Sunday, 30 October 2011

CICLISTI URBANI

I pedoni a Milano hanno vita dura, sulle strisce pedonali vengono stirati da camion e auto un giorno no e due sì, sui marciapiedi, se non c’è l’auto parcheggiata dal cretino che occupa tutto lo spazio e ti costringe a scendere a tuo pericolo sulla strada, trovi il ciclista frettoloso e prepotente, se va bene scampanella, altrimenti ti tallona e tira moccoli.
Agli incroci semaforici il segnale rosso è un optional, sembra che ora costruiscono bici senza freni, il ciclista deve andare sempre avanti, scansando l’auto ma dando addosso al pedone.
Nonno Talpone, che gira con la zampa fasciata e appesa al collo con un foulard rosso carminio rivoluzionario, lo sta sperimentando in questi giorni.
A dire il vero sulle strisce pedonali ora le cose vanno meglio, a parte le giovani guidatrici gli altri mostrano più comprensione, le cicliste invece, passando con il rosso, l’hanno urtato due volte, seppur chiedendo scusa a mezza bocca.
Preciso che nonno Talpone è ciclista dalla tenera età, possiede circa sette o otto bici, residui del promettente avvocato, “ Papà, tienila, non funziona, me ne compro un’altra bellissima “.
Non è quindi uno sfogo anti-ciclisti il suo, solo anti-maleducazione.
Sempre parlando di ciclisti, racconto ora un fatto appena accaduto.
Una giovane mamma, alta, esile, stava camminando sul marciapiede, ostentando maestosamente il suo pancione di otto mesi, quando si è vista venire incontro a tutta velocità un giovane in bicicletta, che sembrava puntare direttamente su di lei.
Si è gettata subito a lato, appoggiandosi ad un’auto in sosta per scansarlo.
Il ciclista ha afferrato la sua borsetta per scipparla, ma la fragile mammina ha messo il piede tra la ruota posteriore e quello ha fatto un volo, schiantandosi a terra.
Lei, inferocita, ha cominciato a prenderlo a calci, con la furia dovuta allo choc subito.
Nessuno dei passanti è intervenuto per aiutarla.
Solo dopo poco un signore si è fermato accanto e ha chiamato l’autoambulanza.
Sbagliato, assicura Talpone, doveva invece continuare lui a dare mazzate e chiamare i carabinieri.
In fondo qualche benefico calcio fa meno male di una dose di eroina.

P.S. Devo avvisare che nonno Talpone da ieri ha testardamente deciso di smettere con gli antidolorifici, quindi è particolarmente rabbioso.
P.P.S. Avviso di pericolo per gli scippatori :
Le mammine incinte possono essere pericolose e letali.
Gli anziani possono mordere, lasciandovi eventualmente come ricordo al collo o alle orecchie non solo delle lacerazioni, ma anche protesi e dentiere come ricordo !

Thursday, 27 October 2011

FUTURE PICCOLE GIOIE

Dal diario di nonno Talpone.
“ Difficile ricominciare quando ti senti fragile, incapace, demotivato, quando insomma qualcosa ti rode dentro.
Sei arrabbiato con te stesso, che è successo mai ?
Un piccolo incidente di percorso, in fondo è stata una frattura multipla ad una parte terminale di un arto, si rimedia nel tempo, ancora un mese di immobilità, poi dovresti tornare come prima.
Pensa a quelli che hanno ben altre invalidità, a quelli con malattie gravi o mortali.
Forza sciocco ragazzo, non piagnucolare su te stesso.
Ma in fondo forse tu non ti stai solo commiserando, senti dolori diffusi, che alla sera si fanno più acuti e allora assumi degli antidolorifici per dormire, hai problemi ai denti, allo stomaco, ai piedi, ma sono piccole cose.
Cos’è allora ?
Difficile rispondere, probabilmente è la consapevolezza della propria fragilità, la rottura di quella autostima che ti permetteva di sentirti in forze, capace di muoverti e agire come a vent’anni, anche se ne avevi cinquanta di troppo.
Non ti facevi troppe illusioni, è vero, riuscivi a ironizzare su te stesso, per avere un appiglio e salvarti, ma in fondo potevi fare di tutto: correre, sollevare pesi, salire quattro rampe di scale senza ansimare, essere assolutamente autosufficiente.
Ora è bastata una sciocca caduta e ti rendi conto, anche per la continua frequenza di ospedali, che la tua e la nostra è un’illusione, siamo esseri fragili e umili, in ogni momento tutto può diventare complesso, difficile o impossibile.
Certo, si può e si deve reagire, anche con piccole cose, con trucchetti semplici, te rendi conto benissimo, ma dentro, laggiù in fondo, seminascosta, ti rimane una piccola crepa, un memento consapevole della tua e della nostra debolezza di esseri viventi.
Per fortuna il dono dato all’uomo è la capacità di dimenticare inconsciamente le esperienze spiacevoli, quindi avanti con le tue e le nostre piccole illusioni e le future piccole gioie.”

