Finalmente le due belvette e il generale dormono nella camera vicina.
Talpone è distrutto, ma l’idea di essere fortunosamente padrone del campo, la cucinetta del miniappartamento, lo elettrizza e vince la sua stanchezza.
Guarda le notizie del suo Iphone, regalo natalizio del martello inglese, disgustato di vederlo girare con cellulari cimeli di almeno dieci anni prima.
Controlla la posta : email di banche, di assicurazioni, offerte di viaggio scontate, di un circolo ricreativo aziendale, oltre allo spam già filtrato dal programma.
Un paio di volte alla settimana uno scritto del martello inglese o di qualche sua amica.
Già, lui fa parte della generazione pre-informatica, i suoi conoscenti al massimo usano i cellulari per fare telefonate, due o tre sanno usare gli SMS, forse ancora meno quelli che scrivono email, se parli di blog e twitter ti guardano allibiti.
Usano ancora inviare cartoline illustrate dai luoghi di vacanza e per Natale.
Esistono ancora persone che scrivono lettere a mano con buste affrancate da francobolli multicolori.
Nonno talpone sta studiando una proposta di salvataggio di questa specie in via di estinzione, ne parlerà con il grande capo, quello dei ministeri distaccati nelle cittadine, che ora sta valutando il consiglio della creazione di nuovo ministero a Terni , quello della bruschetta padana insaporita con l’olio di Varese.
Come se poi talpone non fosse un ibrido della generazione cartacea.
Prima di essere fulminato sulla via di Damasco dalla Elasti lui confondeva il blog con il bob.
Comunque ora apre il suo taccuino e scrive quanto gli detta il suo bestione nascosto, che poi trasferisce sul PC a velocità di appuntato dei carabinieri, con i due indici.
Evidentemente, dato questo metodo celere, molto viene cambiato e corretto.
Si è svegliata nel frattempo la tribù, distribuzione di succhini di frutta, latte e merendine.
Talpone annaspa sulla tastiera, i bimbi hanno fretta di scendere in spiaggia, lui attaccato al suo PC come una cozza non vuole cedere, geme che sta quasi finendo, sa che non avrà altre chance.
Alla fine la grande madre primordiale, la sua istrice amorosa, ne ha pietà e trascina al mare i due piccoli.
Martellato dal senso di colpa talpone chiude in fretta il suo pezzo, rivedendo e correggendo, ma tanto gli amici capiranno, in fondo non è uno scrittore.
Scende di corsa per corridoi e ascensori, scansando gruppi di vecchietti che si muovono lentamente.
Ma questo è un residence o un ospizio ?
Ma lo stuolo di mamme e bambini lo rassicura, non è stato ancora ricoverato.
In spiaggia tra grida, corse pazze, frigni e risate.
Una bimbetta gli si avvicina e chiede “ Come si chiama il suo bambino piccolo, il mio nome è Cristina “
La piovretta dai grandi occhi azzurri ha colpito ancora il cuore di una bambina.
Nonno talpone riceve queste richieste di presentazione femminili almeno due volte al giorno.
Solo che ieri una piccola ha commesso un madornale errore.
Piovretta era uscito inferocito di tutta fretta dalla casetta dei giochi, urlando “ Non sono una bambina, capito !!! Non sono una bambina “
Lo scoiattolino mi ha poi spiegato : una bimbetta di due anni l’aveva avvicinato con una maldestra domanda “ Io sono Gioia, tu come ti chiami, bambina ? “
Tuesday, 19 July 2011
Monday, 18 July 2011
VITA DA SPIAGGIA
Mattinata da spiaggia per i nonni :
Ore 6.30: sveglia urlante della piovretta di anni tre, subito un biberon di latte caldo e cartoni animati per ipnotizzarlo ed evitare che smonti e manometta i mobili e tutti gli oggetti disponibili.
Ore 7.30: sveglia sonnacchiosa dello scoiattolino di anni cinque, tentativi di farlo mangiare con promesse di farlo diventare forte come spiderman e forse anche come suo padre, residua alternativa come il nonno.
Ore 7.55: corsa di talpone in mezzo ad altri vecchietti asmatici e claudicanti per essere pronti alle ore 8 precise per l’invasione della spiaggia dell’albergo e occupazione con asciugamani, borse e altri oggetti personali delle sdraio preferite.
Di solito nonno talpone sgomita con poche mamme per l’ultima fila lontano dalla spiaggia ma fronte zona giochi, dove c’è una casetta di plastica, miniscivolo, bilancia altalena, cavalli a dondolo e spazio sabbia da costruzione.
La massa dei vegliardi arranca faticosamente ma con caparbietà feroce per la famosa seconda fila vista mare, essendo la prima soggetta a pagamento extra.
Occupate militarmente le due sdraio previste, corsa rapida in paese per acquisto di latte, focacce, yogurt e altra merce secondo disposizioni superiori di nonna generale, anche previo aggiornamenti telefonici last minute.
