Sunday, 9 October 2011

CAN CAN

Ci sono molti modi per reagire all’ambiente che ci circonda, ci tempesta, ci mortifica, ci demoralizza, divertendosi e irridendo tutto e tutti, a cominciare da noi stessi, come dicono i napoletani “ pazziare “, nonno Talpone alla sua veneranda età l’ha riscoperto e apprezzato.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.

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