Wednesday, 26 October 2011

PIRATA FIFONE

Hanno da poco telefonato a nonno Talpone che domani lo ricoverano e lo operano in day hospital.
Sono tre giorni che la sua Istrice è in Sardegna per lezioni e conferenze.
La casa gli sembra buia e vuota.
I “goccetti “ non servono per niente.
Sarà cretino, ma lui ha un po’ paura.
Oggi pomeriggio ha ritirato i nipotini all’asilo.
Sono stati gentilissimi e premurosi con lui, chiedendo lievemente preoccupati cosa avesse alla mano.
“ Niente, devo fare un trapianto di un uncino “
A casa loro ha preparato biscotti, succo d’arancia, toast con la marmellata di limone, opera d’arte di nonna Papera.
Ha letto un paio di volte il libro dei pirati, poi ognuno ha disegnato e colorato diverse mappe del tesoro nascosto in un’isola dei Caraibi.
Lo Scoiattolino gli ha confidato che con il suo amico del cuore, l’ingegnoso Hobbit M, stanno da tempo progettando una fuga dall’asilo per cercare un tesoro e diventare ricchissimi.
Purtroppo non li fanno uscire dall’edificio ( per fortuna !).
Nonno Talpone ha chiesto di essere arruolato nella loro ciurma in qualità di cambusiere, sempre disponibile a preparare panini, fette con la marmellata, caramelle e a servire calici di coca cola decaffeinata e rum.
E’ stato assoldato con giuramento solenne.
Lui si fida dei suoi capitani, domani avrà un pochino meno paura.
Non ha da vergognarsene, in fondo lui è solo il pirata cambusiere fifone.

Tuesday, 25 October 2011

SENZA ARTIGLIO

Si ricomincia tutto daccapo.
Stamattina nonno Talpone ha fatto le sue cinque ore di attesa in un altro ospedale, abitudine divenuta quasi giornaliera, per far esaminare la sua mano ingessata da un chirurgo ortopedico.
La diagnosi è disperante: la frattura multipla scomposta non si è saldata bene, è necessario rompere tutto e intervenire chirurgicamente all’interno della mano con tubicini, spero di metallo.
Non è tanto per il dolore, oso pensare che useranno l’anestesia locale, ma la conseguenza è che si prospettano ulteriori trenta giorni di immobilità dell’arto, che impediscono al buon Talpone di andare al corso di nuoto libero e in palestra ( quella della terza e quarta età ), ambedue già pagate, lasciandolo ozioso e corrucciato a brontolare dentro la sua tana.
I soliti maligni d’oltremanica osserveranno che questa era la sua speranza segreta, quella di oziare, brontolare e non fare attività sportiva.
Sbagliano grossolanamente, non c’è come non poter fare una cosa, che questa diventa vogliosamente desiderabile.
Come non bastasse, il giovane chirurgo ha tolto il tutore di ferro dalla mano e fatto ridurre la fasciatura, vista la prossima operazione e lo stato scomposto della frattura.
Timidamente nonno Talpone ha chiesto se era possibile rimettergli il supporto metallico, magari accentuandone l’estremità ad uncino, tanto per far contenti i suoi nipotini quando giocano a Peter Pan e Capitan Uncino.
Il giovane chirurgo, evidentemente non ancora padre di famiglia, l’ha guardato stupito e gli ha chiesto se per caso soffrisse anche di mal di testa o di lievi allucinazioni, consigliando una visita dal neurologo psichiatra dell’ospedale.
Talpone allora ha sorriso di compatimento, poverino, non conosceva ancora i godimenti dei fantastici giochi che si possono improvvisare con i bambini.