Ritorno in camera, valutazione critica acquisti, deposito e stivaggio merce, carico borsoni e discesa rapida con i nipotini urlanti, che si spingono e scalciano come fanno i loro supereroi violenti, maledetta TV spazzatura e moda americana.
Controllo gioco dei bimbi, non far tirare la sabbia addosso ad altri bagnanti, recupero del nuovo camioncino gigante, trafugato da bambino biondo di anni due, velocissimo e aspirante grassatore ( il camion formato maxi è stato acquistato dal generale, dato che il parco camion raggiungeva a malapena la mezza dozzina ed era prevista grande operazione trasporto truppe ).
Pacificazione di gruppo di bimbi che litigano per il possesso esclusivo del’unica malconcia casetta di plastica, allontanamento di hooligans di dieci-tredici anni che giocando a pallone travolgono pargoletti e castelli di sabbia appena costruiti.
Bagno collettivo, tenendo sotto stretto controllo la piovretta, che ad onta del suo nome, non sa nuotare ma cerca di guadagnare il largo, forte dei suoi braccioli arancioni. Accompagnamento dello scoiattolo, che se la cava benino a cagnolino, ma impone al nonno l’arrivo alla lontana boa rossa e poi la piattaforma bianca, ancora più lontana, dei bagni vicini, per puntare poi alla barchetta che vede all’orizzonte.
Nonno dice con voce suadente che lo faranno sicuramente, ma il giorno seguente, oggi sono troppo impegnati, magari chiameranno lo zio martello, quel pazzo scatenato che si fa due miglia di gara nel Tamigi, con lui può andare in Corsica e tornare per pranzo.
Ritorno urlante alle sdraio, asciugatura, rimessaggio giochi, lavatura piedi, risalita in camera per doccia calda, cambio costumi, apparecchiatura tavola e ritorno veloce al piano sotterraneo per il self service, sgomitando con altri vecchietti tremuli ed indecisi, ma esperti nel dribblaggio fila, per acquistare le cotolette milanesi orecchio di bue e patatine fritte per gli amati pargoli.
Sull’ascensore con in mano i vassoi bollenti talpone trova altre anziane signore, lente ed indecise, che sbagliano a pigiare i tasti dei piani, altre donne di stazza maxi che cercano inutilmente di entrare nella cabina affollata.
Si mangia finalmente ? No, oggi lo scoiattolino ha cambiato idea, le tagliatelle le voleva al sugo e non al pesto, no il parmigiano non ce lo voleva, perché non ci sono gli gnocchi al ragù?
La piovretta ingoia tutto in fretta, ma si unisce al coro “ Anch’io voglio “
L’istrice prussiana interviene con voce ferma, verso talpone beninteso, “ E tu non alzare la voce, hai capito ? “
A questo punto arriva la telefonata ansiosa dei genitori che chiedono con tono flautato se tutto va bene lì al mare, se i bambini sono stati bravi e concludono a volte con “ Beati voi che vi divertite “
Certo, anche se la mattinata è stata movimentata nonno talpone é felice.
In spiaggia ogni tanto guarda e compatisce quella coppia di vecchietti sulla cinquantina che arrancano anche loro nella fila delle otto del mattino per occupare il solito ombrellone ultima fila lato giochi, disperatamente composti e solitari, lei tipo ramarro al sole, lui sulla sdraio all’ombra, con giornale e settimana enigmistica, isola perduta nel mare di urla e di risate dei bambini che si rincorrono intorno a loro.
Ore 6.30: sveglia urlante della piovretta di anni tre, subito un biberon di latte caldo e cartoni animati per ipnotizzarlo ed evitare che smonti e manometta i mobili e tutti gli oggetti disponibili.
Ore 7.30: sveglia sonnacchiosa dello scoiattolino di anni cinque, tentativi di farlo mangiare con promesse di farlo diventare forte come spiderman e forse anche come suo padre, residua alternativa come il nonno.
Ore 7.55: corsa di talpone in mezzo ad altri vecchietti asmatici e claudicanti per essere pronti alle ore 8 precise per l’invasione della spiaggia dell’albergo e occupazione con asciugamani, borse e altri oggetti personali delle sdraio preferite.
Di solito nonno talpone sgomita con poche mamme per l’ultima fila lontano dalla spiaggia ma fronte zona giochi, dove c’è una casetta di plastica, miniscivolo, bilancia altalena, cavalli a dondolo e spazio sabbia da costruzione.
La massa dei vegliardi arranca faticosamente ma con caparbietà feroce per la famosa seconda fila vista mare, essendo la prima soggetta a pagamento extra.
Occupate militarmente le due sdraio previste, corsa rapida in paese per acquisto di latte, focacce, yogurt e altra merce secondo disposizioni superiori di nonna generale, anche previo aggiornamenti telefonici last minute.
Ritorno in camera, valutazione critica acquisti, deposito e stivaggio merce, carico borsoni e discesa rapida con i nipotini urlanti, che si spingono e scalciano come fanno i loro supereroi violenti, maledetta TV spazzatura e moda americana.
