin, Byron e tanti altri avventurieri, ma di solito li apprezza meglio sdraiato nella sua comoda poltrona, con un buon bicchiere di rum al suo fianco.
Ora deve partire domani mattina, è semi emozionato, manco la pausa della crisi del viaggiatore gli permettono di sperimentare.
La sua Istrice invece ride felice, godendosi il solito programma televisivo di delitti no-stop, anzi annuncia garrula che lei parte in ogni caso, inoltre aggiunge con determinazione sadica che la prossima tappa sarà il tour della Cina e il Krughen Park in Africa.
Lo farà morire per l’emozione.
Intanto Talpone si è servito una dose doppia di rum Pampero, a scopo medicinale.
Cosa diranno i suoi pochi lettori per l’ennesima assenza, cosa fare, portare il notebook in Turchia, o forse preparare in anticipo i post per i prossimi giorni ?
Il problema, come al solito, non è il comporre i pezzi con la sua penna stilografica degli anni ’70 su fogli A4 rigorosamente riciclati, ma il trascrivere faticosamente con un solo dito sulla tastiera.
Gli ci vogliono tre ore di media, non potrebbe andare a dormire questa notte, già di per sé agitata.
Altro che corso di scrittura creativa, in futuro lui seguirà un corso di dattilografia, magari anche di stenografia, come sognato fin dagli anni della giovinezza.
Se poi gli viene in mente che si deve unire nella trasferta ad Istanbul al coro dell’Acqua Potabile di Milano, bravissimi e cari ragazzi, ma suvvia che nome spinoso.
Per favore cari lettori, mi potete offrire un altro doppio rum ?
Tuesday, 15 November 2011
BLOGTERAPIA
Forse nonno Talpone l’aveva già scritto in passato, lui non ricorda, ma il cercare nei piccoli fatti della vita quotidiana un aspetto nascosto, in realtà nemmeno troppo, che può ironizzare le proprie vicende e con un sorriso ridimensionarle ad un livello di sostenibilità, è una scoperta importante, cui attenersi per rendere più sopportabile la propria e altrui esistenza.
Non che sia una regola generale valida per tutti, c’è molta gente che non ritiene di avere questi problemi, anzi li considera debolezze riprovevoli, andando avanti con la sicurezza e il senso di superiorità del vincitore nato.
Pochi altri hanno invece il dono innato della gioia di vivere, di essere di natura bonariamente ironici ed amabili, li invidio e sono gli amici più desiderati.
Nonno Talpone invece fa parte di quelle persone fragili, che possono essere gentili, normalmente corretti, talvolta scorbutici, ma che hanno il senso innato dell’insicurezza, del dubbio, della melanconia, del pessimismo, che in momenti di difficoltà li angoscia e li paralizza.
Se legge sui giornali le gravi notizie di crisi economica mondiale lui si dispera, come se la casa gli fosse crollata addosso e dovesse andare in giro ad elemosinare una scodella di minestra.
Se invece legge delle ultime malefatte, delle sopercherie ed imbrogli dei politici nostrani, lui diventa furente e scenderebbe subito in strada con il manico di scopa e la fascia rossa al collo per dare l’assalto ad un Palazzo d’Inverno che non c’è.
Ogni piccola difficoltà viene ingigantita, ogni piccola gioia lo entusiasma all’eccesso.
Questa sensibilità e fragilità emotiva è ben diffusa e ampiamente condivisa, le maggiori vendite delle case farmaceutiche sono dovute alle pillole antidepressive o a quelle euforizzanti.
Da persona d’altri tempi nonno Talpone diffida di queste medicine e cerca sempre dei rimedi empirici alternativi.
Da questa primavera ha scoperto la possibilità di scrivere su un blog, anzi tre, dato che ha un debole per le complicazioni inutili, ottenendo il risultato di una maggiore serenità interiore.
Questa rivelazione l’ha portato a ritenere che potesse essere una panacea universale.
Ha letto decine di altri blog a casaccio, in massima parte l’hanno intimorito, anzi terrorizzato, salvo pochissime eccezioni.
Naturalmente sbaglia, perché se scrivere è liberatorio per sé stessi, non deve esserlo necessariamente per gli altri, compresi gli eventuali lettori.
Nonno Talpone aveva anche pensato di leggerne quanto più ne poteva, cercare quelli più disperati, quelli che magari non avevano pochi o nessun lettore e scrivere lettere di incoraggiamento e di conforto.
Insomma come andare a consolare gli ammalati o i dolenti, in un gesto di amicizia e affetto verso sconosciuti compagni di penna.
Purtroppo, essendo fragile e depresso lui stesso, non è sempre stato in grado di aiutare tutti gli altri.
Scusatelo, ognuno deve sempre fare i conti con sé stesso e accettarsi per quello che la sua natura gli permette.
Però la blogterapia probabilmente esiste già da tempo, anzi sarà già stata ampiamente analizzata e codificata, ci saranno anche terapeuti altamente qualificati.
Nel suo piccolo nonno Talpone ringrazia di cuore quelli che gli scrivono, devo dire sempre gentilmente.
Forse loro non lo sanno, ma sono blogterapeuti anche loro e aiutano a far riemergere la parte migliore dell’uomo.
Non che sia una regola generale valida per tutti, c’è molta gente che non ritiene di avere questi problemi, anzi li considera debolezze riprovevoli, andando avanti con la sicurezza e il senso di superiorità del vincitore nato.
Pochi altri hanno invece il dono innato della gioia di vivere, di essere di natura bonariamente ironici ed amabili, li invidio e sono gli amici più desiderati.
Nonno Talpone invece fa parte di quelle persone fragili, che possono essere gentili, normalmente corretti, talvolta scorbutici, ma che hanno il senso innato dell’insicurezza, del dubbio, della melanconia, del pessimismo, che in momenti di difficoltà li angoscia e li paralizza.
Se legge sui giornali le gravi notizie di crisi economica mondiale lui si dispera, come se la casa gli fosse crollata addosso e dovesse andare in giro ad elemosinare una scodella di minestra.
Se invece legge delle ultime malefatte, delle sopercherie ed imbrogli dei politici nostrani, lui diventa furente e scenderebbe subito in strada con il manico di scopa e la fascia rossa al collo per dare l’assalto ad un Palazzo d’Inverno che non c’è.
Ogni piccola difficoltà viene ingigantita, ogni piccola gioia lo entusiasma all’eccesso.
Questa sensibilità e fragilità emotiva è ben diffusa e ampiamente condivisa, le maggiori vendite delle case farmaceutiche sono dovute alle pillole antidepressive o a quelle euforizzanti.
Da persona d’altri tempi nonno Talpone diffida di queste medicine e cerca sempre dei rimedi empirici alternativi.
Da questa primavera ha scoperto la possibilità di scrivere su un blog, anzi tre, dato che ha un debole per le complicazioni inutili, ottenendo il risultato di una maggiore serenità interiore.
Questa rivelazione l’ha portato a ritenere che potesse essere una panacea universale.
Ha letto decine di altri blog a casaccio, in massima parte l’hanno intimorito, anzi terrorizzato, salvo pochissime eccezioni.
Naturalmente sbaglia, perché se scrivere è liberatorio per sé stessi, non deve esserlo necessariamente per gli altri, compresi gli eventuali lettori.
Nonno Talpone aveva anche pensato di leggerne quanto più ne poteva, cercare quelli più disperati, quelli che magari non avevano pochi o nessun lettore e scrivere lettere di incoraggiamento e di conforto.
Insomma come andare a consolare gli ammalati o i dolenti, in un gesto di amicizia e affetto verso sconosciuti compagni di penna.
Purtroppo, essendo fragile e depresso lui stesso, non è sempre stato in grado di aiutare tutti gli altri.
Scusatelo, ognuno deve sempre fare i conti con sé stesso e accettarsi per quello che la sua natura gli permette.
Però la blogterapia probabilmente esiste già da tempo, anzi sarà già stata ampiamente analizzata e codificata, ci saranno anche terapeuti altamente qualificati.
Nel suo piccolo nonno Talpone ringrazia di cuore quelli che gli scrivono, devo dire sempre gentilmente.
Forse loro non lo sanno, ma sono blogterapeuti anche loro e aiutano a far riemergere la parte migliore dell’uomo.
Monday, 14 November 2011
SETTE RIMEDI SETTE
Nonno Talpone è malandato, noioso, accidioso, ma discutendo con sé stesso ha trovato sette rimedi sette contro le proprie sensazioni rognose.
Si accettano ulteriori suggerimenti.
1) Doloretti, mal di testa, di pancia, di qualcosa insomma ? Chiudersi a riccio da mal mostoso o appiccicarsi alla prima persona che ti capita, per sciorinare poi un elenco enciclopedico dei tuoi mali ?
- No, beviti un goccetto, anche in compagnia.
2) Non puoi, perché sei astemio ( dio non voglia ),hai mal di stomaco o le pastiglie medicinali te lo impediscono ?
- Fatti una fumatina.
3) Manca la materia prima o il/la vicina cerbera te lo impedisce ?
- Esci fuori, fatti un giretto a piedi, comprati qualcosa di bello, sii consumista anche in piccole cose, è sempre una soddisfazione.
4) Ti senti stanco, flaccido, molle come un fico, non vuoi muoverti ?
- Acciambellati nella poltrona preferita, ascolta la musica preferita, leggi qualcosa di riposante.
5) Ti fanno male gli occhi, hai il cervello frastornato ?
- Fatti una bella dormita.
6) Non hai sonno, non sai che fare, ti annoi, mugugni ?
- Scriviti pagine e pagine di lamentazioni lagnose e assurde, anche sgrammaticate, imprecise, insensate, tanto i fogli li straccerai meticolosamente in seguito.
7) Non hai neanche voglia di scriverti fogli di scemenze ?
- Allora lamentati a parole fino renderti stupido e insopportabile con la moglie o il marito. Se sono saggi, come mi auguro, usciranno di casa sbattendo la porta e si compreranno qualcosa di estremamente piacevole e carissimo. Così almeno avrai qualcosa di serio di cui lamentarti quando dovrai pagare i conti.
P.S. Il suo angelo, dalle sembianze di Istrice, lo coccola affettuosamente, così nonno Talpone si è fermato in tempo al punto 6, anticipando il punto 7 con il regalo di un grazioso paio di scarpette beige per il suo dolce amore.
Si accettano ulteriori suggerimenti.
1) Doloretti, mal di testa, di pancia, di qualcosa insomma ? Chiudersi a riccio da mal mostoso o appiccicarsi alla prima persona che ti capita, per sciorinare poi un elenco enciclopedico dei tuoi mali ?
- No, beviti un goccetto, anche in compagnia.
2) Non puoi, perché sei astemio ( dio non voglia ),hai mal di stomaco o le pastiglie medicinali te lo impediscono ?
- Fatti una fumatina.
3) Manca la materia prima o il/la vicina cerbera te lo impedisce ?
- Esci fuori, fatti un giretto a piedi, comprati qualcosa di bello, sii consumista anche in piccole cose, è sempre una soddisfazione.
4) Ti senti stanco, flaccido, molle come un fico, non vuoi muoverti ?
- Acciambellati nella poltrona preferita, ascolta la musica preferita, leggi qualcosa di riposante.
5) Ti fanno male gli occhi, hai il cervello frastornato ?
- Fatti una bella dormita.
6) Non hai sonno, non sai che fare, ti annoi, mugugni ?
- Scriviti pagine e pagine di lamentazioni lagnose e assurde, anche sgrammaticate, imprecise, insensate, tanto i fogli li straccerai meticolosamente in seguito.
7) Non hai neanche voglia di scriverti fogli di scemenze ?
- Allora lamentati a parole fino renderti stupido e insopportabile con la moglie o il marito. Se sono saggi, come mi auguro, usciranno di casa sbattendo la porta e si compreranno qualcosa di estremamente piacevole e carissimo. Così almeno avrai qualcosa di serio di cui lamentarti quando dovrai pagare i conti.
P.S. Il suo angelo, dalle sembianze di Istrice, lo coccola affettuosamente, così nonno Talpone si è fermato in tempo al punto 6, anticipando il punto 7 con il regalo di un grazioso paio di scarpette beige per il suo dolce amore.
Sunday, 13 November 2011
GRANDI PULIZIE DI CASA
Un lungo silenzio, forse più di sette giorni, prendetelo come dovuto al viaggio di nozze di due vecchietti che hanno fatto pace dopo un bisticcio per futili motivi, parlando tra loro dicevano la stessa cosa, ma naturalmente come al solito non si erano capiti.
Chissà in futuro quando diventeranno veramente sordi o svampiti.
L’importante è che poi facciano pace, come sempre.
In realtà, più prosaicamente, l’omone tuttofare Georgiu, all’occasione imbianchino rumeno, ha imperversato in casa Talponi da domenica scorsa sino a venerdì sera.
Ha smerigliato e gessato i muri, imbiancato coscienziosamente tutte le pareti disponibili.
Si è vissuto tra teli impermeabili trasparenti che coprivano pavimenti, porte, corridoi, vivendo come nel paese delle fate, tra polvere biancastra, stracci, vernici, catini e fogli di giornale.
Nonno Talpone, smarrito e allucinato, saliva e scendeva le scale, portando giù sacchi di rifiuti e risalendo con latte di vernici, pacchi di stucco, provviste di cibo e bottiglie di vino.
Mamma Istrice in febbrile eccitazione ha dato ordini, sorvegliato i lavori, cucinando nel frattempo pranzi sontuosi, pastasciutte e carni due volte al giorno, con un tasso medio di 5000 calorie; il povero ragazzo, ultra trentenne, poteva e in realtà aveva una fame da lupo dei Carpazi.
Talpone si è anche sorbito programmi televisivi in rumeno, via satellite, non si poteva lasciare il giovane senza intrattenimento ai pasti, mentre le bottiglie di vino evaporavano in modo miracoloso.
Alla fine si è pagato il ragazzo, lo si è portato in centro a vedere il Duomo e la Galleria, si è acquistato un bel gioco per suo figlio di quattro anni e lo si è accompagnato alla stazione per il ritorno al suo paesello della Valnerina.