Monday, 24 October 2011

DOMENICA DI FESTA

La mano fasciata gli duole ancora, i denti sono un sottofondo di tormento, però nonno Talpone ha vissuto un bellissimo fine settimana.
Il nipote Scoiattolino ha finalmente avuto il permesso dei genitori di potersi fermare a dormire dai nonni, con sua e nostra grande felicità.
Spiace per il fratellino Piovra, impegnato in una festa con le sue amichette, quelle che amano spupazzarselo come un bambolotto, il prossimo turno sarà il suo.
Nonna Papera ( versione melensa per i nipotini della famigerata Istrice Prussiana ), come al solito, uscita da un convegno, ha svuotato il supermercato, preparato e cotto pietanze bastanti ad un condominio, coinvolto il piccolo nei segreti della cucina umbra e finalmente a fine serata ha diviso innumerevoli storie e lettone con lui.
Nonno Talpone era in seconda fila, dormendo nel lettuccio degli ospiti, ma poi al mattino è stato invitato in esclusiva a partecipare al gioco del papà che va al lavoro in ufficio, telefona, scrive istanze, resoconti, memorie, con una dovuta serietà e partecipazione.
Finalmente terminato il gioco-lavoro a tarda mattinata sono usciti insieme per acquistare i giornali e i giochini all’edicola davanti casa.
Con gioiosa determinazione hanno fatto le gare di corsa ( non so come, vince sempre il piccolo, accidenti !), saltato sulle lastre bianche e marroni del piazzale, senza mai toccare le giunzioni.
Forse qualcuno avrà deriso il nonno spilungone, con il braccio avvolto nella fascia rossa al collo, che saltellava e faceva giravolte insieme al suo Scoiattolino.
Vi assicuro, che felicità !
Altro che Serenase, Aulin e grappini, Talpone era pronto anche a fare le capriole se glielo avessero chiesto.

Friday, 21 October 2011

scusate

mi scuso con i miei pochi fedeli lettori, ieri mi hanno operato alla mano, ho parecchio dolore, non mi hanno dato antidolorifici, prendo della tachipirina, sogno una canna tipo avana, non ce la faccio a scrivere per qualche giorno, grazie e scusate nonno talpone