Controllo gioco dei bimbi, non far tirare la sabbia addosso ad altri bagnanti, recupero del nuovo camioncino gigante, trafugato da bambino biondo di anni due, velocissimo e aspirante grassatore ( il camion formato maxi è stato acquistato dal generale, dato che il parco camion raggiungeva a malapena la mezza dozzina ed era prevista grande operazione trasporto truppe ).
Pacificazione di gruppo di bimbi che litigano per il possesso esclusivo del’unica malconcia casetta di plastica, allontanamento di hooligans di dieci-tredici anni che giocando a pallone travolgono pargoletti e castelli di sabbia appena costruiti.
Bagno collettivo, tenendo sotto stretto controllo la piovretta, che ad onta del suo nome, non sa nuotare ma cerca di guadagnare il largo, forte dei suoi braccioli arancioni. Accompagnamento dello scoiattolo, che se la cava benino a cagnolino, ma impone al nonno l’arrivo alla lontana boa rossa e poi la piattaforma bianca, ancora più lontana, dei bagni vicini, per puntare poi alla barchetta che vede all’orizzonte.
Nonno dice con voce suadente che lo faranno sicuramente, ma il giorno seguente, oggi sono troppo impegnati, magari chiameranno lo zio martello, quel pazzo scatenato che si fa due miglia di gara nel Tamigi, con lui può andare in Corsica e tornare per pranzo.
Ritorno urlante alle sdraio, asciugatura, rimessaggio giochi, lavatura piedi, risalita in camera per doccia calda, cambio costumi, apparecchiatura tavola e ritorno veloce al piano sotterraneo per il self service, sgomitando con altri vecchietti tremuli ed indecisi, ma esperti nel dribblaggio fila, per acquistare le cotolette milanesi orecchio di bue e patatine fritte per gli amati pargoli.
Sull’ascensore con in mano i vassoi bollenti talpone trova altre anziane signore, lente ed indecise, che sbagliano a pigiare i tasti dei piani, altre donne di stazza maxi che cercano inutilmente di entrare nella cabina affollata.
Si mangia finalmente ? No, oggi lo scoiattolino ha cambiato idea, le tagliatelle le voleva al sugo e non al pesto, no il parmigiano non ce lo voleva, perché non ci sono gli gnocchi al ragù?
La piovretta ingoia tutto in fretta, ma si unisce al coro “ Anch’io voglio “
L’istrice prussiana interviene con voce ferma, verso talpone beninteso, “ E tu non alzare la voce, hai capito ? “
A questo punto arriva la telefonata ansiosa dei genitori che chiedono con tono flautato se tutto va bene lì al mare, se i bambini sono stati bravi e concludono a volte con “ Beati voi che vi divertite “
Certo, anche se la mattinata è stata movimentata nonno talpone é felice.
In spiaggia ogni tanto guarda e compatisce quella coppia di vecchietti sulla cinquantina che arrancano anche loro nella fila delle otto del mattino per occupare il solito ombrellone ultima fila lato giochi, disperatamente composti e solitari, lei tipo ramarro al sole, lui sulla sdraio all’ombra, con giornale e settimana enigmistica, isola perduta nel mare di urla e di risate dei bambini che si rincorrono intorno a loro.
VACANZA AL MARE (1)
Siamo al mare con i due adorati vivacissimi nipotini, i genitori come al solito ansiosi e dispiaciuti di lasciare i loro pargoletti, ma il maledetto lavoro, affaticante, assorbente e stressante li aspetta come una nemesi a Milano.
L’avvocato Tuttopiede sogna un’improbabile fuga dagli impegni per godersi il mare con i figlioli, ma non lo farà, il senso tedesco del dovere le è stato fissato nel DNA.
Studierà i suoi atti processuali, scriverà interminabili resoconti e proposte, documenti e resterà con il cuore quaggiù con i suoi bambini.
Il marito avvocato cerca di darsi un contegno, ma anche lui vorrebbe rimanere qui.
Prima di partire la mamma chiede ansiosa al suo scoiattolino “ Allora, farai il bravo con i nonni ? Ma io non ti mancherò ? “
Lui consolatorio “ Ma no mamma, non ti preoccupare, ogni tanto ti verrò a trovare “
L’avvocato Tuttopiede sogna un’improbabile fuga dagli impegni per godersi il mare con i figlioli, ma non lo farà, il senso tedesco del dovere le è stato fissato nel DNA.
Studierà i suoi atti processuali, scriverà interminabili resoconti e proposte, documenti e resterà con il cuore quaggiù con i suoi bambini.
Il marito avvocato cerca di darsi un contegno, ma anche lui vorrebbe rimanere qui.
Prima di partire la mamma chiede ansiosa al suo scoiattolino “ Allora, farai il bravo con i nonni ? Ma io non ti mancherò ? “
Lui consolatorio “ Ma no mamma, non ti preoccupare, ogni tanto ti verrò a trovare “
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