Ora nonno Talpone, sotto le direttive del generale Istrice, deve aiutare a sistemare tutti gli oggetti accatastati e impolverati.
Con l’occasione ha calcolato che girano per casa più di 4500 libri, un terzo appartenenti alla moglie professoressa.
Chi poteva immaginare che un volume qua, un altro paio presi per curiosità, portassero alla fine ad un tale volume cartaceo.
Veramente troppi per il nostro appartamento, senza contare quelli stipati in solaio e in cantina.
Occorreva un vaglio severo ed una drastica riduzione.
Stamattina ho risolto brillantemente:
tre libri da restituire alla biblioteca comunale
due da regalare alla bancarella dell’usato
uno scompaginato da gettare
due sui whiskies per l’amico bevitore
un paio a testa ai nostri figli, come regalo prenatalizio
Ho ottenuto un varco di 12 centimetri nello scaffale, non posso che ritenermi soddisfatto.
Chissà in futuro quando diventeranno veramente sordi o svampiti.
L’importante è che poi facciano pace, come sempre.
In realtà, più prosaicamente, l’omone tuttofare Georgiu, all’occasione imbianchino rumeno, ha imperversato in casa Talponi da domenica scorsa sino a venerdì sera.
Ha smerigliato e gessato i muri, imbiancato coscienziosamente tutte le pareti disponibili.
Si è vissuto tra teli impermeabili trasparenti che coprivano pavimenti, porte, corridoi, vivendo come nel paese delle fate, tra polvere biancastra, stracci, vernici, catini e fogli di giornale.
Nonno Talpone, smarrito e allucinato, saliva e scendeva le scale, portando giù sacchi di rifiuti e risalendo con latte di vernici, pacchi di stucco, provviste di cibo e bottiglie di vino.
Mamma Istrice in febbrile eccitazione ha dato ordini, sorvegliato i lavori, cucinando nel frattempo pranzi sontuosi, pastasciutte e carni due volte al giorno, con un tasso medio di 5000 calorie; il povero ragazzo, ultra trentenne, poteva e in realtà aveva una fame da lupo dei Carpazi.
Talpone si è anche sorbito programmi televisivi in rumeno, via satellite, non si poteva lasciare il giovane senza intrattenimento ai pasti, mentre le bottiglie di vino evaporavano in modo miracoloso.
Alla fine si è pagato il ragazzo, lo si è portato in centro a vedere il Duomo e la Galleria, si è acquistato un bel gioco per suo figlio di quattro anni e lo si è accompagnato alla stazione per il ritorno al suo paesello della Valnerina.
Ora nonno Talpone, sotto le direttive del generale Istrice, deve aiutare a sistemare tutti gli oggetti accatastati e impolverati.
Con l’occasione ha calcolato che girano per casa più di 4500 libri, un terzo appartenenti alla moglie professoressa.
Chi poteva immaginare che un volume qua, un altro paio presi per curiosità, portassero alla fine ad un tale volume cartaceo.
Veramente troppi per il nostro appartamento, senza contare quelli stipati in solaio e in cantina.
Occorreva un vaglio severo ed una drastica riduzione.
Stamattina ho risolto brillantemente:
tre libri da restituire alla biblioteca comunale
due da regalare alla bancarella dell’usato
uno scompaginato da gettare
due sui whiskies per l’amico bevitore
un paio a testa ai nostri figli, come regalo prenatalizio
Ho ottenuto un varco di 12 centimetri nello scaffale, non posso che ritenermi soddisfatto.
Saturday, 5 November 2011
TRISTEZZE E REGALI
Uno è anche un tipo tranquillo, sensibile, affettuoso, vuole anche scambiare parole tenere con la donna con cui convive da più di 42 anni, ma sfortunatamente anche dopo questo lungo periodo ci sono sfasamenti affettivi, per cui una parola dolce viene ricambiata con una battuta sferzante e infastidita.
Allora il mondo ti crolla addosso improvvisamente con un silenzio tragico e definitivo, non ci sono scuse né tenerezze, incameri il knock out, te la farai passare con le buone o le cattive, talvolta ti chiedi perché madre natura ha creato le zanzare, per non parlare delle istrici.
Niente paura, non divorzierà per questo nonno Talpone, si sarebbe già separato almeno 220 volte, calcolate per difetto.
Vi potete immaginare che fatica risposarsi poi da innamorati altrettante volte, a scadenza variabile dai due ai quindici giorni dopo lo scambio di acide parole.
Si litigasse per qualcosa di grave o importante, tipo scappatelle sentimentali del partner, mancanza di denaro, divergenze politiche o sportive, educazione dei figli, scelta del luogo di vacanza.
No, in genere uno dice una cosa, l’altro ne capisce un’altra, poi, avendo la stessa opinione sul fatto in questione, si comincia a litigare furiosamente.
Talpone tende ad essere tenero e amoroso anche nei ricordi dei bei tempi andati, l’Istrice a questo punto solleva le sue punte acuminate e le lancia con fredda disinvoltura.
Quindi il tenerone intristisce, sente che il mondo intero lo odia e lo disprezza e va in crisi nera.
Oggi, dopo il solito ciclo riabilitativo della mano, torsioni e piegamenti delle falangi con prese micidiali da Aikido, Talpone è andato a ritirare i nipotini all’asilo e subito si è sciolto come un pezzo di burro in padella.
Loro sono felici, il nonno ancor di più.
Alla sera torna a casa il figlio, il promettente avvocato, gioca anche lui, poi chiede al padre come stia.
“Maluccio- sbotta il mugugnone- mi sento stanco, proprio uno schifo “.
A cena l’avvocato annuncia alla tavolata “ Il nonno è un po’ giù, gli faremo un bel regalo per il suo compleanno a dicembre, anzi l’ho già acquistato. Non so se regalarlo a Talpino Sciattolino o a nonno Talpone “.
“ Che bello - pensa il nostro – vuoi vedere che avrò finalmente anch’io un bel galeone dei pirati per giocare insieme al mio capitano Barba Scoiattolo e al mozzo scelto Piovretta ? “.
Allora il mondo ti crolla addosso improvvisamente con un silenzio tragico e definitivo, non ci sono scuse né tenerezze, incameri il knock out, te la farai passare con le buone o le cattive, talvolta ti chiedi perché madre natura ha creato le zanzare, per non parlare delle istrici.
Niente paura, non divorzierà per questo nonno Talpone, si sarebbe già separato almeno 220 volte, calcolate per difetto.
Vi potete immaginare che fatica risposarsi poi da innamorati altrettante volte, a scadenza variabile dai due ai quindici giorni dopo lo scambio di acide parole.
Si litigasse per qualcosa di grave o importante, tipo scappatelle sentimentali del partner, mancanza di denaro, divergenze politiche o sportive, educazione dei figli, scelta del luogo di vacanza.
No, in genere uno dice una cosa, l’altro ne capisce un’altra, poi, avendo la stessa opinione sul fatto in questione, si comincia a litigare furiosamente.
Talpone tende ad essere tenero e amoroso anche nei ricordi dei bei tempi andati, l’Istrice a questo punto solleva le sue punte acuminate e le lancia con fredda disinvoltura.
Quindi il tenerone intristisce, sente che il mondo intero lo odia e lo disprezza e va in crisi nera.
Oggi, dopo il solito ciclo riabilitativo della mano, torsioni e piegamenti delle falangi con prese micidiali da Aikido, Talpone è andato a ritirare i nipotini all’asilo e subito si è sciolto come un pezzo di burro in padella.
Loro sono felici, il nonno ancor di più.
Alla sera torna a casa il figlio, il promettente avvocato, gioca anche lui, poi chiede al padre come stia.
“Maluccio- sbotta il mugugnone- mi sento stanco, proprio uno schifo “.
A cena l’avvocato annuncia alla tavolata “ Il nonno è un po’ giù, gli faremo un bel regalo per il suo compleanno a dicembre, anzi l’ho già acquistato. Non so se regalarlo a Talpino Sciattolino o a nonno Talpone “.
“ Che bello - pensa il nostro – vuoi vedere che avrò finalmente anch’io un bel galeone dei pirati per giocare insieme al mio capitano Barba Scoiattolo e al mozzo scelto Piovretta ? “.
Friday, 4 November 2011
DENTISTI E TOKAJ
“ Meglio scrivere due righe finché dura l’effetto dell’anestetico “ gorgoglia nonno Talpone appena tornato a casa dopo tre ore sotto il trapano del suo dentista veneto.
Stamattina quattro ore di file burocratiche in ospedale con visita del chirurgo della mano, “ tutto benino “ gli assicura il giovane dottore che sbenda , taglia, tocca, disinfetta e ribenda, mentre parla dei suoi sogni di batterista mancato, avendo la sfortuna di provenire da una famiglia da tre generazioni nella professione medica.
Ma non si vuol parlare del dolore della fasciatura, sono sciocchezze, soprattutto dopo che il buon dottor Laghetti ha elencato vari casi di cecità, tumori, necrosi mascellari, insomma l’usuale suo repertorio di conversazione per tenere allegri i suoi pazienti.
Il fatto è che questi trapani moderni,ultraveloci ( non ho capito, forse 3000 giri al secondo ) spruzzano una quantità incredibile di acqua gelida per raffreddare le punte.
Il povero nonno Talpone, nonostante la presenza di ben due tubetti di aspirazione, ne ha degluttita una quantità pari a quella che normalmente gli spetta quando nuota in piscina.
Giustamente si è lamentato con il suo dentista, che si è giustificato affermando che l’acqua di Milano è buona e salutare, secondo il nostro sindaco.
Ma una ventina di punture di anestetico non hanno tarpato il cervellino del buon Talpone che ha proposto “ Perché non spruzzare per raffreddamento dell’ottimo vino bianco fresco ?”
Si è discusso sulle varietà dei vini utilizzabili, trovando un compromesso sul Tokai, quello veneto naturalmente, come quello della cantina di Talpone.
In sintesi: dopo l’intervento ( se ci sarà ) alla prossima visita si brinda, non pensate quindi a farvi visitare quella sera dal dottor Laghetti, ma unitevi a noi, per una volta si va dal dentista per stare allegri e bere in compagnia.
Stamattina quattro ore di file burocratiche in ospedale con visita del chirurgo della mano, “ tutto benino “ gli assicura il giovane dottore che sbenda , taglia, tocca, disinfetta e ribenda, mentre parla dei suoi sogni di batterista mancato, avendo la sfortuna di provenire da una famiglia da tre generazioni nella professione medica.
Ma non si vuol parlare del dolore della fasciatura, sono sciocchezze, soprattutto dopo che il buon dottor Laghetti ha elencato vari casi di cecità, tumori, necrosi mascellari, insomma l’usuale suo repertorio di conversazione per tenere allegri i suoi pazienti.
Il fatto è che questi trapani moderni,ultraveloci ( non ho capito, forse 3000 giri al secondo ) spruzzano una quantità incredibile di acqua gelida per raffreddare le punte.
Il povero nonno Talpone, nonostante la presenza di ben due tubetti di aspirazione, ne ha degluttita una quantità pari a quella che normalmente gli spetta quando nuota in piscina.
Giustamente si è lamentato con il suo dentista, che si è giustificato affermando che l’acqua di Milano è buona e salutare, secondo il nostro sindaco.
Ma una ventina di punture di anestetico non hanno tarpato il cervellino del buon Talpone che ha proposto “ Perché non spruzzare per raffreddamento dell’ottimo vino bianco fresco ?”
Si è discusso sulle varietà dei vini utilizzabili, trovando un compromesso sul Tokai, quello veneto naturalmente, come quello della cantina di Talpone.
In sintesi: dopo l’intervento ( se ci sarà ) alla prossima visita si brinda, non pensate quindi a farvi visitare quella sera dal dottor Laghetti, ma unitevi a noi, per una volta si va dal dentista per stare allegri e bere in compagnia.
Wednesday, 2 November 2011
UNA RETTIFICA
L’avvocato Affanno, avvocato della Confederazione Maiali Italiani, anche nella sua qualità di rappresentante legale anche dei cinghiali dell’Alta Val Nerina, con la presente intima la pubblicazione della seguente doverosa rettifica, in relazione al contenuto dell’articolo pubblicato il 16 ottobre u.s. nel blog di Nonno Talpone.
A tutela dell’onorabilità dei suoi assistiti, si precisa quanto segue.
- I Cinghiali in questione non possono essere chiamati “predatori “ della proprietà privata o pubblica. Loro infatti esercitano i loro diritti di acquisizione, più o meno palese, in quanto rappresentanti del popolo regolarmente eletti con voto democratico.
- I tentativi di intimidazione esercitati dal soprarichiamato Talpone, per cercare di evitare la disponibilità delle proprie noci, nocciole o di qualsiasi oggetto di valore, saranno perseguiti secondo quanto previsto dal codice, nel caso non vi siano norme utilizzabili in proposito, la Confederazione dei Maiali approverà leggi “ ad hoc “ con apposti decreti.
Si intima pertanto di pubblicare, con opportuna evidenza, le precisazioni suesposte.
Resta il fatto che sono i maiali che comandano, al massimo voi li potete votare.
Se mancheranno dei voti, noi ce li potremo in ogni caso comprare.
Sic transit gloria mundi.
A tutela dell’onorabilità dei suoi assistiti, si precisa quanto segue.
- I Cinghiali in questione non possono essere chiamati “predatori “ della proprietà privata o pubblica. Loro infatti esercitano i loro diritti di acquisizione, più o meno palese, in quanto rappresentanti del popolo regolarmente eletti con voto democratico.
- I tentativi di intimidazione esercitati dal soprarichiamato Talpone, per cercare di evitare la disponibilità delle proprie noci, nocciole o di qualsiasi oggetto di valore, saranno perseguiti secondo quanto previsto dal codice, nel caso non vi siano norme utilizzabili in proposito, la Confederazione dei Maiali approverà leggi “ ad hoc “ con apposti decreti.
Si intima pertanto di pubblicare, con opportuna evidenza, le precisazioni suesposte.
Resta il fatto che sono i maiali che comandano, al massimo voi li potete votare.
Se mancheranno dei voti, noi ce li potremo in ogni caso comprare.