Wednesday, 19 October 2011

UOMINI E ANIMALI

Nonostante la mano sinistra fasciata e steccata, nonno Talpone tre giorni fa è ritornato dall’Umbria trascinando dal treno un pesante valigia a rotelle, ripiena di mele cotogne, noci e nocciole.
Viaggiando in ferrovia il rituale trasloco si riduce necessariamente ad un solo bagaglio, oltre al solito zaino di computer e telefonini, inoltre si ha il vantaggio di un solo collo da trascinare su per le scale, oltre alla possibilità di leggere, conversare o dormire nel vagone ferroviario.
Una persona ragionevole magari si chiederebbe perché trasportare 17 chili di frutta, quando se ne può comperare un chilo o due alla volta nel supermercato sotto casa.
Ma non sarebbero le sue, le sue di lui, quelle amorevolmente raccolte una ad una dalle sue piante, laggiù in fondo al campo della sua casetta umbra.
Noci e nocciole che scoiattoli e cinghiali gli contendono, oggetto di una recente disputa feroce.
Se avete pazienza nonno Talpone vi racconterà come si svolsero i fatti.
In fondo alla discesa del suo campo trent’anni fa lui aveva messo a dimora due piantine di noci e molte “ fruste “ di noccioli per creare una siepe verde verso la strada.
Con gli anni gli alberelli sono cresciuti e hanno dato frutti sempre più abbondanti.
Sono comparsi però anche i predatori : prima i graziosi ma voracissimi scoiattoli, poi i cinghiali a divorare noci e nocciole, lasciando Talpone con un palmo di naso e tanti gusci spezzati sul terreno.
Lui allora cercò di patteggiare almeno un’equa divisione dei frutti, ma senza alcun risultato.
Ma gli iniziali due gatti randagi che passavano per il suo campo, nutriti amorevolmente con abbondanti piatti di tagliatelle all’uovo, croccantini, carne e latte, decisero di fermarsi più a lungo, invitando parenti ed amici e creando una fiorente colonia di felini semiselvatici.
Ne hanno fatto le spese ramarri, lucertole, topi campagnoli, serpi e qualche incauto scoiattolo.
Per i cinghiali invece, una solida recinzione di cemento e rete di ferro, nonché qualche colpo a salve di notte ha risolto il problema delle loro razzie.
Negli ultimi anni nonno Talpone ha avuto raccolte sempre più abbondanti, ma le lamentele della controparte dei predatori non si potevano più contenere.
Minacciavano di rivolgersi alle associazioni animaliste locali, pertanto fu necessario avere una serie di incontri, trattative e compromessi per trovare una soluzione accettabile.
Fu deciso che nonno Talpone a fine settembre avrebbe raccolto un terzo dei frutti, poi con un breve trillo del fischietto da arbitro dei nipotini avrebbe dato via libera alla raccolta invernale degli scoiattoli, avendo ammansito i felini con una tripla dose di tagliatelle al ragù e fegatini.
Un paio di sere seguenti avrebbe lasciato aperta il cancello di ferro e con tre lunghi trilli di fischietto avrebbe invitato a banchetto i cinghiali, lasciando sul terreno anche due bacili pieni di ghiande.
Negli ultimi due anni l’accordo ha funzionato abbastanza bene, tutti erano soddisfatti, anzi molte noci rosicchiate, che si erano interrate, hanno fatto crescere dei teneri alberelli di noce, con grande gioia di nonno Talpone.
Quest’anno invece, durante una visita serale della nipotina, lei aveva purtroppo scoperto il fischietto e si era divertita ad usarlo con vari trilli, lunghi, corti, ripetuti e assordanti.
Troppo tardivo è stato l’ intervento del povero Talpone,che implorava di smettere, ormai i segnali ingannatori erano stati lanciati.
Giunsero di corsa gli scoiattoli per il banchetto, ma così pure i gatti cacciatori, infine anche la famigliola dei cinghiali.
Strilli, gemiti, lotte, fughe e striduli versi di rabbia e di morte.
Dovette intervenire con urla, torcia e la scacciacani anche nonno Talpone, su cui ricadde ovviamente la colpa del fattaccio.
Ormai l’accordo faticosamente raggiunto era rotto, tutti si incolpavano di tradimento, la bambina non la si poteva certo accusare di aver giocato con un fischietto.
Talpone è quindi ripartito con la sua scorta invernale, lasciando che la natura, con le sue leggi di astuzia e di prudenza, di prepotenza e di rassegnazione faccia il suo corso.
Ma non bisogna disperare, durante l’inverno, al suo ritorno, nonno Talpone riprenderà i contatti con gli animali, gesticolerà, sussurrerà, porterà regali a tutti.
Forse avremo un nuovo accordo ragionevole, gli animali non portano rancore e sono, nella loro natura, semplici e di buonsenso.
Non sono certo come gli uomini.