Sic transit gloria mundi.
Sunday, 30 October 2011
CICLISTI URBANI
I pedoni a Milano hanno vita dura, sulle strisce pedonali vengono stirati da camion e auto un giorno no e due sì, sui marciapiedi, se non c’è l’auto parcheggiata dal cretino che occupa tutto lo spazio e ti costringe a scendere a tuo pericolo sulla strada, trovi il ciclista frettoloso e prepotente, se va bene scampanella, altrimenti ti tallona e tira moccoli.
Agli incroci semaforici il segnale rosso è un optional, sembra che ora costruiscono bici senza freni, il ciclista deve andare sempre avanti, scansando l’auto ma dando addosso al pedone.
Nonno Talpone, che gira con la zampa fasciata e appesa al collo con un foulard rosso carminio rivoluzionario, lo sta sperimentando in questi giorni.
A dire il vero sulle strisce pedonali ora le cose vanno meglio, a parte le giovani guidatrici gli altri mostrano più comprensione, le cicliste invece, passando con il rosso, l’hanno urtato due volte, seppur chiedendo scusa a mezza bocca.
Preciso che nonno Talpone è ciclista dalla tenera età, possiede circa sette o otto bici, residui del promettente avvocato, “ Papà, tienila, non funziona, me ne compro un’altra bellissima “.
Non è quindi uno sfogo anti-ciclisti il suo, solo anti-maleducazione.
Sempre parlando di ciclisti, racconto ora un fatto appena accaduto.
Una giovane mamma, alta, esile, stava camminando sul marciapiede, ostentando maestosamente il suo pancione di otto mesi, quando si è vista venire incontro a tutta velocità un giovane in bicicletta, che sembrava puntare direttamente su di lei.
Si è gettata subito a lato, appoggiandosi ad un’auto in sosta per scansarlo.
Il ciclista ha afferrato la sua borsetta per scipparla, ma la fragile mammina ha messo il piede tra la ruota posteriore e quello ha fatto un volo, schiantandosi a terra.
Lei, inferocita, ha cominciato a prenderlo a calci, con la furia dovuta allo choc subito.
Nessuno dei passanti è intervenuto per aiutarla.
Solo dopo poco un signore si è fermato accanto e ha chiamato l’autoambulanza.
Sbagliato, assicura Talpone, doveva invece continuare lui a dare mazzate e chiamare i carabinieri.
In fondo qualche benefico calcio fa meno male di una dose di eroina.
P.S. Devo avvisare che nonno Talpone da ieri ha testardamente deciso di smettere con gli antidolorifici, quindi è particolarmente rabbioso.
P.P.S. Avviso di pericolo per gli scippatori :
Le mammine incinte possono essere pericolose e letali.
Gli anziani possono mordere, lasciandovi eventualmente come ricordo al collo o alle orecchie non solo delle lacerazioni, ma anche protesi e dentiere come ricordo !
Agli incroci semaforici il segnale rosso è un optional, sembra che ora costruiscono bici senza freni, il ciclista deve andare sempre avanti, scansando l’auto ma dando addosso al pedone.
Nonno Talpone, che gira con la zampa fasciata e appesa al collo con un foulard rosso carminio rivoluzionario, lo sta sperimentando in questi giorni.
A dire il vero sulle strisce pedonali ora le cose vanno meglio, a parte le giovani guidatrici gli altri mostrano più comprensione, le cicliste invece, passando con il rosso, l’hanno urtato due volte, seppur chiedendo scusa a mezza bocca.
Preciso che nonno Talpone è ciclista dalla tenera età, possiede circa sette o otto bici, residui del promettente avvocato, “ Papà, tienila, non funziona, me ne compro un’altra bellissima “.
Non è quindi uno sfogo anti-ciclisti il suo, solo anti-maleducazione.
Sempre parlando di ciclisti, racconto ora un fatto appena accaduto.
Una giovane mamma, alta, esile, stava camminando sul marciapiede, ostentando maestosamente il suo pancione di otto mesi, quando si è vista venire incontro a tutta velocità un giovane in bicicletta, che sembrava puntare direttamente su di lei.
Si è gettata subito a lato, appoggiandosi ad un’auto in sosta per scansarlo.
Il ciclista ha afferrato la sua borsetta per scipparla, ma la fragile mammina ha messo il piede tra la ruota posteriore e quello ha fatto un volo, schiantandosi a terra.
Lei, inferocita, ha cominciato a prenderlo a calci, con la furia dovuta allo choc subito.
Nessuno dei passanti è intervenuto per aiutarla.
Solo dopo poco un signore si è fermato accanto e ha chiamato l’autoambulanza.
Sbagliato, assicura Talpone, doveva invece continuare lui a dare mazzate e chiamare i carabinieri.
In fondo qualche benefico calcio fa meno male di una dose di eroina.
P.S. Devo avvisare che nonno Talpone da ieri ha testardamente deciso di smettere con gli antidolorifici, quindi è particolarmente rabbioso.
P.P.S. Avviso di pericolo per gli scippatori :
Le mammine incinte possono essere pericolose e letali.
Gli anziani possono mordere, lasciandovi eventualmente come ricordo al collo o alle orecchie non solo delle lacerazioni, ma anche protesi e dentiere come ricordo !
Thursday, 27 October 2011
FUTURE PICCOLE GIOIE
Dal diario di nonno Talpone.
“ Difficile ricominciare quando ti senti fragile, incapace, demotivato, quando insomma qualcosa ti rode dentro.
Sei arrabbiato con te stesso, che è successo mai ?
Un piccolo incidente di percorso, in fondo è stata una frattura multipla ad una parte terminale di un arto, si rimedia nel tempo, ancora un mese di immobilità, poi dovresti tornare come prima.
Pensa a quelli che hanno ben altre invalidità, a quelli con malattie gravi o mortali.
Forza sciocco ragazzo, non piagnucolare su te stesso.
Ma in fondo forse tu non ti stai solo commiserando, senti dolori diffusi, che alla sera si fanno più acuti e allora assumi degli antidolorifici per dormire, hai problemi ai denti, allo stomaco, ai piedi, ma sono piccole cose.
Cos’è allora ?
Difficile rispondere, probabilmente è la consapevolezza della propria fragilità, la rottura di quella autostima che ti permetteva di sentirti in forze, capace di muoverti e agire come a vent’anni, anche se ne avevi cinquanta di troppo.
Non ti facevi troppe illusioni, è vero, riuscivi a ironizzare su te stesso, per avere un appiglio e salvarti, ma in fondo potevi fare di tutto: correre, sollevare pesi, salire quattro rampe di scale senza ansimare, essere assolutamente autosufficiente.
Ora è bastata una sciocca caduta e ti rendi conto, anche per la continua frequenza di ospedali, che la tua e la nostra è un’illusione, siamo esseri fragili e umili, in ogni momento tutto può diventare complesso, difficile o impossibile.
Certo, si può e si deve reagire, anche con piccole cose, con trucchetti semplici, te rendi conto benissimo, ma dentro, laggiù in fondo, seminascosta, ti rimane una piccola crepa, un memento consapevole della tua e della nostra debolezza di esseri viventi.
Per fortuna il dono dato all’uomo è la capacità di dimenticare inconsciamente le esperienze spiacevoli, quindi avanti con le tue e le nostre piccole illusioni e le future piccole gioie.”
“ Difficile ricominciare quando ti senti fragile, incapace, demotivato, quando insomma qualcosa ti rode dentro.
Sei arrabbiato con te stesso, che è successo mai ?
Un piccolo incidente di percorso, in fondo è stata una frattura multipla ad una parte terminale di un arto, si rimedia nel tempo, ancora un mese di immobilità, poi dovresti tornare come prima.
Pensa a quelli che hanno ben altre invalidità, a quelli con malattie gravi o mortali.
Forza sciocco ragazzo, non piagnucolare su te stesso.
Ma in fondo forse tu non ti stai solo commiserando, senti dolori diffusi, che alla sera si fanno più acuti e allora assumi degli antidolorifici per dormire, hai problemi ai denti, allo stomaco, ai piedi, ma sono piccole cose.
Cos’è allora ?
Difficile rispondere, probabilmente è la consapevolezza della propria fragilità, la rottura di quella autostima che ti permetteva di sentirti in forze, capace di muoverti e agire come a vent’anni, anche se ne avevi cinquanta di troppo.
Non ti facevi troppe illusioni, è vero, riuscivi a ironizzare su te stesso, per avere un appiglio e salvarti, ma in fondo potevi fare di tutto: correre, sollevare pesi, salire quattro rampe di scale senza ansimare, essere assolutamente autosufficiente.
Ora è bastata una sciocca caduta e ti rendi conto, anche per la continua frequenza di ospedali, che la tua e la nostra è un’illusione, siamo esseri fragili e umili, in ogni momento tutto può diventare complesso, difficile o impossibile.
Certo, si può e si deve reagire, anche con piccole cose, con trucchetti semplici, te rendi conto benissimo, ma dentro, laggiù in fondo, seminascosta, ti rimane una piccola crepa, un memento consapevole della tua e della nostra debolezza di esseri viventi.
Per fortuna il dono dato all’uomo è la capacità di dimenticare inconsciamente le esperienze spiacevoli, quindi avanti con le tue e le nostre piccole illusioni e le future piccole gioie.”
Wednesday, 26 October 2011
PIRATA FIFONE
Hanno da poco telefonato a nonno Talpone che domani lo ricoverano e lo operano in day hospital.
Sono tre giorni che la sua Istrice è in Sardegna per lezioni e conferenze.
La casa gli sembra buia e vuota.
I “goccetti “ non servono per niente.
Sarà cretino, ma lui ha un po’ paura.
Oggi pomeriggio ha ritirato i nipotini all’asilo.
Sono stati gentilissimi e premurosi con lui, chiedendo lievemente preoccupati cosa avesse alla mano.
“ Niente, devo fare un trapianto di un uncino “
A casa loro ha preparato biscotti, succo d’arancia, toast con la marmellata di limone, opera d’arte di nonna Papera.
Ha letto un paio di volte il libro dei pirati, poi ognuno ha disegnato e colorato diverse mappe del tesoro nascosto in un’isola dei Caraibi.
Lo Scoiattolino gli ha confidato che con il suo amico del cuore, l’ingegnoso Hobbit M, stanno da tempo progettando una fuga dall’asilo per cercare un tesoro e diventare ricchissimi.
Purtroppo non li fanno uscire dall’edificio ( per fortuna !).
Nonno Talpone ha chiesto di essere arruolato nella loro ciurma in qualità di cambusiere, sempre disponibile a preparare panini, fette con la marmellata, caramelle e a servire calici di coca cola decaffeinata e rum.
E’ stato assoldato con giuramento solenne.
Lui si fida dei suoi capitani, domani avrà un pochino meno paura.
Non ha da vergognarsene, in fondo lui è solo il pirata cambusiere fifone.
Sono tre giorni che la sua Istrice è in Sardegna per lezioni e conferenze.
La casa gli sembra buia e vuota.
I “goccetti “ non servono per niente.
Sarà cretino, ma lui ha un po’ paura.
Oggi pomeriggio ha ritirato i nipotini all’asilo.
Sono stati gentilissimi e premurosi con lui, chiedendo lievemente preoccupati cosa avesse alla mano.
“ Niente, devo fare un trapianto di un uncino “
A casa loro ha preparato biscotti, succo d’arancia, toast con la marmellata di limone, opera d’arte di nonna Papera.
Ha letto un paio di volte il libro dei pirati, poi ognuno ha disegnato e colorato diverse mappe del tesoro nascosto in un’isola dei Caraibi.
Lo Scoiattolino gli ha confidato che con il suo amico del cuore, l’ingegnoso Hobbit M, stanno da tempo progettando una fuga dall’asilo per cercare un tesoro e diventare ricchissimi.
Purtroppo non li fanno uscire dall’edificio ( per fortuna !).
Nonno Talpone ha chiesto di essere arruolato nella loro ciurma in qualità di cambusiere, sempre disponibile a preparare panini, fette con la marmellata, caramelle e a servire calici di coca cola decaffeinata e rum.
E’ stato assoldato con giuramento solenne.
Lui si fida dei suoi capitani, domani avrà un pochino meno paura.
Non ha da vergognarsene, in fondo lui è solo il pirata cambusiere fifone.
Tuesday, 25 October 2011
SENZA ARTIGLIO
Si ricomincia tutto daccapo.
Stamattina nonno Talpone ha fatto le sue cinque ore di attesa in un altro ospedale, abitudine divenuta quasi giornaliera, per far esaminare la sua mano ingessata da un chirurgo ortopedico.
La diagnosi è disperante: la frattura multipla scomposta non si è saldata bene, è necessario rompere tutto e intervenire chirurgicamente all’interno della mano con tubicini, spero di metallo.
Non è tanto per il dolore, oso pensare che useranno l’anestesia locale, ma la conseguenza è che si prospettano ulteriori trenta giorni di immobilità dell’arto, che impediscono al buon Talpone di andare al corso di nuoto libero e in palestra ( quella della terza e quarta età ), ambedue già pagate, lasciandolo ozioso e corrucciato a brontolare dentro la sua tana.
I soliti maligni d’oltremanica osserveranno che questa era la sua speranza segreta, quella di oziare, brontolare e non fare attività sportiva.
Sbagliano grossolanamente, non c’è come non poter fare una cosa, che questa diventa vogliosamente desiderabile.
Come non bastasse, il giovane chirurgo ha tolto il tutore di ferro dalla mano e fatto ridurre la fasciatura, vista la prossima operazione e lo stato scomposto della frattura.
Timidamente nonno Talpone ha chiesto se era possibile rimettergli il supporto metallico, magari accentuandone l’estremità ad uncino, tanto per far contenti i suoi nipotini quando giocano a Peter Pan e Capitan Uncino.
Il giovane chirurgo, evidentemente non ancora padre di famiglia, l’ha guardato stupito e gli ha chiesto se per caso soffrisse anche di mal di testa o di lievi allucinazioni, consigliando una visita dal neurologo psichiatra dell’ospedale.
Talpone allora ha sorriso di compatimento, poverino, non conosceva ancora i godimenti dei fantastici giochi che si possono improvvisare con i bambini.