Tuesday, 18 October 2011

TALLONITE

Nonno Talpone è un giovane settantenne sanissimo e sportivo, come dicono sugli annunci matrimoniali, soffre, meglio gode, di qualche piccolo disturbo, come tutti d’altronde, in particolare : una tallonite dovuta al suo passo di marcia frenetico e marziale, una mascella con seri problemi dentari, un testone che va a sbattere su qualsiasi cosa superi il metro e ottanta, infine una strisciante, insidiosa, congenita depressione.
Per le testate niente da fare : o andare in giro con un solido elmetto da cantiere( ne ha due, che sfortunatamente dimentica sempre di usare ) o rassegnarsi alle zuccate, che hanno un benefico effetto umoristico sulla adorata moglie Istrice Prussiana, facendola piegare dalle risate.
Le visite e cure mediche per i denti forse servono come punto d’incontro e di conversazione, sia pure a caro prezzo, con lo spassoso dentista veneto dottor Laghetti.
La depressione, se uno ci nasce come in un parto gemellare, cosa farci, ti seguirà fedelmente come un’ombra, ci devi convivere.
Per fortuna la moglie di Talpone è una creatura positiva, gioiosa, affascinante, per essere precisi oggi sono esattamente trentanove anni di matrimonio vissuti insieme, durante i quali lo ha sopportato con un sorriso timido e sornione.
Poi i commenti ricevuti sul suo blog lo ravvivano e lo rialzano di morale più che un grappino, il che non è poco se permettete.
La tallonite invece è un malessre di questi ultimi anni : Nonno Talpone non cammina, lui corre agitato, marcia a spron battuto come se seguisse trombe e tamburi, anche se non deve andare verso una meta precisa, segna il passo così forte da creare dei duroni callosi molto dolorosi sui talloni, poi sono corse da callisti, podologi, creme, raspe, limette e carte abrasive.
Da quando poi si è invaghito dell’idea della corsa, colpa anche della sua amica Elasti, ne sono più che sicuro, nel slanciarsi lui inciampa e si spiaccica a terra che è un piacere.
Stamani da un ospedale all’altro marciava precipitoso, con il suo braccio fasciato al collo, scansando irritato vecchiette, mamme e ragazzine perse in monologhi cinguettanti al cellulare, scendendo infine di corsa nella metropolitana e per non perdere un treno è quasi rimasto chiuso tra le porte scorrevoli del vagone, per fortuna con il braccio fasciato all’interno della vettura, al sicuro.
Ma perché si corre ?
Più di dieci anni fa nonno Talpone, mentre camminava tranquillo su un marciapiede della sua amata Città Studi, fu fermato da un ragazzone barbuto che gli disse :” Buongiorno,si ricorda di me ? Sono l’amico di suo figlio al tempo delle medie, come si trova in pensione ?”
“ Bene, grazie, più che un pensionato mi considero un rentier, un signorotto che vive di rendita, mi contento di poco, posso finalmente leggere i miei libri tutto il giorno, ho buttato via giacca e cravatta, che libertà ! Ma scusa come fai a sapere che sono andato in pensione ?”
“Semplice, lei è l’unico nella via che procede placido, incuriosito e sorridente, tutti corrono e si affannano a Milano, deve essersi appena ritirato dal lavoro, è ovvio”
Acuto osservatore quel ragazzo, ma allora perché adesso marcio anch’io così frenetico, dove vogliamo arrivare tutti noi così agitati ?
Forse perchè anche lui corre dietro alla giovinezza e come tanti folli la inseguiamo testardi e affannati.
“Dove è andata, scusi l’ha vista, mi dica ?”
“ Più avanti, ha appena girato l’angolo di un anno, se si affretta forse può raggiungerla “
E via di corsa, svoltiamo nella via, un altro anno ancora è passato, ma lei è già più lontana, una visione fugace, un’altra corsa ancora, forse, chissà, un altro sforzo …
Quando poi ad uno sportello della Posta o del Pronto Soccorso Nono Talpone trova una signora di quaranta/cinquant’anni che gli dice sospirando :” Beato lei che è in pensione !”
Lui invariabilmente risponde :”Va bene, facciamo cambio, io le do la mia pensione e anche la liquidazione per giunta, lei mi rifili i suoi anni e il lavoro da fare !”
Chissà perché nessuno accetta la sua proposta di scambio, una smorfietta e poi : “ Avanti un altro !”

Monday, 17 October 2011

UN SUPER EROE

Ancora in Umbria per qualche giorno, nonno Talpone può godere i benefici dei commenti di parenti e amici in relazione al suo stato di “artiglio bendato” alla Capitan Uncino.
Le battute e le risate si sprecano.
“ Ma come ti sei messo a correre ? “ (Mi sento un atleta in incognito )
“ Perché cadi sempre ?” ( Non è quasi sempre vero )
“ Alla tua età, credi di essere ancora un giovanotto ?” ( Si, perbacco !)
“ Racconta come ti è successo “ ( L’Istrice festosamente racconta per la centesima volta i fatti, ridendo sempre sino alle lacrime e singhiozzi, si, lei ride così )
Gentili senz’altro, ma intanto nonno Talpone sentiva un il dolore sordo alle gengive, alla mano sinistra e alla testa ( si, va bene, stamane ha battuto contro lo sportellone dell’auto, mentre cercava di estrarre ben cinque piantine di olivo che la moglie gli ha fatto acquistare, per rinfoltire l’oliveto di casa).
Come rimpiange i suoi nipotini, che gli telefonano per sapere quando ritorna a Milano, quelli che quando lo vedono gli chiedono come sta, preoccupati e curiosi, tastano le fasciature, magari giocando al passaggio a livello ( tocca un pulsante e la barra-braccio si alza e si abbassa ), chiedendo sempre di raccontare ancora come sia avvenuto l’incidente.
L’ultima volta lo Scoiattolino di cinque anni, quando ha sentito l’ennesima storia della rincorsa dell’autobus in partenza, ha chiesto:
“ Ma nonno, l’autobus ti è passato sopra ? “
“ No caro, lui stava lasciando la fermata, io lo rincorrevo soltanto “
“ No, no, l’autobus ti deve essere andato sopra, sono sicuro !”
Va bene, se per loro sono sempre nonno Hulk, non posso avere un polso fasciato se perlomeno non vi è passato sopra un intero autobus carico di pendolari.