Stamattina nonno Talpone ha fatto le sue cinque ore di attesa in un altro ospedale, abitudine divenuta quasi giornaliera, per far esaminare la sua mano ingessata da un chirurgo ortopedico.
La diagnosi è disperante: la frattura multipla scomposta non si è saldata bene, è necessario rompere tutto e intervenire chirurgicamente all’interno della mano con tubicini, spero di metallo.
Non è tanto per il dolore, oso pensare che useranno l’anestesia locale, ma la conseguenza è che si prospettano ulteriori trenta giorni di immobilità dell’arto, che impediscono al buon Talpone di andare al corso di nuoto libero e in palestra ( quella della terza e quarta età ), ambedue già pagate, lasciandolo ozioso e corrucciato a brontolare dentro la sua tana.
I soliti maligni d’oltremanica osserveranno che questa era la sua speranza segreta, quella di oziare, brontolare e non fare attività sportiva.
Sbagliano grossolanamente, non c’è come non poter fare una cosa, che questa diventa vogliosamente desiderabile.
Come non bastasse, il giovane chirurgo ha tolto il tutore di ferro dalla mano e fatto ridurre la fasciatura, vista la prossima operazione e lo stato scomposto della frattura.
Timidamente nonno Talpone ha chiesto se era possibile rimettergli il supporto metallico, magari accentuandone l’estremità ad uncino, tanto per far contenti i suoi nipotini quando giocano a Peter Pan e Capitan Uncino.
Il giovane chirurgo, evidentemente non ancora padre di famiglia, l’ha guardato stupito e gli ha chiesto se per caso soffrisse anche di mal di testa o di lievi allucinazioni, consigliando una visita dal neurologo psichiatra dell’ospedale.
Talpone allora ha sorriso di compatimento, poverino, non conosceva ancora i godimenti dei fantastici giochi che si possono improvvisare con i bambini.
Monday, 24 October 2011
DOMENICA DI FESTA
La mano fasciata gli duole ancora, i denti sono un sottofondo di tormento, però nonno Talpone ha vissuto un bellissimo fine settimana.
Il nipote Scoiattolino ha finalmente avuto il permesso dei genitori di potersi fermare a dormire dai nonni, con sua e nostra grande felicità.
Spiace per il fratellino Piovra, impegnato in una festa con le sue amichette, quelle che amano spupazzarselo come un bambolotto, il prossimo turno sarà il suo.
Nonna Papera ( versione melensa per i nipotini della famigerata Istrice Prussiana ), come al solito, uscita da un convegno, ha svuotato il supermercato, preparato e cotto pietanze bastanti ad un condominio, coinvolto il piccolo nei segreti della cucina umbra e finalmente a fine serata ha diviso innumerevoli storie e lettone con lui.
Nonno Talpone era in seconda fila, dormendo nel lettuccio degli ospiti, ma poi al mattino è stato invitato in esclusiva a partecipare al gioco del papà che va al lavoro in ufficio, telefona, scrive istanze, resoconti, memorie, con una dovuta serietà e partecipazione.
Finalmente terminato il gioco-lavoro a tarda mattinata sono usciti insieme per acquistare i giornali e i giochini all’edicola davanti casa.
Con gioiosa determinazione hanno fatto le gare di corsa ( non so come, vince sempre il piccolo, accidenti !), saltato sulle lastre bianche e marroni del piazzale, senza mai toccare le giunzioni.
Forse qualcuno avrà deriso il nonno spilungone, con il braccio avvolto nella fascia rossa al collo, che saltellava e faceva giravolte insieme al suo Scoiattolino.
Vi assicuro, che felicità !
Altro che Serenase, Aulin e grappini, Talpone era pronto anche a fare le capriole se glielo avessero chiesto.
Il nipote Scoiattolino ha finalmente avuto il permesso dei genitori di potersi fermare a dormire dai nonni, con sua e nostra grande felicità.
Spiace per il fratellino Piovra, impegnato in una festa con le sue amichette, quelle che amano spupazzarselo come un bambolotto, il prossimo turno sarà il suo.
Nonna Papera ( versione melensa per i nipotini della famigerata Istrice Prussiana ), come al solito, uscita da un convegno, ha svuotato il supermercato, preparato e cotto pietanze bastanti ad un condominio, coinvolto il piccolo nei segreti della cucina umbra e finalmente a fine serata ha diviso innumerevoli storie e lettone con lui.
Nonno Talpone era in seconda fila, dormendo nel lettuccio degli ospiti, ma poi al mattino è stato invitato in esclusiva a partecipare al gioco del papà che va al lavoro in ufficio, telefona, scrive istanze, resoconti, memorie, con una dovuta serietà e partecipazione.
Finalmente terminato il gioco-lavoro a tarda mattinata sono usciti insieme per acquistare i giornali e i giochini all’edicola davanti casa.
Con gioiosa determinazione hanno fatto le gare di corsa ( non so come, vince sempre il piccolo, accidenti !), saltato sulle lastre bianche e marroni del piazzale, senza mai toccare le giunzioni.
Forse qualcuno avrà deriso il nonno spilungone, con il braccio avvolto nella fascia rossa al collo, che saltellava e faceva giravolte insieme al suo Scoiattolino.
Vi assicuro, che felicità !
Altro che Serenase, Aulin e grappini, Talpone era pronto anche a fare le capriole se glielo avessero chiesto.
Friday, 21 October 2011
scusate
mi scuso con i miei pochi fedeli lettori, ieri mi hanno operato alla mano, ho parecchio dolore, non mi hanno dato antidolorifici, prendo della tachipirina, sogno una canna tipo avana, non ce la faccio a scrivere per qualche giorno, grazie e scusate nonno talpone
Wednesday, 19 October 2011
UOMINI E ANIMALI
Nonostante la mano sinistra fasciata e steccata, nonno Talpone tre giorni fa è ritornato dall’Umbria trascinando dal treno un pesante valigia a rotelle, ripiena di mele cotogne, noci e nocciole.
Viaggiando in ferrovia il rituale trasloco si riduce necessariamente ad un solo bagaglio, oltre al solito zaino di computer e telefonini, inoltre si ha il vantaggio di un solo collo da trascinare su per le scale, oltre alla possibilità di leggere, conversare o dormire nel vagone ferroviario.
Una persona ragionevole magari si chiederebbe perché trasportare 17 chili di frutta, quando se ne può comperare un chilo o due alla volta nel supermercato sotto casa.
Ma non sarebbero le sue, le sue di lui, quelle amorevolmente raccolte una ad una dalle sue piante, laggiù in fondo al campo della sua casetta umbra.
Noci e nocciole che scoiattoli e cinghiali gli contendono, oggetto di una recente disputa feroce.
Se avete pazienza nonno Talpone vi racconterà come si svolsero i fatti.
In fondo alla discesa del suo campo trent’anni fa lui aveva messo a dimora due piantine di noci e molte “ fruste “ di noccioli per creare una siepe verde verso la strada.
Con gli anni gli alberelli sono cresciuti e hanno dato frutti sempre più abbondanti.
Sono comparsi però anche i predatori : prima i graziosi ma voracissimi scoiattoli, poi i cinghiali a divorare noci e nocciole, lasciando Talpone con un palmo di naso e tanti gusci spezzati sul terreno.
Lui allora cercò di patteggiare almeno un’equa divisione dei frutti, ma senza alcun risultato.
Ma gli iniziali due gatti randagi che passavano per il suo campo, nutriti amorevolmente con abbondanti piatti di tagliatelle all’uovo, croccantini, carne e latte, decisero di fermarsi più a lungo, invitando parenti ed amici e creando una fiorente colonia di felini semiselvatici.
Ne hanno fatto le spese ramarri, lucertole, topi campagnoli, serpi e qualche incauto scoiattolo.
Per i cinghiali invece, una solida recinzione di cemento e rete di ferro, nonché qualche colpo a salve di notte ha risolto il problema delle loro razzie.
Negli ultimi anni nonno Talpone ha avuto raccolte sempre più abbondanti, ma le lamentele della controparte dei predatori non si potevano più contenere.
Minacciavano di rivolgersi alle associazioni animaliste locali, pertanto fu necessario avere una serie di incontri, trattative e compromessi per trovare una soluzione accettabile.
Fu deciso che nonno Talpone a fine settembre avrebbe raccolto un terzo dei frutti, poi con un breve trillo del fischietto da arbitro dei nipotini avrebbe dato via libera alla raccolta invernale degli scoiattoli, avendo ammansito i felini con una tripla dose di tagliatelle al ragù e fegatini.
Un paio di sere seguenti avrebbe lasciato aperta il cancello di ferro e con tre lunghi trilli di fischietto avrebbe invitato a banchetto i cinghiali, lasciando sul terreno anche due bacili pieni di ghiande.
Negli ultimi due anni l’accordo ha funzionato abbastanza bene, tutti erano soddisfatti, anzi molte noci rosicchiate, che si erano interrate, hanno fatto crescere dei teneri alberelli di noce, con grande gioia di nonno Talpone.
Quest’anno invece, durante una visita serale della nipotina, lei aveva purtroppo scoperto il fischietto e si era divertita ad usarlo con vari trilli, lunghi, corti, ripetuti e assordanti.
Troppo tardivo è stato l’ intervento del povero Talpone,che implorava di smettere, ormai i segnali ingannatori erano stati lanciati.
Giunsero di corsa gli scoiattoli per il banchetto, ma così pure i gatti cacciatori, infine anche la famigliola dei cinghiali.
Strilli, gemiti, lotte, fughe e striduli versi di rabbia e di morte.
Dovette intervenire con urla, torcia e la scacciacani anche nonno Talpone, su cui ricadde ovviamente la colpa del fattaccio.
Ormai l’accordo faticosamente raggiunto era rotto, tutti si incolpavano di tradimento, la bambina non la si poteva certo accusare di aver giocato con un fischietto.
Talpone è quindi ripartito con la sua scorta invernale, lasciando che la natura, con le sue leggi di astuzia e di prudenza, di prepotenza e di rassegnazione faccia il suo corso.
Ma non bisogna disperare, durante l’inverno, al suo ritorno, nonno Talpone riprenderà i contatti con gli animali, gesticolerà, sussurrerà, porterà regali a tutti.
Forse avremo un nuovo accordo ragionevole, gli animali non portano rancore e sono, nella loro natura, semplici e di buonsenso.
Non sono certo come gli uomini.
Viaggiando in ferrovia il rituale trasloco si riduce necessariamente ad un solo bagaglio, oltre al solito zaino di computer e telefonini, inoltre si ha il vantaggio di un solo collo da trascinare su per le scale, oltre alla possibilità di leggere, conversare o dormire nel vagone ferroviario.
Una persona ragionevole magari si chiederebbe perché trasportare 17 chili di frutta, quando se ne può comperare un chilo o due alla volta nel supermercato sotto casa.
Ma non sarebbero le sue, le sue di lui, quelle amorevolmente raccolte una ad una dalle sue piante, laggiù in fondo al campo della sua casetta umbra.
Noci e nocciole che scoiattoli e cinghiali gli contendono, oggetto di una recente disputa feroce.
Se avete pazienza nonno Talpone vi racconterà come si svolsero i fatti.
In fondo alla discesa del suo campo trent’anni fa lui aveva messo a dimora due piantine di noci e molte “ fruste “ di noccioli per creare una siepe verde verso la strada.
Con gli anni gli alberelli sono cresciuti e hanno dato frutti sempre più abbondanti.
Sono comparsi però anche i predatori : prima i graziosi ma voracissimi scoiattoli, poi i cinghiali a divorare noci e nocciole, lasciando Talpone con un palmo di naso e tanti gusci spezzati sul terreno.
Lui allora cercò di patteggiare almeno un’equa divisione dei frutti, ma senza alcun risultato.
Ma gli iniziali due gatti randagi che passavano per il suo campo, nutriti amorevolmente con abbondanti piatti di tagliatelle all’uovo, croccantini, carne e latte, decisero di fermarsi più a lungo, invitando parenti ed amici e creando una fiorente colonia di felini semiselvatici.
Ne hanno fatto le spese ramarri, lucertole, topi campagnoli, serpi e qualche incauto scoiattolo.
Per i cinghiali invece, una solida recinzione di cemento e rete di ferro, nonché qualche colpo a salve di notte ha risolto il problema delle loro razzie.
Negli ultimi anni nonno Talpone ha avuto raccolte sempre più abbondanti, ma le lamentele della controparte dei predatori non si potevano più contenere.
Minacciavano di rivolgersi alle associazioni animaliste locali, pertanto fu necessario avere una serie di incontri, trattative e compromessi per trovare una soluzione accettabile.
Fu deciso che nonno Talpone a fine settembre avrebbe raccolto un terzo dei frutti, poi con un breve trillo del fischietto da arbitro dei nipotini avrebbe dato via libera alla raccolta invernale degli scoiattoli, avendo ammansito i felini con una tripla dose di tagliatelle al ragù e fegatini.
Un paio di sere seguenti avrebbe lasciato aperta il cancello di ferro e con tre lunghi trilli di fischietto avrebbe invitato a banchetto i cinghiali, lasciando sul terreno anche due bacili pieni di ghiande.
Negli ultimi due anni l’accordo ha funzionato abbastanza bene, tutti erano soddisfatti, anzi molte noci rosicchiate, che si erano interrate, hanno fatto crescere dei teneri alberelli di noce, con grande gioia di nonno Talpone.
Quest’anno invece, durante una visita serale della nipotina, lei aveva purtroppo scoperto il fischietto e si era divertita ad usarlo con vari trilli, lunghi, corti, ripetuti e assordanti.
Troppo tardivo è stato l’ intervento del povero Talpone,che implorava di smettere, ormai i segnali ingannatori erano stati lanciati.
Giunsero di corsa gli scoiattoli per il banchetto, ma così pure i gatti cacciatori, infine anche la famigliola dei cinghiali.
Strilli, gemiti, lotte, fughe e striduli versi di rabbia e di morte.
Dovette intervenire con urla, torcia e la scacciacani anche nonno Talpone, su cui ricadde ovviamente la colpa del fattaccio.