Sunday, 16 October 2011

NONNO DA RICICLARE

Dopo l’intervento al Pronto Soccorso nonno Talpone ha dovuto anche affrontare l’appuntamento con il suo dentista veneto che, ciacolando ininterrottamente di casi clinici e di malasanità, l’ha intrattenuto per tre ore sul lettino, scavando, strappando, cucendo infine la gengiva della sua mascella inferiore con un lavoro di alta sartoria.
Mano delicata, anche per le circa trenta iniezioni di antidolorifico iniettate, ad ogni trapanata, quando il poveretto si agitava per il male, lo scavatore in mascherina suggeriva mellifuo “ Un altro goccetto ? “
Non di un’ombra de vin si trattava purtroppo, solo un’altra siringa di anestetico.
Ma tutto finisce, anche gli incontri con i dentisti veneti, così nonno Talpone si è avviato lentamente verso la casa del figlio promettente avvocato, con passo assai meno baldanzoso dell’usuale.
Quando è giunto vicino al portone si è sentito un grido della vedetta appostata in alto “ Arriva il nonno ingessato, evviva, arriva !”
Ammirata accoglienza dei due nipotini, grande interesse per la fasciatura ad artiglio della mano sinistra del nonno, tastata, esaminata in dettaglio, scoprendo che conteneva anche una striscia di metallo.
Hanno perfino trovato una protuberanza vicino al polso, probabilmente una legatura interna del tutore, l’hanno creduta un pulsante e hanno iniziato a premerla chiedendo a cosa servisse.
Non potendo deluderli nonno Talpone, al loro tocco, alzava di scatto il braccio sinistro, con la prontezza di una barra del passaggio a livello, interpretazione discreta di un nonno semirobotizzato.
Dopo una quarantina di volte di quella manovra, i nipotini si sono stancati e hanno chiesto se il nonno aveva altri meccanismi nascosti.
Purtroppo il dentista veneto gli aveva negato i denti di acciaio, limitandosi a dei provvisori bianchicci che non interessano nessuno.
Se ne sono andati via delusi, i cerotti sulla gamba e sul braccio destro non erano abbastanza fascinosi.
Nonno Talpone si è quasi rammaricato di non essersi rotto la testa, almeno tutto fasciato poteva giocare con loro alla Mummia Maledetta del faraone Talpone IV.
Girando per la casa il promettente avvocato gli ha casualmente pestato un piede, causando un gemito al vegliardo, al che l’adorato figliuolo ha esclamato:
“ Ma insomma questo nonno ha rotto il braccio, i denti, il piede, basta, bisogna buttarlo via e cambiarlo con uno nuovo !”
Il piccolo di tre anni, la Piovretta, si è subito entusiasmato all’idea ed è corso in cucina dalla mamma Tuttopiede, annunciando trionfante :
“ Nonno buttae via in pattumiea !”

Friday, 14 October 2011

DUBBI FREUDIANI

Il migliore amichetto del nipote Scoiattolino ha recentemente dichiarato alla madre che la sua prospettiva futura di lavoro sarà di fare il ladro o il rapinatore al bancomat.
Idee chiare e precise per un ragazzino sveglio e fantasioso di cinque anni e mezzo.
Nonno Talpone prima ha riso e ha scherzato, facendo le sue solite battute di dubbio gusto, poi, ripensandoci bene, è entrato in uno stato leggermente ansioso ed ha chiesto a sua volta al suo amato Scoiattolino cosa volesse fare da grande.
“ Il maiale “ è stata la sorprendente risposta.
Ancora più ansioso, Talpone, visto il vergognoso stato morale delle presenti autorità istituzionali, ha domandato ancor più agitato “ Ma quale maiale, quello della fattoria che grugnisce, o … ?”
“ Si nonno, quello della fattoria ”
“ Ma quello poi lo ammazzano e ne fanno salsicce, dai sii serio, pensa ad un lavoro come quello di papà e mamma che fanno gli avvocati, su, cosa vuoi fare da grande ? “
“ Il maiale, se cercano di prendermi io scappo via e mi nascondo nel bosco “
Chissà, magari avrà visto il film “ Babe, il maialino coraggioso “, o le sue parole avranno un significato nascosto che richieda un’interpretazione freudiana ?
Per consolarsi nonno Talpone fa la stessa domanda al fratellino Piovretta che siede vicino a loro sul divano.
Risposta secca e decisa “ Farò la scarpa “
Ora i dubbi freudiani sono duplici, o forse si preparano semplicemente altri futuri bamboccioni.

Sunday, 9 October 2011

CAN CAN

Ci sono molti modi per reagire all’ambiente che ci circonda, ci tempesta, ci mortifica, ci demoralizza, divertendosi e irridendo tutto e tutti, a cominciare da noi stessi, come dicono i napoletani “ pazziare “, nonno Talpone alla sua veneranda età l’ha riscoperto e apprezzato.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.

Friday, 7 October 2011

ANNASTACCATOLUISA SARAI ANCORA CON NOI

Non la conoscevo, anche se mi sembra di aver letto una sua intervista su Repubblica Donna dell’impareggiabile Elasti, due giorni fa ho letto della sua scomparsa su Yahoo, ho letto il suo blog e mi sono commosso come un ragazzino, persino il lutto del grande Steve Jobs mi è sembrato meno importante, il che, per un fanatico della Apple dalla fine degli anni ’80 vuol dire molto.
Sono immusonito, stanco, demoralizzato, eppure non la conoscevo nemmeno.
Sarà perché sul proprio blog uno si apre come farebbe con un amico caro, forse è anche pericoloso e imprudente, ma anche affascinante aprirsi al mondo, è un atto di fiducia negli uomini, sembra incredibile detto da un vecchio pessimista cronico come nonno Talpone.
Comunque alcune frasi del suo blog mi hanno fatto capire il comportamento finale di alcuni amici, troppi in verità, vittime della bestiaccia.
Mi ero sentito escluso da loro, che negli ultimi tempi della loro malattia si erano esclusi dagli amici e dal mondo esterno, quasi li incolpassero di non essere vittime anche gli altri.
Ho capito forse qualcosa e ora me la sento vicina, per questo, ammirando il suo smisurato coraggio e la sua incredibile umanità, mi permetto di scrivere che per me e altri blogghisti o semplici lettori AnnastaccatoLuisa sarà ancora una vivace presenza per noi.

Wednesday, 5 October 2011

ANCORA IL NONNO FOLLETTO

“ Pronto ? Il folletto dei ciucci ? “
“ Che ciucci, gli asini ? Di che parli ? “
“ No, parlo con il folletto che ritira i ciucci ai bambini e gli lascia in cambio i regalini. Hai capito ora ? “
Si tratta del promettente avvocato di Milano, tuo figlio primogenito, quello delle brillanti idee che ti fanno trasformista alla Fregoli, nonno Talpone svegliati !
Anche se stai gustando un saporitissimo pulpo a la gallega, cucinato con raffinatezza dalla cognata Paperoga, forza, riprendi i riflessi intorpiditi dal buon Vermentino di Sardegna e dall’antipasto di mare.
Respira a fondo, tappati il naso e parla in falsetto con la Piccola Piovra di tuo nipote, oggetto di un vile mercanteggiamento che lo priverà della gioia del ciuccio, rinviando di quindici anni la gioia di succhiare, quando fumerà due pacchetti di sigarette al giorno, con gravi conseguenze per la sua salute.
“ Pronto, sono il folletto degli asini, no scusa… dei ciucci, ecco bambino, ma tu chi sei ? “
“ Piovretta sono… tu pigli i ciucci ? “
“ Si, sono proprio il folletto che fa queste cose, che cosa vuoi per regalo in cambio del tuo ciuccio ? “
“ Tu, tu prendi ciuccio, io voio Skai Wokker…io Piovretta, via, via… numero 2, terzo piano, capitoo ? “
“ Va bene, bene…gasp “ ( senza fiato )
Nonno Talpone con i suoi problemi di respirazione spera che la serie dei folletti sia al termine, non vorrebbe finire a faccia in giù su un gustoso piatto di insalata di polpi, anche se in fondo… che talponesca morte eroica sarebbe, ragazzi !