Ormai l’accordo faticosamente raggiunto era rotto, tutti si incolpavano di tradimento, la bambina non la si poteva certo accusare di aver giocato con un fischietto.
Talpone è quindi ripartito con la sua scorta invernale, lasciando che la natura, con le sue leggi di astuzia e di prudenza, di prepotenza e di rassegnazione faccia il suo corso.
Ma non bisogna disperare, durante l’inverno, al suo ritorno, nonno Talpone riprenderà i contatti con gli animali, gesticolerà, sussurrerà, porterà regali a tutti.
Forse avremo un nuovo accordo ragionevole, gli animali non portano rancore e sono, nella loro natura, semplici e di buonsenso.
Non sono certo come gli uomini.
Tuesday, 18 October 2011
TALLONITE
Nonno Talpone è un giovane settantenne sanissimo e sportivo, come dicono sugli annunci matrimoniali, soffre, meglio gode, di qualche piccolo disturbo, come tutti d’altronde, in particolare : una tallonite dovuta al suo passo di marcia frenetico e marziale, una mascella con seri problemi dentari, un testone che va a sbattere su qualsiasi cosa superi il metro e ottanta, infine una strisciante, insidiosa, congenita depressione.
Per le testate niente da fare : o andare in giro con un solido elmetto da cantiere( ne ha due, che sfortunatamente dimentica sempre di usare ) o rassegnarsi alle zuccate, che hanno un benefico effetto umoristico sulla adorata moglie Istrice Prussiana, facendola piegare dalle risate.
Le visite e cure mediche per i denti forse servono come punto d’incontro e di conversazione, sia pure a caro prezzo, con lo spassoso dentista veneto dottor Laghetti.
La depressione, se uno ci nasce come in un parto gemellare, cosa farci, ti seguirà fedelmente come un’ombra, ci devi convivere.
Per fortuna la moglie di Talpone è una creatura positiva, gioiosa, affascinante, per essere precisi oggi sono esattamente trentanove anni di matrimonio vissuti insieme, durante i quali lo ha sopportato con un sorriso timido e sornione.
Poi i commenti ricevuti sul suo blog lo ravvivano e lo rialzano di morale più che un grappino, il che non è poco se permettete.
La tallonite invece è un malessre di questi ultimi anni : Nonno Talpone non cammina, lui corre agitato, marcia a spron battuto come se seguisse trombe e tamburi, anche se non deve andare verso una meta precisa, segna il passo così forte da creare dei duroni callosi molto dolorosi sui talloni, poi sono corse da callisti, podologi, creme, raspe, limette e carte abrasive.
Da quando poi si è invaghito dell’idea della corsa, colpa anche della sua amica Elasti, ne sono più che sicuro, nel slanciarsi lui inciampa e si spiaccica a terra che è un piacere.
Stamani da un ospedale all’altro marciava precipitoso, con il suo braccio fasciato al collo, scansando irritato vecchiette, mamme e ragazzine perse in monologhi cinguettanti al cellulare, scendendo infine di corsa nella metropolitana e per non perdere un treno è quasi rimasto chiuso tra le porte scorrevoli del vagone, per fortuna con il braccio fasciato all’interno della vettura, al sicuro.
Ma perché si corre ?
Più di dieci anni fa nonno Talpone, mentre camminava tranquillo su un marciapiede della sua amata Città Studi, fu fermato da un ragazzone barbuto che gli disse :” Buongiorno,si ricorda di me ? Sono l’amico di suo figlio al tempo delle medie, come si trova in pensione ?”
“ Bene, grazie, più che un pensionato mi considero un rentier, un signorotto che vive di rendita, mi contento di poco, posso finalmente leggere i miei libri tutto il giorno, ho buttato via giacca e cravatta, che libertà ! Ma scusa come fai a sapere che sono andato in pensione ?”
“Semplice, lei è l’unico nella via che procede placido, incuriosito e sorridente, tutti corrono e si affannano a Milano, deve essersi appena ritirato dal lavoro, è ovvio”
Acuto osservatore quel ragazzo, ma allora perché adesso marcio anch’io così frenetico, dove vogliamo arrivare tutti noi così agitati ?
Forse perchè anche lui corre dietro alla giovinezza e come tanti folli la inseguiamo testardi e affannati.
“Dove è andata, scusi l’ha vista, mi dica ?”
“ Più avanti, ha appena girato l’angolo di un anno, se si affretta forse può raggiungerla “
E via di corsa, svoltiamo nella via, un altro anno ancora è passato, ma lei è già più lontana, una visione fugace, un’altra corsa ancora, forse, chissà, un altro sforzo …
Quando poi ad uno sportello della Posta o del Pronto Soccorso Nono Talpone trova una signora di quaranta/cinquant’anni che gli dice sospirando :” Beato lei che è in pensione !”
Lui invariabilmente risponde :”Va bene, facciamo cambio, io le do la mia pensione e anche la liquidazione per giunta, lei mi rifili i suoi anni e il lavoro da fare !”
Chissà perché nessuno accetta la sua proposta di scambio, una smorfietta e poi : “ Avanti un altro !”
Per le testate niente da fare : o andare in giro con un solido elmetto da cantiere( ne ha due, che sfortunatamente dimentica sempre di usare ) o rassegnarsi alle zuccate, che hanno un benefico effetto umoristico sulla adorata moglie Istrice Prussiana, facendola piegare dalle risate.
Le visite e cure mediche per i denti forse servono come punto d’incontro e di conversazione, sia pure a caro prezzo, con lo spassoso dentista veneto dottor Laghetti.
La depressione, se uno ci nasce come in un parto gemellare, cosa farci, ti seguirà fedelmente come un’ombra, ci devi convivere.
Per fortuna la moglie di Talpone è una creatura positiva, gioiosa, affascinante, per essere precisi oggi sono esattamente trentanove anni di matrimonio vissuti insieme, durante i quali lo ha sopportato con un sorriso timido e sornione.
Poi i commenti ricevuti sul suo blog lo ravvivano e lo rialzano di morale più che un grappino, il che non è poco se permettete.
La tallonite invece è un malessre di questi ultimi anni : Nonno Talpone non cammina, lui corre agitato, marcia a spron battuto come se seguisse trombe e tamburi, anche se non deve andare verso una meta precisa, segna il passo così forte da creare dei duroni callosi molto dolorosi sui talloni, poi sono corse da callisti, podologi, creme, raspe, limette e carte abrasive.
Da quando poi si è invaghito dell’idea della corsa, colpa anche della sua amica Elasti, ne sono più che sicuro, nel slanciarsi lui inciampa e si spiaccica a terra che è un piacere.
Stamani da un ospedale all’altro marciava precipitoso, con il suo braccio fasciato al collo, scansando irritato vecchiette, mamme e ragazzine perse in monologhi cinguettanti al cellulare, scendendo infine di corsa nella metropolitana e per non perdere un treno è quasi rimasto chiuso tra le porte scorrevoli del vagone, per fortuna con il braccio fasciato all’interno della vettura, al sicuro.
Ma perché si corre ?
Più di dieci anni fa nonno Talpone, mentre camminava tranquillo su un marciapiede della sua amata Città Studi, fu fermato da un ragazzone barbuto che gli disse :” Buongiorno,si ricorda di me ? Sono l’amico di suo figlio al tempo delle medie, come si trova in pensione ?”
“ Bene, grazie, più che un pensionato mi considero un rentier, un signorotto che vive di rendita, mi contento di poco, posso finalmente leggere i miei libri tutto il giorno, ho buttato via giacca e cravatta, che libertà ! Ma scusa come fai a sapere che sono andato in pensione ?”
“Semplice, lei è l’unico nella via che procede placido, incuriosito e sorridente, tutti corrono e si affannano a Milano, deve essersi appena ritirato dal lavoro, è ovvio”
Acuto osservatore quel ragazzo, ma allora perché adesso marcio anch’io così frenetico, dove vogliamo arrivare tutti noi così agitati ?
Forse perchè anche lui corre dietro alla giovinezza e come tanti folli la inseguiamo testardi e affannati.
“Dove è andata, scusi l’ha vista, mi dica ?”
“ Più avanti, ha appena girato l’angolo di un anno, se si affretta forse può raggiungerla “
E via di corsa, svoltiamo nella via, un altro anno ancora è passato, ma lei è già più lontana, una visione fugace, un’altra corsa ancora, forse, chissà, un altro sforzo …
Quando poi ad uno sportello della Posta o del Pronto Soccorso Nono Talpone trova una signora di quaranta/cinquant’anni che gli dice sospirando :” Beato lei che è in pensione !”
Lui invariabilmente risponde :”Va bene, facciamo cambio, io le do la mia pensione e anche la liquidazione per giunta, lei mi rifili i suoi anni e il lavoro da fare !”
Chissà perché nessuno accetta la sua proposta di scambio, una smorfietta e poi : “ Avanti un altro !”
Monday, 17 October 2011
UN SUPER EROE
Ancora in Umbria per qualche giorno, nonno Talpone può godere i benefici dei commenti di parenti e amici in relazione al suo stato di “artiglio bendato” alla Capitan Uncino.
Le battute e le risate si sprecano.
“ Ma come ti sei messo a correre ? “ (Mi sento un atleta in incognito )
“ Perché cadi sempre ?” ( Non è quasi sempre vero )
“ Alla tua età, credi di essere ancora un giovanotto ?” ( Si, perbacco !)
“ Racconta come ti è successo “ ( L’Istrice festosamente racconta per la centesima volta i fatti, ridendo sempre sino alle lacrime e singhiozzi, si, lei ride così )
Gentili senz’altro, ma intanto nonno Talpone sentiva un il dolore sordo alle gengive, alla mano sinistra e alla testa ( si, va bene, stamane ha battuto contro lo sportellone dell’auto, mentre cercava di estrarre ben cinque piantine di olivo che la moglie gli ha fatto acquistare, per rinfoltire l’oliveto di casa).
Come rimpiange i suoi nipotini, che gli telefonano per sapere quando ritorna a Milano, quelli che quando lo vedono gli chiedono come sta, preoccupati e curiosi, tastano le fasciature, magari giocando al passaggio a livello ( tocca un pulsante e la barra-braccio si alza e si abbassa ), chiedendo sempre di raccontare ancora come sia avvenuto l’incidente.
L’ultima volta lo Scoiattolino di cinque anni, quando ha sentito l’ennesima storia della rincorsa dell’autobus in partenza, ha chiesto:
“ Ma nonno, l’autobus ti è passato sopra ? “
“ No caro, lui stava lasciando la fermata, io lo rincorrevo soltanto “
“ No, no, l’autobus ti deve essere andato sopra, sono sicuro !”
Va bene, se per loro sono sempre nonno Hulk, non posso avere un polso fasciato se perlomeno non vi è passato sopra un intero autobus carico di pendolari.
Le battute e le risate si sprecano.
“ Ma come ti sei messo a correre ? “ (Mi sento un atleta in incognito )
“ Perché cadi sempre ?” ( Non è quasi sempre vero )
“ Alla tua età, credi di essere ancora un giovanotto ?” ( Si, perbacco !)
“ Racconta come ti è successo “ ( L’Istrice festosamente racconta per la centesima volta i fatti, ridendo sempre sino alle lacrime e singhiozzi, si, lei ride così )
Gentili senz’altro, ma intanto nonno Talpone sentiva un il dolore sordo alle gengive, alla mano sinistra e alla testa ( si, va bene, stamane ha battuto contro lo sportellone dell’auto, mentre cercava di estrarre ben cinque piantine di olivo che la moglie gli ha fatto acquistare, per rinfoltire l’oliveto di casa).
Come rimpiange i suoi nipotini, che gli telefonano per sapere quando ritorna a Milano, quelli che quando lo vedono gli chiedono come sta, preoccupati e curiosi, tastano le fasciature, magari giocando al passaggio a livello ( tocca un pulsante e la barra-braccio si alza e si abbassa ), chiedendo sempre di raccontare ancora come sia avvenuto l’incidente.
L’ultima volta lo Scoiattolino di cinque anni, quando ha sentito l’ennesima storia della rincorsa dell’autobus in partenza, ha chiesto:
“ Ma nonno, l’autobus ti è passato sopra ? “
“ No caro, lui stava lasciando la fermata, io lo rincorrevo soltanto “
“ No, no, l’autobus ti deve essere andato sopra, sono sicuro !”
Va bene, se per loro sono sempre nonno Hulk, non posso avere un polso fasciato se perlomeno non vi è passato sopra un intero autobus carico di pendolari.
Sunday, 16 October 2011
NONNO DA RICICLARE
Dopo l’intervento al Pronto Soccorso nonno Talpone ha dovuto anche affrontare l’appuntamento con il suo dentista veneto che, ciacolando ininterrottamente di casi clinici e di malasanità, l’ha intrattenuto per tre ore sul lettino, scavando, strappando, cucendo infine la gengiva della sua mascella inferiore con un lavoro di alta sartoria.
Mano delicata, anche per le circa trenta iniezioni di antidolorifico iniettate, ad ogni trapanata, quando il poveretto si agitava per il male, lo scavatore in mascherina suggeriva mellifuo “ Un altro goccetto ? “
Non di un’ombra de vin si trattava purtroppo, solo un’altra siringa di anestetico.
Ma tutto finisce, anche gli incontri con i dentisti veneti, così nonno Talpone si è avviato lentamente verso la casa del figlio promettente avvocato, con passo assai meno baldanzoso dell’usuale.
Quando è giunto vicino al portone si è sentito un grido della vedetta appostata in alto “ Arriva il nonno ingessato, evviva, arriva !”
Ammirata accoglienza dei due nipotini, grande interesse per la fasciatura ad artiglio della mano sinistra del nonno, tastata, esaminata in dettaglio, scoprendo che conteneva anche una striscia di metallo.
Hanno perfino trovato una protuberanza vicino al polso, probabilmente una legatura interna del tutore, l’hanno creduta un pulsante e hanno iniziato a premerla chiedendo a cosa servisse.
Non potendo deluderli nonno Talpone, al loro tocco, alzava di scatto il braccio sinistro, con la prontezza di una barra del passaggio a livello, interpretazione discreta di un nonno semirobotizzato.