Monday, 3 October 2011

SPIACCICATO

Come ben sapete, nonno Talpone ultimamente ha scoperto l’esercizio fisico, la corsa ( diciamo pure la camminata a passo veloce ), addirittura, udite, udite, si era iscritto ad un corso di nuoto, quattro giorni fa aveva preso la sua prima lezione di crawl, migliorando a suo dire lo stile delle sue annaspanti bracciate.
L’entusiasmo è il suo punto debole, si sa, già progettava la traversata della Manica da Calais a Dover, già si vedeva sui giornali a pieno titolo “ Settantenne Talpone, atleta italiano, compie la traversata con bandiera tricolore sulla cuffia. Amaro disappunto dei leghisti, Bossi gli revoca la documentazione di nascita a Varese, avrebbe dovuto attraversare prima il Po, almeno il Ticino, sarebbe bastato anche l’Olona “
Così tre giorni fa, quando doveva prendere l’ autobus per andare a rinnovare la carta d’identità all’Anagrafe, gli era parso naturale rincorrere il mezzo che stava per allontanarsi dalla fermata.
Si era lanciato in una corsa sfrenata, dimenando le braccia e le gambette, sfoggiando le sue famose scarpette da jogging.
Si era lanciato, dicevo, con una tale grinta e furore da planare, dopo un breve volo, lungo e disteso sul marciapiede di granito, spiaccicato come un fico maturo quando cade dalla pianta.
Che strana sensazione essere aderente ad un pavimento, piatto come una tavola e, dopo la brevissima sensazione di volo nell’aria, cosi diciamo terra terra.
Non riusciva più ad alzarsi, un paio di passanti l’avevano amorevolmente sollevato di peso, rimesso in equilibrio, raccolto gli occhiali e il libro da terra.
E’ vero, prima correva con un grosso libro in mano, anche lui era volato in aria e caduto, però non si era fatto niente, aveva la copertina plastificata, era un paperback.
In posizione verticale, piuttosto confuso, Talpone si accorse che si era strappato i pantaloni nuovi, sanguinava dal ginocchio, dalla mano e dal gomito destro e , strano, nella mano sinistra, oltre al sangue, aveva un mignolo che andava all’insù con un’angolazione di 90 gradi.
Interessante, non era mai stato in grado di piegare le dita all’indietro, che abilità aveva acquisito !
Le pie persone gli chiesero come stava, se voleva un’ambulanza, lui rispose che voleva solo rifare la carta d’identità, era la quarta volta che ci provava, mancava sempre qualcosa o bisognava aspettare troppo tempo, lui aveva i suoi impegni, ma questa volta forse ce la faceva.
Fu stato gentilmente dissuaso e riaccompagnato verso casa sua.
Zoppicante e sanguinante quando finalmente giunse al portone, citofonò al suo amore del terzo piano, farfugliando “ Cara, sono caduto ! “
Salite le scale, lo accolse la sua Istrice prussiana, che non seppe fare a meno di ridere sino alle lacrime, pur accogliendolo e iniziando a disinfettare e portare le prime cure alle sue ferite.
Le torte in faccia, le cadute rovinose quando si inciampa, lo sbattere la testa su un ramo basso sono vecchie gag che hanno un successo garantito.
Anche il Martello di dio, subito avvisato, non potè fare a meno di accorarsi e di ridere di gusto insieme alla madre e mandargli un breve SMS quando nonno Talpone era ormai al Pronto Soccorso “ Allora come va la zampa ? Rotta ? Povero il mio Ciccione acrobata, la prossima volta che ti tuffi guarda che ci sia l’acqua davanti !”
Come è consolante quando tutti si preoccupano di te.