Dopo una quarantina di volte di quella manovra, i nipotini si sono stancati e hanno chiesto se il nonno aveva altri meccanismi nascosti.
Purtroppo il dentista veneto gli aveva negato i denti di acciaio, limitandosi a dei provvisori bianchicci che non interessano nessuno.
Se ne sono andati via delusi, i cerotti sulla gamba e sul braccio destro non erano abbastanza fascinosi.
Nonno Talpone si è quasi rammaricato di non essersi rotto la testa, almeno tutto fasciato poteva giocare con loro alla Mummia Maledetta del faraone Talpone IV.
Girando per la casa il promettente avvocato gli ha casualmente pestato un piede, causando un gemito al vegliardo, al che l’adorato figliuolo ha esclamato:
“ Ma insomma questo nonno ha rotto il braccio, i denti, il piede, basta, bisogna buttarlo via e cambiarlo con uno nuovo !”
Il piccolo di tre anni, la Piovretta, si è subito entusiasmato all’idea ed è corso in cucina dalla mamma Tuttopiede, annunciando trionfante :
“ Nonno buttae via in pattumiea !”
Mano delicata, anche per le circa trenta iniezioni di antidolorifico iniettate, ad ogni trapanata, quando il poveretto si agitava per il male, lo scavatore in mascherina suggeriva mellifuo “ Un altro goccetto ? “
Non di un’ombra de vin si trattava purtroppo, solo un’altra siringa di anestetico.
Ma tutto finisce, anche gli incontri con i dentisti veneti, così nonno Talpone si è avviato lentamente verso la casa del figlio promettente avvocato, con passo assai meno baldanzoso dell’usuale.
Quando è giunto vicino al portone si è sentito un grido della vedetta appostata in alto “ Arriva il nonno ingessato, evviva, arriva !”
Ammirata accoglienza dei due nipotini, grande interesse per la fasciatura ad artiglio della mano sinistra del nonno, tastata, esaminata in dettaglio, scoprendo che conteneva anche una striscia di metallo.
Hanno perfino trovato una protuberanza vicino al polso, probabilmente una legatura interna del tutore, l’hanno creduta un pulsante e hanno iniziato a premerla chiedendo a cosa servisse.
Non potendo deluderli nonno Talpone, al loro tocco, alzava di scatto il braccio sinistro, con la prontezza di una barra del passaggio a livello, interpretazione discreta di un nonno semirobotizzato.
Dopo una quarantina di volte di quella manovra, i nipotini si sono stancati e hanno chiesto se il nonno aveva altri meccanismi nascosti.
Purtroppo il dentista veneto gli aveva negato i denti di acciaio, limitandosi a dei provvisori bianchicci che non interessano nessuno.
Se ne sono andati via delusi, i cerotti sulla gamba e sul braccio destro non erano abbastanza fascinosi.
Nonno Talpone si è quasi rammaricato di non essersi rotto la testa, almeno tutto fasciato poteva giocare con loro alla Mummia Maledetta del faraone Talpone IV.
Girando per la casa il promettente avvocato gli ha casualmente pestato un piede, causando un gemito al vegliardo, al che l’adorato figliuolo ha esclamato:
“ Ma insomma questo nonno ha rotto il braccio, i denti, il piede, basta, bisogna buttarlo via e cambiarlo con uno nuovo !”
Il piccolo di tre anni, la Piovretta, si è subito entusiasmato all’idea ed è corso in cucina dalla mamma Tuttopiede, annunciando trionfante :
“ Nonno buttae via in pattumiea !”
Friday, 14 October 2011
DUBBI FREUDIANI
Il migliore amichetto del nipote Scoiattolino ha recentemente dichiarato alla madre che la sua prospettiva futura di lavoro sarà di fare il ladro o il rapinatore al bancomat.
Idee chiare e precise per un ragazzino sveglio e fantasioso di cinque anni e mezzo.
Nonno Talpone prima ha riso e ha scherzato, facendo le sue solite battute di dubbio gusto, poi, ripensandoci bene, è entrato in uno stato leggermente ansioso ed ha chiesto a sua volta al suo amato Scoiattolino cosa volesse fare da grande.
“ Il maiale “ è stata la sorprendente risposta.
Ancora più ansioso, Talpone, visto il vergognoso stato morale delle presenti autorità istituzionali, ha domandato ancor più agitato “ Ma quale maiale, quello della fattoria che grugnisce, o … ?”
“ Si nonno, quello della fattoria ”
“ Ma quello poi lo ammazzano e ne fanno salsicce, dai sii serio, pensa ad un lavoro come quello di papà e mamma che fanno gli avvocati, su, cosa vuoi fare da grande ? “
“ Il maiale, se cercano di prendermi io scappo via e mi nascondo nel bosco “
Chissà, magari avrà visto il film “ Babe, il maialino coraggioso “, o le sue parole avranno un significato nascosto che richieda un’interpretazione freudiana ?
Per consolarsi nonno Talpone fa la stessa domanda al fratellino Piovretta che siede vicino a loro sul divano.
Risposta secca e decisa “ Farò la scarpa “
Ora i dubbi freudiani sono duplici, o forse si preparano semplicemente altri futuri bamboccioni.
Idee chiare e precise per un ragazzino sveglio e fantasioso di cinque anni e mezzo.
Nonno Talpone prima ha riso e ha scherzato, facendo le sue solite battute di dubbio gusto, poi, ripensandoci bene, è entrato in uno stato leggermente ansioso ed ha chiesto a sua volta al suo amato Scoiattolino cosa volesse fare da grande.
“ Il maiale “ è stata la sorprendente risposta.
Ancora più ansioso, Talpone, visto il vergognoso stato morale delle presenti autorità istituzionali, ha domandato ancor più agitato “ Ma quale maiale, quello della fattoria che grugnisce, o … ?”
“ Si nonno, quello della fattoria ”
“ Ma quello poi lo ammazzano e ne fanno salsicce, dai sii serio, pensa ad un lavoro come quello di papà e mamma che fanno gli avvocati, su, cosa vuoi fare da grande ? “
“ Il maiale, se cercano di prendermi io scappo via e mi nascondo nel bosco “
Chissà, magari avrà visto il film “ Babe, il maialino coraggioso “, o le sue parole avranno un significato nascosto che richieda un’interpretazione freudiana ?
Per consolarsi nonno Talpone fa la stessa domanda al fratellino Piovretta che siede vicino a loro sul divano.
Risposta secca e decisa “ Farò la scarpa “
Ora i dubbi freudiani sono duplici, o forse si preparano semplicemente altri futuri bamboccioni.
Sunday, 9 October 2011
CAN CAN
Ci sono molti modi per reagire all’ambiente che ci circonda, ci tempesta, ci mortifica, ci demoralizza, divertendosi e irridendo tutto e tutti, a cominciare da noi stessi, come dicono i napoletani “ pazziare “, nonno Talpone alla sua veneranda età l’ha riscoperto e apprezzato.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.
Friday, 7 October 2011
ANNASTACCATOLUISA SARAI ANCORA CON NOI
Non la conoscevo, anche se mi sembra di aver letto una sua intervista su Repubblica Donna dell’impareggiabile Elasti, due giorni fa ho letto della sua scomparsa su Yahoo, ho letto il suo blog e mi sono commosso come un ragazzino, persino il lutto del grande Steve Jobs mi è sembrato meno importante, il che, per un fanatico della Apple dalla fine degli anni ’80 vuol dire molto.
Sono immusonito, stanco, demoralizzato, eppure non la conoscevo nemmeno.
Sarà perché sul proprio blog uno si apre come farebbe con un amico caro, forse è anche pericoloso e imprudente, ma anche affascinante aprirsi al mondo, è un atto di fiducia negli uomini, sembra incredibile detto da un vecchio pessimista cronico come nonno Talpone.
Comunque alcune frasi del suo blog mi hanno fatto capire il comportamento finale di alcuni amici, troppi in verità, vittime della bestiaccia.
Mi ero sentito escluso da loro, che negli ultimi tempi della loro malattia si erano esclusi dagli amici e dal mondo esterno, quasi li incolpassero di non essere vittime anche gli altri.
Ho capito forse qualcosa e ora me la sento vicina, per questo, ammirando il suo smisurato coraggio e la sua incredibile umanità, mi permetto di scrivere che per me e altri blogghisti o semplici lettori AnnastaccatoLuisa sarà ancora una vivace presenza per noi.
Sono immusonito, stanco, demoralizzato, eppure non la conoscevo nemmeno.
Sarà perché sul proprio blog uno si apre come farebbe con un amico caro, forse è anche pericoloso e imprudente, ma anche affascinante aprirsi al mondo, è un atto di fiducia negli uomini, sembra incredibile detto da un vecchio pessimista cronico come nonno Talpone.
Comunque alcune frasi del suo blog mi hanno fatto capire il comportamento finale di alcuni amici, troppi in verità, vittime della bestiaccia.
Mi ero sentito escluso da loro, che negli ultimi tempi della loro malattia si erano esclusi dagli amici e dal mondo esterno, quasi li incolpassero di non essere vittime anche gli altri.
Ho capito forse qualcosa e ora me la sento vicina, per questo, ammirando il suo smisurato coraggio e la sua incredibile umanità, mi permetto di scrivere che per me e altri blogghisti o semplici lettori AnnastaccatoLuisa sarà ancora una vivace presenza per noi.
Wednesday, 5 October 2011
ANCORA IL NONNO FOLLETTO
“ Pronto ? Il folletto dei ciucci ? “
“ Che ciucci, gli asini ? Di che parli ? “
“ No, parlo con il folletto che ritira i ciucci ai bambini e gli lascia in cambio i regalini. Hai capito ora ? “
Si tratta del promettente avvocato di Milano, tuo figlio primogenito, quello delle brillanti idee che ti fanno trasformista alla Fregoli, nonno Talpone svegliati !
Anche se stai gustando un saporitissimo pulpo a la gallega, cucinato con raffinatezza dalla cognata Paperoga, forza, riprendi i riflessi intorpiditi dal buon Vermentino di Sardegna e dall’antipasto di mare.
Respira a fondo, tappati il naso e parla in falsetto con la Piccola Piovra di tuo nipote, oggetto di un vile mercanteggiamento che lo priverà della gioia del ciuccio, rinviando di quindici anni la gioia di succhiare, quando fumerà due pacchetti di sigarette al giorno, con gravi conseguenze per la sua salute.
“ Pronto, sono il folletto degli asini, no scusa… dei ciucci, ecco bambino, ma tu chi sei ? “
“ Piovretta sono… tu pigli i ciucci ? “
“ Si, sono proprio il folletto che fa queste cose, che cosa vuoi per regalo in cambio del tuo ciuccio ? “
“ Tu, tu prendi ciuccio, io voio Skai Wokker…io Piovretta, via, via… numero 2, terzo piano, capitoo ? “
“ Va bene, bene…gasp “ ( senza fiato )
Nonno Talpone con i suoi problemi di respirazione spera che la serie dei folletti sia al termine, non vorrebbe finire a faccia in giù su un gustoso piatto di insalata di polpi, anche se in fondo… che talponesca morte eroica sarebbe, ragazzi !
“ Che ciucci, gli asini ? Di che parli ? “
“ No, parlo con il folletto che ritira i ciucci ai bambini e gli lascia in cambio i regalini. Hai capito ora ? “
Si tratta del promettente avvocato di Milano, tuo figlio primogenito, quello delle brillanti idee che ti fanno trasformista alla Fregoli, nonno Talpone svegliati !
Anche se stai gustando un saporitissimo pulpo a la gallega, cucinato con raffinatezza dalla cognata Paperoga, forza, riprendi i riflessi intorpiditi dal buon Vermentino di Sardegna e dall’antipasto di mare.
Respira a fondo, tappati il naso e parla in falsetto con la Piccola Piovra di tuo nipote, oggetto di un vile mercanteggiamento che lo priverà della gioia del ciuccio, rinviando di quindici anni la gioia di succhiare, quando fumerà due pacchetti di sigarette al giorno, con gravi conseguenze per la sua salute.
“ Pronto, sono il folletto degli asini, no scusa… dei ciucci, ecco bambino, ma tu chi sei ? “
“ Piovretta sono… tu pigli i ciucci ? “
“ Si, sono proprio il folletto che fa queste cose, che cosa vuoi per regalo in cambio del tuo ciuccio ? “
“ Tu, tu prendi ciuccio, io voio Skai Wokker…io Piovretta, via, via… numero 2, terzo piano, capitoo ? “
“ Va bene, bene…gasp “ ( senza fiato )
Nonno Talpone con i suoi problemi di respirazione spera che la serie dei folletti sia al termine, non vorrebbe finire a faccia in giù su un gustoso piatto di insalata di polpi, anche se in fondo… che talponesca morte eroica sarebbe, ragazzi !
Monday, 3 October 2011
SPIACCICATO
Come ben sapete, nonno Talpone ultimamente ha scoperto l’esercizio fisico, la corsa ( diciamo pure la camminata a passo veloce ), addirittura, udite, udite, si era iscritto ad un corso di nuoto, quattro giorni fa aveva preso la sua prima lezione di crawl, migliorando a suo dire lo stile delle sue annaspanti bracciate.
L’entusiasmo è il suo punto debole, si sa, già progettava la traversata della Manica da Calais a Dover, già si vedeva sui giornali a pieno titolo “ Settantenne Talpone, atleta italiano, compie la traversata con bandiera tricolore sulla cuffia. Amaro disappunto dei leghisti, Bossi gli revoca la documentazione di nascita a Varese, avrebbe dovuto attraversare prima il Po, almeno il Ticino, sarebbe bastato anche l’Olona “
Così tre giorni fa, quando doveva prendere l’ autobus per andare a rinnovare la carta d’identità all’Anagrafe, gli era parso naturale rincorrere il mezzo che stava per allontanarsi dalla fermata.
Si era lanciato in una corsa sfrenata, dimenando le braccia e le gambette, sfoggiando le sue famose scarpette da jogging.
Si era lanciato, dicevo, con una tale grinta e furore da planare, dopo un breve volo, lungo e disteso sul marciapiede di granito, spiaccicato come un fico maturo quando cade dalla pianta.
Che strana sensazione essere aderente ad un pavimento, piatto come una tavola e, dopo la brevissima sensazione di volo nell’aria, cosi diciamo terra terra.
Non riusciva più ad alzarsi, un paio di passanti l’avevano amorevolmente sollevato di peso, rimesso in equilibrio, raccolto gli occhiali e il libro da terra.
E’ vero, prima correva con un grosso libro in mano, anche lui era volato in aria e caduto, però non si era fatto niente, aveva la copertina plastificata, era un paperback.
In posizione verticale, piuttosto confuso, Talpone si accorse che si era strappato i pantaloni nuovi, sanguinava dal ginocchio, dalla mano e dal gomito destro e , strano, nella mano sinistra, oltre al sangue, aveva un mignolo che andava all’insù con un’angolazione di 90 gradi.
Interessante, non era mai stato in grado di piegare le dita all’indietro, che abilità aveva acquisito !
Le pie persone gli chiesero come stava, se voleva un’ambulanza, lui rispose che voleva solo rifare la carta d’identità, era la quarta volta che ci provava, mancava sempre qualcosa o bisognava aspettare troppo tempo, lui aveva i suoi impegni, ma questa volta forse ce la faceva.
Fu stato gentilmente dissuaso e riaccompagnato verso casa sua.
Zoppicante e sanguinante quando finalmente giunse al portone, citofonò al suo amore del terzo piano, farfugliando “ Cara, sono caduto ! “
Salite le scale, lo accolse la sua Istrice prussiana, che non seppe fare a meno di ridere sino alle lacrime, pur accogliendolo e iniziando a disinfettare e portare le prime cure alle sue ferite.
Le torte in faccia, le cadute rovinose quando si inciampa, lo sbattere la testa su un ramo basso sono vecchie gag che hanno un successo garantito.
Anche il Martello di dio, subito avvisato, non potè fare a meno di accorarsi e di ridere di gusto insieme alla madre e mandargli un breve SMS quando nonno Talpone era ormai al Pronto Soccorso “ Allora come va la zampa ? Rotta ? Povero il mio Ciccione acrobata, la prossima volta che ti tuffi guarda che ci sia l’acqua davanti !”
Come è consolante quando tutti si preoccupano di te.
L’entusiasmo è il suo punto debole, si sa, già progettava la traversata della Manica da Calais a Dover, già si vedeva sui giornali a pieno titolo “ Settantenne Talpone, atleta italiano, compie la traversata con bandiera tricolore sulla cuffia. Amaro disappunto dei leghisti, Bossi gli revoca la documentazione di nascita a Varese, avrebbe dovuto attraversare prima il Po, almeno il Ticino, sarebbe bastato anche l’Olona “
Così tre giorni fa, quando doveva prendere l’ autobus per andare a rinnovare la carta d’identità all’Anagrafe, gli era parso naturale rincorrere il mezzo che stava per allontanarsi dalla fermata.
Si era lanciato in una corsa sfrenata, dimenando le braccia e le gambette, sfoggiando le sue famose scarpette da jogging.
Si era lanciato, dicevo, con una tale grinta e furore da planare, dopo un breve volo, lungo e disteso sul marciapiede di granito, spiaccicato come un fico maturo quando cade dalla pianta.
Che strana sensazione essere aderente ad un pavimento, piatto come una tavola e, dopo la brevissima sensazione di volo nell’aria, cosi diciamo terra terra.
Non riusciva più ad alzarsi, un paio di passanti l’avevano amorevolmente sollevato di peso, rimesso in equilibrio, raccolto gli occhiali e il libro da terra.
E’ vero, prima correva con un grosso libro in mano, anche lui era volato in aria e caduto, però non si era fatto niente, aveva la copertina plastificata, era un paperback.
In posizione verticale, piuttosto confuso, Talpone si accorse che si era strappato i pantaloni nuovi, sanguinava dal ginocchio, dalla mano e dal gomito destro e , strano, nella mano sinistra, oltre al sangue, aveva un mignolo che andava all’insù con un’angolazione di 90 gradi.
Interessante, non era mai stato in grado di piegare le dita all’indietro, che abilità aveva acquisito !
Le pie persone gli chiesero come stava, se voleva un’ambulanza, lui rispose che voleva solo rifare la carta d’identità, era la quarta volta che ci provava, mancava sempre qualcosa o bisognava aspettare troppo tempo, lui aveva i suoi impegni, ma questa volta forse ce la faceva.
Fu stato gentilmente dissuaso e riaccompagnato verso casa sua.
Zoppicante e sanguinante quando finalmente giunse al portone, citofonò al suo amore del terzo piano, farfugliando “ Cara, sono caduto ! “
Salite le scale, lo accolse la sua Istrice prussiana, che non seppe fare a meno di ridere sino alle lacrime, pur accogliendolo e iniziando a disinfettare e portare le prime cure alle sue ferite.
Le torte in faccia, le cadute rovinose quando si inciampa, lo sbattere la testa su un ramo basso sono vecchie gag che hanno un successo garantito.
Anche il Martello di dio, subito avvisato, non potè fare a meno di accorarsi e di ridere di gusto insieme alla madre e mandargli un breve SMS quando nonno Talpone era ormai al Pronto Soccorso “ Allora come va la zampa ? Rotta ? Povero il mio Ciccione acrobata, la prossima volta che ti tuffi guarda che ci sia l’acqua davanti !”
Come è consolante quando tutti si preoccupano di te.
Thursday, 29 September 2011
NIPOTINI E MAGLIETTE
La gentile mamma dei miei due nipotini, l’avvocato Tuttopiede, mi ha riferito che, mentre era ai giardinetti con i piccoli, è stata avvicinata da un burbero signore non più giovane che ha avuto da recriminare sulla maglietta di suo figlio.
Nonno Talpone ha subito chiesto quale fosse il motivo, temendo che gli avessero fatto indossare una delle solite magliette con quelle scritte teoricamente spiritose, tipo quella da lui stesso sbadatamente sbandierata per tutto il paesello umbro quando faceva le corsette agonistiche.
Scoprendo in seguito che portava sul petto una scritta in italiano che recitava “ Tengo sempre dei preservativi in tasca, ogni tanto li spolvero “
Niente di tutto questo, il piccolo scoiattolino aveva una maglietta della GAP, che, è stato spiegato in seguito a nonno Talpone, è il marchio di una catena di negozi di abbigliamento americana, tipo discount.
GAP ?
E allora ?
Ah, forse il vecchio imbecille del quartiere locale pseudo- vip, aveva forse alluso alle unità del Gruppo di Azione Partigiana, operanti nelle città italiane nella Resistenza ( 1943-1945 ).
Con quella cervellotica reminiscenza il vecchio nostalgico aveva pensato bene di sgridare un bambino di cinque anni e la sua giovane mamma.
A pensarci bene aveva ragione, forse si doveva andare a comperare le magliette da UBA UBA ( ma esiste ancora ? ), o meglio da BUNGA BUNGA.
Aggiornatevi mamme, se volete convivere nel quartiere degli pseudo vip, detto anche Wisteria Lane.
Nonno Talpone ha subito chiesto quale fosse il motivo, temendo che gli avessero fatto indossare una delle solite magliette con quelle scritte teoricamente spiritose, tipo quella da lui stesso sbadatamente sbandierata per tutto il paesello umbro quando faceva le corsette agonistiche.
Scoprendo in seguito che portava sul petto una scritta in italiano che recitava “ Tengo sempre dei preservativi in tasca, ogni tanto li spolvero “
Niente di tutto questo, il piccolo scoiattolino aveva una maglietta della GAP, che, è stato spiegato in seguito a nonno Talpone, è il marchio di una catena di negozi di abbigliamento americana, tipo discount.
GAP ?
E allora ?
Ah, forse il vecchio imbecille del quartiere locale pseudo- vip, aveva forse alluso alle unità del Gruppo di Azione Partigiana, operanti nelle città italiane nella Resistenza ( 1943-1945 ).
Con quella cervellotica reminiscenza il vecchio nostalgico aveva pensato bene di sgridare un bambino di cinque anni e la sua giovane mamma.
A pensarci bene aveva ragione, forse si doveva andare a comperare le magliette da UBA UBA ( ma esiste ancora ? ), o meglio da BUNGA BUNGA.
Aggiornatevi mamme, se volete convivere nel quartiere degli pseudo vip, detto anche Wisteria Lane.
Wednesday, 28 September 2011
NON HO L’ETA’
Tre giorni senza scrivere un post e nonno Talpone si sente in colpa come se avesse marinato la scuola, come ha potuto mancare all’appuntamento con il suo blog ?
Vero che non ha ricevuto richiami all’ordine dal figlio Martello di dio, troppo impegnato con il suo trasloco di casa, sommerso da scatoloni e preso da donazioni alla Charity di ogni tipo di libri, vestiti, oggetti, tanto da ridursi probabilmente a due valige e due gatti, oltre al Tasso irlandese ovviamente.
Non è stato nemmeno punto da mosca tze-tze , cadendo in letargo, anche se per i maligni questo è quasi un suo stato endemico.
Semplicemente Talpone ha raggiunto per pochi giorni la sua amata Istriciotta in Umbria e laggiù si è fatto irretire dalla fantasia di fare qualcosa di concreto e manuale, così ha chiamato il suo fido muratore Georghiu, abile giovanotto rumeno, iniziando una serie di pesanti lavoretti di manutenzione all’esterno di casa.
Le sue enfatiche affermazioni “ Non so a quali generazione appartengo “ si sono liquefatte rapidamente già alla prima sera, dopo nove ore di picconamento e scarriolature di terriccio e pietre.
Il secondo pomeriggio dopo sei ore ha pagato e ringraziato l’amico muratore per l’opera prestata e subito dopo cena si è trascinato a letto sfinito.
Dopo una giornata di riposo ha ripreso la penna e il computer con le mani ancora dolenti per stendere queste poche righe.
Nonno Talpone non si rende conto che, se è nonno, magari avrà anche gli anni e le forze relative al suo status, quindi forse si deve rassegnare a sognare le avventure e le prove di forza, va bene continuare a giocare ai pirati e ai cavalieri medioevali con gli amati nipotini.
Poi lavate le mani, andare a cena e poi tutti a nanna.
Vero che non ha ricevuto richiami all’ordine dal figlio Martello di dio, troppo impegnato con il suo trasloco di casa, sommerso da scatoloni e preso da donazioni alla Charity di ogni tipo di libri, vestiti, oggetti, tanto da ridursi probabilmente a due valige e due gatti, oltre al Tasso irlandese ovviamente.
Non è stato nemmeno punto da mosca tze-tze , cadendo in letargo, anche se per i maligni questo è quasi un suo stato endemico.
Semplicemente Talpone ha raggiunto per pochi giorni la sua amata Istriciotta in Umbria e laggiù si è fatto irretire dalla fantasia di fare qualcosa di concreto e manuale, così ha chiamato il suo fido muratore Georghiu, abile giovanotto rumeno, iniziando una serie di pesanti lavoretti di manutenzione all’esterno di casa.
Le sue enfatiche affermazioni “ Non so a quali generazione appartengo “ si sono liquefatte rapidamente già alla prima sera, dopo nove ore di picconamento e scarriolature di terriccio e pietre.
Il secondo pomeriggio dopo sei ore ha pagato e ringraziato l’amico muratore per l’opera prestata e subito dopo cena si è trascinato a letto sfinito.
Dopo una giornata di riposo ha ripreso la penna e il computer con le mani ancora dolenti per stendere queste poche righe.
Nonno Talpone non si rende conto che, se è nonno, magari avrà anche gli anni e le forze relative al suo status, quindi forse si deve rassegnare a sognare le avventure e le prove di forza, va bene continuare a giocare ai pirati e ai cavalieri medioevali con gli amati nipotini.
Poi lavate le mani, andare a cena e poi tutti a nanna.
Tuesday, 27 September 2011
TENNIS E PAPPATACI
Forse i recenti temporali faranno scomparire questa miriade di piccolissimi pappataci, proliferati in questa caldissima estate, insetti voraci che ci riempiono di punture, facendoci grattare furiosamente in ogni parte del corpo, lasciando gonfiori e pustolette fastidiose.
Nonno Talpone rimpiange perfino le vecchie zanzare, quelle grosse dalle lunghe zampette, non meno fameliche, ma almeno visibili e, forse, schiacciabili.
No, queste sono microscopiche, dicono che siano cinesi, forse anche perché anche loro sono prodotte in economia.
Certamente si possono acquistare pomate, spray, diffusori elettrici, gabbiette con lucine azzurre che con poderosi schiocchi fulminano ogni incauto insetto che vi si avvicini.
Personalmente il vecchio Talpone preferiva il vecchio zampirone a spirale quando doveva sostare all’aperto, anche se il districare le due spirali unite era un gioco di pazienza orientale e di solito finiva con la distruzione furiosa degli incastri.
Meglio di tutto quelle candeline aromatiche che danno allegria e forse sicurezza.
Ma qualche giorno fa lui ha fatto un’importante scoperta : i soliti cinesi hanno inventato una racchetta colorata che, azionando un pulsante, si elettrifica e con un breve schiocco distrugge tutti gli insetti invisibili che incontra nella sua traiettoria.
Nonno Talpone, ha il segreto rimorso di essere una plateale “ schiappa” nel gioco del tennis, del pingpong e di ogni gioco che richiede l’uso di una palla.
In pratica non ne vede la traiettoria, il movimento, l’uso stesso gli sta antipatico e frustrante.
Ecco finalmente la sua rivincita, ora si aggira per le stanze con la sua racchetta colorata, la muove intorno con mosse sapienti, che lui ritiene di Tai Chi Chuan, ad ogni schiocco un sorriso beato gli si delinea sulle labbra, fa ginnastica e si sente un paladino, un ammazzasette delle favole.
Tre consigli :
- Attenti a non folgorarvi da soli con movimenti incauti
- Le mosche sono troppo veloci, occorre ancora la vecchia paletta
Nonno Talpone rimpiange perfino le vecchie zanzare, quelle grosse dalle lunghe zampette, non meno fameliche, ma almeno visibili e, forse, schiacciabili.
No, queste sono microscopiche, dicono che siano cinesi, forse anche perché anche loro sono prodotte in economia.
Certamente si possono acquistare pomate, spray, diffusori elettrici, gabbiette con lucine azzurre che con poderosi schiocchi fulminano ogni incauto insetto che vi si avvicini.
Personalmente il vecchio Talpone preferiva il vecchio zampirone a spirale quando doveva sostare all’aperto, anche se il districare le due spirali unite era un gioco di pazienza orientale e di solito finiva con la distruzione furiosa degli incastri.
Meglio di tutto quelle candeline aromatiche che danno allegria e forse sicurezza.
Ma qualche giorno fa lui ha fatto un’importante scoperta : i soliti cinesi hanno inventato una racchetta colorata che, azionando un pulsante, si elettrifica e con un breve schiocco distrugge tutti gli insetti invisibili che incontra nella sua traiettoria.
Nonno Talpone, ha il segreto rimorso di essere una plateale “ schiappa” nel gioco del tennis, del pingpong e di ogni gioco che richiede l’uso di una palla.
In pratica non ne vede la traiettoria, il movimento, l’uso stesso gli sta antipatico e frustrante.
Ecco finalmente la sua rivincita, ora si aggira per le stanze con la sua racchetta colorata, la muove intorno con mosse sapienti, che lui ritiene di Tai Chi Chuan, ad ogni schiocco un sorriso beato gli si delinea sulle labbra, fa ginnastica e si sente un paladino, un ammazzasette delle favole.
Tre consigli :
- Attenti a non folgorarvi da soli con movimenti incauti
- Le mosche sono troppo veloci, occorre ancora la vecchia paletta
Sunday, 25 September 2011
FIGLI, NIPOTI E FAVOLE
Dalle alte vette dolomitiche sono finalmente scesi a trovarci il temibile Martello di dio e il sorridente Tasso irlandese, dopo nove giorni di arduo trekking.
Mamma Istrice da due giorni aveva pulito e rassettato casa, imbandito una quantità pantagruelica di specialità, con opportune varianti: vegetariane ( per uno ), celiache ( per l’altro ), ordini e ingiunzioni ( per Talpone ).
Una volta lavati e sfamati, mentre la lavatrice cominciava il suo tour de force di lavaggio intensivo di una serie impressionante di indumenti luridi ma altamente tecnologici ( persino le mutande erano di fibra speciale ), il caro figliolo ha cominciato subito a pianificare programmi, visite e gite per i genitori da qua al settembre del prossimo anno, in accordo con la Grande Madre.
Si è poi accorto del genitore maschio e l’ha gentilmente blandito con amorosi vezzeggiativi, quali “ Ciccione “, “ Sei grasso, grasso, grasso !”, “ Ma quanto pesi ?”, “ Ti sei finalmente iscritto in palestra e in piscina ?”, “ Ma quanto mangi, tira indietro la pancia “, “ Allora sei proprio senza denti ?”.
Il grande martellatore ha poi espresso la più vivida disapprovazione per la favola di Alice raccontata alla nipotina “ Ma insomma dovevi proprio spaventarla in quel modo ? Sei un incosciente, stai attento quando parli !”.
Non so come a 2500 metri si fosse collegato a internet e avesse letto i vari post, non si era fatto sentire credo solo per costi telefonici, ma ha recuperato in fretta, Talpone, come tutti i padri messi in minoranza nelle discussioni famigliari, ha abbozzato.
Il buon Tasso irlandese prudentemente in questo caso ha preferito astenersi e fare “ l’inglese”.
Quando il pater familias ha cercato di fare qualche battuta di diversione dal tema “ pesi & misure “ si è sentito dire, amorevolmente s’intende, scherzosamente senz’altro, “Ma perché non lo ricoveri in qualche istituto, come la Baggina ?”( Lui)
“ Perché mi costerebbe troppo “ ( Lei )
A questo punto era l’ora di andare a ritirare i nipotini all’asilo e Talpone vi si è incamminato di buon passo, lasciando il caldo nido famigliare, per prendere aria e fare della salutare ginnastica tra le verdi strade milanesi, ombrose di tunnel sotto le ferrovie, giungendo dai suoi adorati con la sua scatoletta magica di metallo piena di caramelle, comprese le famose coca coline, dette tecnicamente “ Cola Fritz”.
Rifocillati i nipotini con pane e marmellata di limone, due bicchieri di succo di arancia, in attesa dei genitori, nonno Talpone timorosamente ha provato a raccontare loro la storia del fantasma Alice.
Secondo il convinto parere del nonno, i bambini amano ancora le favole raccontate con amore e partecipazione da anziani come lui, senz’altro con migliori risultati che l’utilizzo intensivo di televisione, giochetti elettronici e ( orribile !) i libri sonori, dato che niente supera la parola, questa magia che è il tratto distintivo dell’uomo.
Il risultato della narrazione è stato una serie di domande tecniche.
“ Ma perché quel signore non aveva la televisione e il frigorifero ?”
“ Ma i fantasmi non sono tutti grandi e grossi ?”
“ Perché la bambina non ha chiesto da bere una Coca Cola o una Fanta, che sono più buone ?”
“ C’era un’altalena nel giardino della casetta ?”
Per finire con un’affermazione definitiva dello Scoiattolo “ Spiderman avrebbe ammazzato tutti i fantasmi senza problemi ”
La piccola Piovra “ Anca Supemmen !”
Si sono quindi rimessi a giocare tra loro, indossando i loro costumi di Darth Fenner e di Iron Man, prendendosi allegramente a cuscinate.
Mamma Istrice da due giorni aveva pulito e rassettato casa, imbandito una quantità pantagruelica di specialità, con opportune varianti: vegetariane ( per uno ), celiache ( per l’altro ), ordini e ingiunzioni ( per Talpone ).
Una volta lavati e sfamati, mentre la lavatrice cominciava il suo tour de force di lavaggio intensivo di una serie impressionante di indumenti luridi ma altamente tecnologici ( persino le mutande erano di fibra speciale ), il caro figliolo ha cominciato subito a pianificare programmi, visite e gite per i genitori da qua al settembre del prossimo anno, in accordo con la Grande Madre.
Si è poi accorto del genitore maschio e l’ha gentilmente blandito con amorosi vezzeggiativi, quali “ Ciccione “, “ Sei grasso, grasso, grasso !”, “ Ma quanto pesi ?”, “ Ti sei finalmente iscritto in palestra e in piscina ?”, “ Ma quanto mangi, tira indietro la pancia “, “ Allora sei proprio senza denti ?”.
Il grande martellatore ha poi espresso la più vivida disapprovazione per la favola di Alice raccontata alla nipotina “ Ma insomma dovevi proprio spaventarla in quel modo ? Sei un incosciente, stai attento quando parli !”.
Non so come a 2500 metri si fosse collegato a internet e avesse letto i vari post, non si era fatto sentire credo solo per costi telefonici, ma ha recuperato in fretta, Talpone, come tutti i padri messi in minoranza nelle discussioni famigliari, ha abbozzato.
Il buon Tasso irlandese prudentemente in questo caso ha preferito astenersi e fare “ l’inglese”.
Quando il pater familias ha cercato di fare qualche battuta di diversione dal tema “ pesi & misure “ si è sentito dire, amorevolmente s’intende, scherzosamente senz’altro, “Ma perché non lo ricoveri in qualche istituto, come la Baggina ?”( Lui)
“ Perché mi costerebbe troppo “ ( Lei )
A questo punto era l’ora di andare a ritirare i nipotini all’asilo e Talpone vi si è incamminato di buon passo, lasciando il caldo nido famigliare, per prendere aria e fare della salutare ginnastica tra le verdi strade milanesi, ombrose di tunnel sotto le ferrovie, giungendo dai suoi adorati con la sua scatoletta magica di metallo piena di caramelle, comprese le famose coca coline, dette tecnicamente “ Cola Fritz”.
Rifocillati i nipotini con pane e marmellata di limone, due bicchieri di succo di arancia, in attesa dei genitori, nonno Talpone timorosamente ha provato a raccontare loro la storia del fantasma Alice.
Secondo il convinto parere del nonno, i bambini amano ancora le favole raccontate con amore e partecipazione da anziani come lui, senz’altro con migliori risultati che l’utilizzo intensivo di televisione, giochetti elettronici e ( orribile !) i libri sonori, dato che niente supera la parola, questa magia che è il tratto distintivo dell’uomo.
Il risultato della narrazione è stato una serie di domande tecniche.
“ Ma perché quel signore non aveva la televisione e il frigorifero ?”
“ Ma i fantasmi non sono tutti grandi e grossi ?”
“ Perché la bambina non ha chiesto da bere una Coca Cola o una Fanta, che sono più buone ?”
“ C’era un’altalena nel giardino della casetta ?”
Per finire con un’affermazione definitiva dello Scoiattolo “ Spiderman avrebbe ammazzato tutti i fantasmi senza problemi ”
La piccola Piovra “ Anca Supemmen !”
Si sono quindi rimessi a giocare tra loro, indossando i loro costumi di Darth Fenner e di Iron Man, prendendosi allegramente a cuscinate.
Saturday, 24 September 2011
VENDEMMIA
Nei giorni scorsi nonno Talpone e la sua Istrice sono andati nel Monferrato per fare la vendemmia.
E’ una consuetudine lontana, per molti anni Talpone è andato nella vigna del suo vecchio amico Rinaldo, un burbero piemontese di poche parole, diffidente all’inizio come tutti quelli della sua terra, ma con una vena d’oro di gentilezza e generosità una volta diventato amico.
Sono passati decenni, anche se i ricordi sono nitidi e precisi purtroppo la vita si srotola, portando via uomini e cose.
Così tre anni fa ha travolto quella persona adorabile e fidata, con una tragica lunga agonia, che ha lasciato un segno lacerante in tutti quelli a lui vicini.
Ma niente cambia nel nostro coraggioso Talpone : Rinaldo è ben presente e vitale nella sua mente, niente sfugge dei ricordi lontani, sono quelli recenti che talvolta paiono vacillare.
Quindi lui si sente orgoglioso e felice di andare ogni anno su quelle colline per vendemmiare a settembre, in quei filari gonfi di grappoli, da tagliare delicatamente tra le foglie rossastre e riporre prima nei secchie poi nella gerla del portatore che la verserà nella bigoncia del rimorchio.
Quando si è terminato, si segue il trattore sino al magazzino, ove viene allegramente macinata dalla diraspatrice e il succo viene pompato su fino ai grandi contenitori a fermentare.
Ovunque un profumo acuto e inebriante di mosto, si prepara il vino nuovo, che tante cure e travasi dovrà subire fino ad affinarsi in delizia del palato, intanto, concluse le prime operazioni, si va a pranzare con grasse portate di fritti, bolliti e buon vino vecchio.
Quest’anno purtroppo il raccolto è stato magro.
Una malattia ancora sconosciuta ha seccato molti ceppi nei filari, il vitigno della Barbera e del Dolcetto hanno subito gravi danni, anche la Francia sta soffrendo di questa malattia.
Stranamente solo il ceppo del Merlot sembra essere più resistente e ha fornito un buon raccolto.
Mentre potava e riponeva i grappoli nonno Talpone sentiva vicina la presenza del suo amico Rinaldo, con il suo viso sornione e leggermente beffardo, alla Paolo Conte, che sospirava “ Ma guarda un po’, ci toccherà bere delle bottiglie di Barbera in gran parte preparate con uva veneta !”
Ma forse è il minore dei mali mio caro, quando si leggono i giornali alla mattina per la disperazione e la rabbia occorre ricorrere al conforto di un numero doppio di bottiglie, con la tentazione di tirarle, svuotate s’intende.
E’ una consuetudine lontana, per molti anni Talpone è andato nella vigna del suo vecchio amico Rinaldo, un burbero piemontese di poche parole, diffidente all’inizio come tutti quelli della sua terra, ma con una vena d’oro di gentilezza e generosità una volta diventato amico.
Sono passati decenni, anche se i ricordi sono nitidi e precisi purtroppo la vita si srotola, portando via uomini e cose.
Così tre anni fa ha travolto quella persona adorabile e fidata, con una tragica lunga agonia, che ha lasciato un segno lacerante in tutti quelli a lui vicini.
Ma niente cambia nel nostro coraggioso Talpone : Rinaldo è ben presente e vitale nella sua mente, niente sfugge dei ricordi lontani, sono quelli recenti che talvolta paiono vacillare.
Quindi lui si sente orgoglioso e felice di andare ogni anno su quelle colline per vendemmiare a settembre, in quei filari gonfi di grappoli, da tagliare delicatamente tra le foglie rossastre e riporre prima nei secchie poi nella gerla del portatore che la verserà nella bigoncia del rimorchio.
Quando si è terminato, si segue il trattore sino al magazzino, ove viene allegramente macinata dalla diraspatrice e il succo viene pompato su fino ai grandi contenitori a fermentare.
Ovunque un profumo acuto e inebriante di mosto, si prepara il vino nuovo, che tante cure e travasi dovrà subire fino ad affinarsi in delizia del palato, intanto, concluse le prime operazioni, si va a pranzare con grasse portate di fritti, bolliti e buon vino vecchio.
Quest’anno purtroppo il raccolto è stato magro.
Una malattia ancora sconosciuta ha seccato molti ceppi nei filari, il vitigno della Barbera e del Dolcetto hanno subito gravi danni, anche la Francia sta soffrendo di questa malattia.
Stranamente solo il ceppo del Merlot sembra essere più resistente e ha fornito un buon raccolto.
Mentre potava e riponeva i grappoli nonno Talpone sentiva vicina la presenza del suo amico Rinaldo, con il suo viso sornione e leggermente beffardo, alla Paolo Conte, che sospirava “ Ma guarda un po’, ci toccherà bere delle bottiglie di Barbera in gran parte preparate con uva veneta !”
Ma forse è il minore dei mali mio caro, quando si leggono i giornali alla mattina per la disperazione e la rabbia occorre ricorrere al conforto di un numero doppio di bottiglie, con la tentazione di tirarle, svuotate s’intende.
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